Si è tenuta ieri, 12 marzo, l’iniziativa della Fisac Cgil di Torino e del Piemonte, grazie al lavoro del Coordinamento Donne Fisac Piemonte, dal titolo:

L’evento si è svolto presso il Cecchi Point di Via Cecchi 17 – Torino, coinvolgendo una platea molto numerosa di partecipanti, sia uomini che donne, della nostra organizzazione.

Nella prima parte della mattinata, dopo i saluti di Cinzia Borgia, Segretaria Generale della Fisac Cgil Piemonte e l’introduzione di Stefania Frigerio, Segretaria Regionale Fisac Piemonte con delega alle politiche di genere, abbiamo analizzato i dati del nostro settore con una serie di contributi a cura del Coordinamento Donne Fisac Piemonte. Il Coordinamento ha lavorato diversi mesi in gruppi di lavoro elaborando alcune presentazioni che sono state illustrate dalle portavoci:

➡️Le Banche in Piemonte – sportelli e dipendenti 2018-2022 – Katiuscia Duò e Marziella Moschetti

 

Banche e Assicurazioni: l’occupazione in Piemonte in ottica di genere

➡️SLIDE COMPAGNIE ASSICURATIVE – Maria Falcitelli

➡️SLIDE BANCHE – Anna Maria Ferrero e Simona Ricci

 

➡️Un primo tassello per un nuovo mosaico – caso pratico – a cura di Monica Bruno Banca Sella

Dopo queste presentazioni, ci sono stati due preziosi contributi di approfondimento sui seguenti temi:

➡️Fra i divari di genere – il forte impatto del gap previdenziale – a cura di Bruna Belmonte Segretaria FISAC Nazionale

La Certificazione di Genere – a cura di Avv. Sofia Mercaldo

E a seguire, si è svolta la tavola rotonda con la partecipazione delle nostre autorevoli ospiti:

Prof.ssa Chiara Saraceno – Professoressa Emerita Università Torino e Honorary fellow del Collegio Carlo Alberto
Prof.ssa Marianna Filandri – Professoressa Associata in Sociologia Economica Università Torino Dip. Culture, politica e società
Susy Esposito – Segretaria Generale FISAC Nazionale
Anna Poggio – Segretaria CGIL Piemonte
A moderare la tavola rotonda: Cinzia Borgia – Segretaria Generale FISAC Torino e Piemonte

 

 

 

Banche e assicurazioni sono aziende in cui uomini e donne hanno sostanzialmente la stessa distribuzione occupazionale, quindi nessuna barriera all’accesso al lavoro nelle aziende da un punto di vista di percentuale degli occupati, nonchè delle nuove assunzioni…

Ma poi? Cosa succede nei percorsi di carriera..? Cosa succede nell’analisi dei livelli inquadramentali e retributivi..?

 

 

Print Friendly, PDF & Email