1) Il decreto legislativo n. 81/2015: sintesi dei contenuti.

Si pubblica in allegato la scheda relativa al decreto legislativo n. 81/2015 – sintesi dei contenuti.

scheda 1 – sintesi contenuti DLgs 81-15

La legge n. 183/2014 e i relativi decreti: stato dei lavori parlamentari.

Si riporta un aggiornamento sullo stato del complessivo riassetto del diritto del lavoro avviato dall’attuale governo presieduto da Matteo Renzi, con la legge n. 183/2014 più nota con l’appellativo di “jobs act 2”.

Si ricorda che dopo la citata legge delega sono entrati in vigore i primi 4 decreti attuativi.

Dapprima, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo 2015:

  • il decreto legislativo n. 22/2015 (ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e ricollocazione dei lavoratori disoccupati);

  • il decreto legislativo n. 23/2015 (contratto di lavoro a tutele crescenti e relative norme sui licenziamenti).

Successivamente, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno 2015:

  • il decreto legislativo n. 80/2015 (misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro);

  • il decreto legislativo n. 81/2015 (disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni).

Inoltre, nella seduta dell’11 giugno 2015, il Governo ha approvato in via preliminare altri quattro progetti di decreti attuativi, che sono stati trasmessi alle Camere per un parere non vincolante:

  • progetto del quinto decreto attuativo (disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale);

  • progetto del sesto decreto attuativo (disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro);

  • progetto del settimo decreto attuativo (disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive);

  • progetto dell’ ottavo decreto attuativo (disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità); in particolare tale decreto contiene la nuova disciplina del controllo a distanza dei lavoratori.

Nei prossimi giorni saranno pubblicate sei schede illustrative relative ai contenuti del decreto legislativo n. 81/2015, alla nuova disciplina dei contratti di lavoro atipici più in uso nei settori del credito e delle assicurazioni (lavoro a tempo parziale, lavoro a tempo determinato, apprendistato), alla nuova disciplina su mansioni e demansionamento, alla nuova disciplina in fase di approvazione in materia di controlli a distanza.

Alberto Massaia

MANSIONI E DEMANSIONAMENTO – Danni

Con la sentenza n. 1327/2015, la Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di demansionamento, il risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di comportamento illegittimo del datore di lavoro, ma deve essere provato dal lavoratore.
In particolare, occorre la specifica allegazione nel ricorso introduttivo, dell’esistenza di un pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile), che alteri le abitudini e gli assetti relazionali del lavoratore, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno.
Inoltre, non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, ma spetta al lavoratore l’onere di fornire la prova del danno e del nesso di causalità con l’inadempimento datoriale.
Sent. Cassazione Sez. Lavoro n. 1327 del 26/01/2015.

MANSIONI E DEMANSIONAMENTO – Danni

Il Tribunale di Milano, con sentenza del 2 febbraio 2015, ha stabilito, in materia di risarcimento del danno patrimoniale da demansionamento, quali siano gli oneri di allegazione e prova gravanti sul lavoratore che agisce per la sua rifusione.
Si tratta di provare gli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità della esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto.
Sent. Tribunale Milano Sez. lav. 02/02/2015

MANSIONI E DEMANSIONAMENTO – Ruolo organizzativo

Con la sentenza n. 6367/2015, la Corte di Cassazione ha stabilito che il conferimento di un ruolo organizzativo non comporta automaticamente l’inquadramento in una nuova categoria contrattuale, ma unicamente l’attribuzione di una posizione di responsabilità, con correlato riconoscimento di un particolare beneficio economico. Il ruolo attiene non tanto alla disciplina dell’inquadramento, ma piuttosto a quella della retribuzione: ne deriva che non può verificarsi demansionamento per effetto della revoca di una posizione organizzativa.
Nel caso in esame, la Suprema Corte ha escluso che vi sia demansionamento nei confronti di una dipendente comunale a cui era stato revocato l’incarico di responsabile dell’area contabile a seguito di accorpamento di aree di servizio.
Sent. Cassazione Sez. Lavoro n. 6367 del 30/03/2015.

La normativa in materia di licenziamenti introdotta dalla legge n. 183/2014 e dal decreto legislativo n. 23/2015.

Si fa seguito all’attivo seminariale del 25 marzo scorso e si pubblica in allegato il testo dell’art. 2103 del codice civile, nel testo originario risalente al 1942, nel testo ora vigente dopo le modifiche apportate dall’art.13 della legge n. 300/1970 “Statuto dei Lavoratori”, nel testo proposto dallo schema di decreto legislativo presentato alle Camere il 20 febbraio 2015.

Codice Civile art-2103

La normativa in materia di licenziamenti introdotta dalla legge n. 183/2014 e dal decreto legislativo n. 23/2015.

