Il Consiglio d’Europa in data 1° aprile 2015 ha adottato una raccomandazione sul trattamento dei dati personali nell’ambito del rapporto di lavoro.
La raccomandazione prevede una serie di limiti stringenti al trattamento dei dati personali dei dipendenti ed in particolare stabilisce che:
– il datore di lavoro dovrà sempre essere autorizzato dal lavoratore al trattamento dei dati e delle informazioni personali e dovrà gestire le predette informazioni secondo criteri di trasparenza;
– le nuove tecnologie che consentono la localizzazione del lavoratore devono essere utilizzate unicamente per la protezione della produzione, della salute e sicurezza dei dipendenti e non per un controllo costante di questi ultimi;
– è vietato l’utilizzo della videosorveglianza per il controllo di locali aziendali in cui non viene svolta attività lavorativa (ad esempio spogliatoi, mense o aree ricreative).
La Raccomandazione sembra infine contenere il divieto di monitoraggio della corrispondenza privata dei lavoratori che transita sulle caselle di posta elettronica aziendale: si tratta di un aspetto rilevante in quanto molte imprese vietano in modo assoluto l’utilizzo privato di tali caselle aziendali, con conseguenti controlli e sanzioni disciplinari in caso di violazioni del divieto.
Il documento in esame non ha efficacia vincolante, ma ha comunque valore innanzi ai tribunali europei che potranno conformare le proprie decisioni ai principi espressi dalla raccomandazione. E’ altresì da valutare l’impatto sulla normativa italiana in materia di controllo a distanza dei lavoratori, materia per la quale la legge n. 183/2014 “jobs act” ha attribuito la delega al governo al fine di una modifica con decreto legislativo.
Consiglio d’Europa, Raccomandazione del 01/04/2015, CM/Rec (2015) 5 del Comitato dei Ministri degli stati membri
