DIRITTO DI SCIOPERO – Sciopero delle mansioni

Con la sentenza n.23528/2013 la Cassazione ha affrontato il tema del contenuto attivo del diritto di sciopero. Nel caso in esame un lavoratore si era rifiutato di sostituire un collega assente, come stabilito dal contratto di lavoro e aveva quindi subito una sanzione disciplinare. La Corte premette che oltre al riconoscimento del diritto, disciplinato nell’art.40 della Costituzione, si riscontra l’assenza di una nozione definita e circoscritta di “sciopero”.
La sentenza ha affrontato, quindi, due questioni: la sostituzione del collega assente e lo “sciopero delle mansioni”. Per quanto riguarda la prima questione, la Corte ha precisato che l’obbligo di sostituzione deve considerarsi incluso nell’insieme delle mansioni che il lavoratore è tenuto a svolgere. Per quanto riguarda lo “sciopero delle mansioni”, esso è stato considerato illegittimo perché estraneo al concetto di sciopero.
Sent. Cassazione Sez. Lavoro n.23528 del 16/10/2013
(fonte: CGIL Piemonte- Camera del Lavoro Provincia di Torino – Archivio Aperto)

SCIOPERO – Sostituzione dei lavoratori in sciopero

La Suprema Corte nella sentenza n.14157/2012 ritorna ad occuparsi sul tema del crumiraggio ribadendo il suo orientamento. La decisione del datore di lavoro di sostituire i lavoratori scioperanti con altri lavoratori, non aderenti o appartenenti a settori non interessati dallo sciopero, non costituisce di per sé condotta antisindacale ma deve osservare i limiti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Pertanto, i lavoratori sostituti possono essere adibiti dal datore di lavoro solo a mansioni equivalenti o superiori a quelle svolte ordinariamente.

Sent. Cass. n. 14157 del 06/08/2012

(fonte: CGIL Piemonte- Camera del Lavoro Provincia di Torino – Archivio Aperto)

 

SCIOPERO DELLE MANSIONI – Illegittimità

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 19156/2011 ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Milano, ritenendo legittima la sanzione disciplinare irrogata dalla società Poste Italiane spa a un lavoratore che si era rifiutato di svolgere la prestazione lavorativa secondo il sistema, in base al quale il singolo operatore è tenuto alla consegna non solo della corrispondenza della zona di sua competenza, ma anche, pro quota, di quella di altra zona ricompresa nella medesima area di recapito, in caso di assenza del dipendente assegnato a quest'ultima zona. La Corte di Cassazione aveva già affermato che non può essere definita sciopero ogni manifestazione di lotta che i soggetti agenti designino come tale (cfr. Cassazione n.548/2011). Lo sciopero si risolve, nei fatti, nella mancata esecuzione in forma collettiva della prestazione lavorativa, con corrispondente perdita della relativa retribuzione. La mancata esecuzione si estende per una determinata unità di tempo: una giornata di lavoro, più giornate, oppure periodi di tempo inferiori alla giornata, sempre che non si vada oltre quella che viene definita "minima unità tecnico temporale", al di sotto della quale l'attività lavorativa non ha significato esaurendosi in una erogazione di energie senza scopo. In tale logica la giurisprudenza, dopo alcune oscillazioni, ha riportato entro la nozione di sciopero anche la mancata prestazione del lavoro straordinario (Cassazione n. 2480/76). L'astensione anche in questo caso ha una precisa delimitazione temporale e concerne tutte le attività richieste al lavoratore. Al contrario, ci si colloca al di fuori dell'esercizio del diritto di sciopero quando il rifiuto di rendere la prestazione per una data unità di tempo non sia integrale, ma riguardi solo uno o più tra i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere. E' il caso del c.d. sciopero delle mansioni, comportamento costantemente ritenuto estraneo al concetto di sciopero e pertanto dichiarato illegittimo dalla giurisprudenza (Cassazione n. 2214/86).

Sent. Cass. n. 19156 del 20/09/2011

Sciopero, rifiuto di effettuare una delle prestazioni lavorative

Con la sentenza n.9715 del 2011 la Cassazione ha stabilito che la parziale
astensione dal lavoro non rientra nel diritto di sciopero. La Corte, nel
ricordare che non esiste una definizione legislativa dello sciopero, richiama la
giurisprudenza in merito la quale ha stabilito che il c.d. “sciopero delle
mansioni” e’ estraneo al concetto di sciopero. Il caso in esame e’ quello degli
aderenti ai Cobas che aveva indetto uno sciopero consistente nel rifiuto di
prestazioni accessorie di sostituzione dei assenti, per tale ragione Poste
S.p.A. aveva applicato delle sanzioni disciplinari, giudicate legittime dalla
Suprema Corte.
Sent. Cass. lavoro n. 9751 del 03/05/2011

Sciopero, rifiuto di eseguire parte delle mansioni

Con la sentenza n.12978 del 2011 la Cassazione, richiamando un recentissimo
pronunciamento (sentenza n.547/2011), interviene sull’argomento stabilendo che
il rifiuto del lavoratore a svolgere una parte delle mansioni, in questo caso in
sostituzione di un collega assente, può configurare la legittimità della
sanzione disciplinare. Lo sciopero delle mansioni e’ ritenuto un comportamento
estraneo al concetto di sciopero, che invece si estende per una determinata
unità di tempo (una giornata di lavoro, più giornate, periodi di tempo
inferiori alla giornata), pertanto ci si colloca al di fuori del diritto di
sciopero quando il rifiuto di rendere la prestazione per una data unità di
tempo non sia integrale, ma riguardi solo uno o più tra i compiti che il
lavoratore e’ tenuto a svolgere.
Sent. Cass. n. 12978 del 14/06/2011

Comunicazione dei lavoratori che garantiscono i servizi pubblici essenziali in caso di sciopero

Con la sentenza n.13780 del 2011 la Cassazione afferma che è antisindacale il
comportamento del datore di lavoro che non comunica al sindacato i nominativi
dei lavoratori che, in caso di sciopero, devono garantire le prestazioni
indispensabili. Nella sentenza, si precisa inoltre, che la non comunicazione non
lede solo l’interesse dei singoli lavoratori, ma anche quello del sindacato, che
ha un interesse autonomo a conoscere i nominativi in questione, e tale interesse
non può essere assolto da una comunicazione fatta dai lavoratori al sindacato
(che potrebbero neppure essere iscritti a quel sindacato).
Sent. Cass. lavoro n. 13780 del 23/06/2011

Sostituzione degli scioperanti

Con la sentenza n.15782 del 2011 la Cassazione ha stabilito che non costituisce
un atto antisindacale la sostituzione di lavoratori scioperanti per far fronte
alla normale attività produttiva, e non solo in concomitanza di casi
eccezionali o emergenze. In precedenti sentenze la Cassazione aveva già
definito che, per limitare conseguenze dannose , il datore di lavoro poteva
disporre del personale rimasto in servizio mediante l’assegnazione a mansioni
inferiori, solo ove tali mansioni siano marginali e funzionalmente accessorie e
complementari a quelle proprie della posizione dei lavoratori così assegnati.
Sent. Cass. lavoro n. 15782 del 19/07/2011