Si fa seguito all’attivo seminariale del 25 marzo scorso e si pubblicano in allegato i testi dei due schemi di decreti legislativi presentati alle Camere il 20 febbraio 2015, attualmente in esame per un parere non vincolante (contratti di lavoro atipici e demansionamento – conciliazione di vita e lavoro). Si tratta del terzo e del quarto decreto attuativo della legge delega n. 183/2014 (c.d. “jobs act”).

Seguiranno altri materiali sull’argomento.

schema decreto conciliazione vita e lavoro schema decreto contratti atipici e demansionamento

La normativa in materia di licenziamenti introdotta dalla legge n. 183/2014 e dal decreto legislativo n. 23/2015.

Si fa seguito all’attivo seminariale del 25 marzo scorso e si pubblica in allegato il testo della legge delega n. 183/2014 (c.d. “jobs act”).
Seguiranno altri materiali sull’argomento.

lex 183-2014

Diritto del lavoro 2014-2015, aggiornamento.

Riportiamo di seguito una tabella che riporta l’aggiornamento sullo stato del complessivo riassetto del diritto del lavoro avviato dall’attuale governo presieduto da Matteo Renzi.

Legge n. 78/2014 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19/5/2014) di conversione del decreto legge n. 34/2014, c.d. “jobs act 1”
Modifica la disciplina dei contratti di lavoro a temine, con un’ampia apertura del contratto “acausale”.
Inoltre, modifica la disciplina dei contratti di apprendistato, contratti di solidarietà, documento unico di regolarità contributiva.

Legge n. 183/2014 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15/12/2014), c.d. “jobs act 2”
Attribuisce al governo le seguenti deleghe da esercitare per mezzo di decreti legislativi riguardanti:
1. riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali;
2. riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;
3. disposizioni di semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese;
4. testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro e più in dettaglio:
– introduzione del contratto a tutele crescenti (reintroduce di fatto il licenziamento ad nutum);
– revisione dei contratto di lavoro atipici;
– ampliamento delle possibilità di damansionamento;
– modifica della normativa del controllo a distanza dei lavoratori;
– introduzione del compenso orario minimo;
5. revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Legge n. 190/2014 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29/12/2014), legge di stabilità 2015
All’art. 1 commi 118-124 introduce un esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell’anno 2015, per una durata di 3 anni. E’ in relazione con l’introduzione del contratto a tutele crescenti.

Decreto legislativo n. 22/2015 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6/3/2015), in attuazione della legge delega n. 183/2014
Ridefinisce la normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati.
In particolare introduce i seguenti nuovi istituti:
1. Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego – NASpI ;
2. Indennità di disoccupazione per lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa – DIS-COLL ;
3. Assegno di disoccupazione – ASDI ;
4. Contratto di ricollocazione.

Decreto legislativo n. 23/2015 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6/3/2015), in attuazione della legge delega n. 183/2014
Introduce, per i lavoratori assunti dopo l’entrata in vigore del decreto stesso (quindi a partire dal 7 marzo 2015) , il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. Nonostante l’epigrafe, deve essere ben chiaro che è un contratto a licenziamento libero: in caso di licenziamento illegittimo è prevista solo una tutela monetaria crescente in rapporto all’anzianità; le previsioni di reintegra sono pochissime e presuppongono a carico del lavoratore un onere probatorio quasi impossibile da dimostrare in sede processuale

Progetto del terzo decreto legislativo in attuazione della legge delega n. 183/2014, presentato alle Camere il 20/2/2015, in esame presso le Commissioni Parlamentari per un parere non vincolante.
Il Decreto attiene ad un testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni.
Il decreto ridefinisce i seguenti contratti atipici:
– tempo parziale
– somministrazione
– tempo determinato
– apprendistato
– lavoro intermittente
– lavoro ripartito
– lavoro accessorio.
Inoltre, i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro non saranno più possibili; quelli in essere sono fatti salvi fino alla loro cessazione.
I contratti di collaborazione anche a progetto resteranno vigenti soltanto in limitati casi.
Infine, il decreto interviene con una modifica dell’art. 2103 codice civile, ampliando le possibilità di demansionamento.

Progetto del quarto decreto legislativo in attuazione della legge delega n. 183/2014, presentato alle Camere il 20/2/2015, in esame presso le Commissioni Parlamentari per un parere non vincolante.
Il Decreto introduce una nuova normativa in materia di tutela della maternità e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Modifica dell’art. 4 della legge n. 300/1970 sul controllo a distanza dei lavoratori.
Al pari delle altre previsioni della legge delega n. 183/2014, non risulta ancora inserito né nei decreti attuativi già entrati in vigore, né in quelli ancora allo stato di progetto davanti alle Commissioni Parlamentari.