ASSEMBLEA DI PIAZZA

Negli ultimi giorni nel nostro territorio è iniziato il percorso per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore creditizio e finanziario.

L’assemblea Generale della Fisac CGIL Piemonte si è riunita per discutere la piattaforma, con la partecipazione del Segretario Generale Giuliano Calcagni.

Presso i locali del Collegio San Giuseppe a Torino è si è inoltre tenuta la prima assemblea in cui è stata illustrata ai lavoratori la piattaforma.

L’assemblea è stata molto partecipata. Alla presenza di 417 colleghe e colleghi del settore, le rappresentanze sindacali unitarie hanno posto in essere la votazione riguardante i contenuti della piattaforma, ottenendo un mandato a trattare unanime. Il voto si è infatti concluso con 0 astenuti, 0 contrari, 417 favorevoli.

Vi terremo puntualmente informati sugli sviluppi del confronto.

Leggi il volantino

 

 

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Banca del Piemonte: accordi su MOBILITA’ TERRITORIALE – CONCILIAZIONE TEMPI VITA E LAVORO – FORMAZIONE AGILE – LAVORO AGILE

Lo scorso 26 marzo si è conclusa in Banca del Piemonte una lunga fase di incontri con l’Azienda che ha portato alla firma di quattro importanti accordi in materia di mobilità territoriale, di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, di smart working e smart learning.

Esprimiamo soddisfazione per gli accordi sottoscritti che contengono elementi significativi e qualificanti nell’ambito della contrattazione di secondo livello di settore:
 
– sul tema conciliazione tempi di vita e di lavoro: possibilità di 5 giornate di sospensione attività lavorativa aggiuntive alle ferie, retribuite al 45% 
– sul tema formazione: formazione agile con dotazione di un tablet per filiale e possibilità di fruire da casa o da postazione dedicata in orario di lavoro della formazione on-line. 

La trattativa è stata impegnativa ma registriamo con soddisfazione una buona qualità delle Relazioni Industriali in Banca del Piemonte.

Leggi il comunicato Unitario

accordo mobilità territoriale

accordo conciliazione tempi di vita e di lavoro

accordo lavoro agile

accordo formazione agile

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FIRMATO L’ACCORDO SULLA CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA BANCA SELLA E BANCA SELLA HOLDING ALLA SOCIETA’ STS

In data 1 Aprile è stato raggiunto un accordo sulla cessione di ramo d’azienda dei colleghi IT e Back Office in Sella Technology Solutions. 

L’accordo comprende forti elementi di novità per il nostro Gruppo, tra i quali

  • Abbiamo ottenuto la clausola di garanzia per i prossimi 5 anni che, a fronte di tensioni occupazionali per cessione totale e/o parziale a terzi, espletate tutte le altre tutele contrattuali e di legge, ci darà la possibilità di essere riassunti in una delle società del Gruppo, senza ricorrere al Fondo Emergenziale ( cioè alla cassa integrazione );
  • Il mantenimento, fino  30 Giugno 2020 degli accordi di secondo livello, Contratto Integrativo, Accordo Mutui, Fondo Pensione.

Leggi il comunicato

 

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“MUTA LA PELLE DEL MONDO” slow mob domenica 31 marzo a Torino

Domenica 31 marzo alle 16,30, nel centro di Torino, Associazione Artemixia, promuove “Muta la Pelle del Mondo”, slow mob aperto al pubblico in memoria dei migranti morti nel Mar Mediterraneo, una camminata lenta e muta, patrocinata dalle Circoscrizioni di Torino 1 e 4.

Chi vorrà partecipare è inviato a vestirsi, possibilmente, con colori scuri, il ritrovo sarà in Piazza Castello  dove verrà consegnata a ciascun partecipante, una benda da mettere sulla bocca. Il corteo attraverserà lentamente via Roma per finire in Piazza San Carlo.

Per leggere il comunicato stampa completo, fai click  qui

Lo slow mob si inserisce  all’interno di un percorso di sensibilizzazione e di recupero di una narrazione che privilegi la dignità ed il rispetto nei confronti dei tanti esserei umani che lasciano la propria casa muniti solo delle proprie speranze. Questo percorso è iniziato con la mostra della collettiva d’Arte Contemporanea “Di Speranze in Viaggio” alla cui anteprima (svoltasi al teatro Astra lo scorso 6 marzo) è stato presentato il monologo “Due gocce nella polvere” del giovane artista africano richiedente asilo  politico, Alassane Conde.

L’Associazione di promozione sociale Artemixia promuove l’arte in tutte le sue svariate forme, ispirandosi all’idea di cultura come fatto pubblico e collettivo, come in bene di carattere sociale, che concorre alla crescita civile di tutta la comunità.

Vi invitiamo a partecipare!

FISAC CGIL PIEMONTE

 

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Banca Intermobiliare: apertura delle procedure art. 17 e 20 ccnl….Quando il tempismo è tutto!

Dopo l’assemblea di venerdì 15/3, in cui la maggioranza del Personale del Gruppo BIM si è favorevolmente espressa per iniziative di comunicazione a mezzo stampa e di mobilitazione da attuarsi con uno sciopero nel caso in cui non ci fosse una corretta ripresa delle relazioni industriali, pare che il weekend in Bim sia stato laborioso…. Lunedì 18 marzo, in mattinata, le scriventi OO.SS. hanno ricevuto dall’Azienda la comunicazione formale con oggetto: “Procedura ex artt. 17 e 20 C.C.N.L. per il Settore Credito” e sono state ufficialmente convocate ai tavoli per il 25 marzo ai fini dell’avvio della prima fase della procedura. Un tempismo quanto mai sospetto visto il continuo nostro sollecitare incontri con l’Azienda, con l’Amministratore Delegato, con il Presidente senza risposta alcuna. Consideriamo non casuale il tempismo della consegna, un giorno lavorativo successivo alla data dell’assemblea: lo riteniamo non rispettoso dei colleghi che non hanno avuto la possibilità di confrontarsi sui delicati temi in oggetto.

La predisposizione dell’informativa di apertura della procedura, ben precisa e puntuale, non è stata di certo scritta in un weekend!

Fai click qui per scaricare il comunicato unitario

 

Vedi gli articoli precedenti relativi alla delicata situazione di BIM:

ASSEMBLEA DEL 15 febbraio

preoccupazione per la situazione di Bim

Protocollo Relazioni industriali – accordo su tenuta livelli occupazionali in Bim

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Piattaforma per il rinnovo del CCNL del settore creditizio e finanziario 2019

È stata approvata questa mattina dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. La piattaforma verrà ora sottoposta al vaglio di tutte le strutture sindacali sul territorio e delle assemblee dei lavoratori che partiranno dal prossimo 2 aprile e si concluderanno entro la metà di maggio. 

Ecco i dettagli delle richieste che verranno presentate all’Abi entro il 31 maggio. Ampliamento dell’area contrattuale, tutela dell’occupazione attraverso la conferma del Foc (Fondo per l’occupazione), una cabina di regia sui processi di digitalizzazione, rivendicazione salariale di 200 euro medi mensili (circa +6,5%) per lavoratore, l’abolizione del salario di ingresso per i giovani, miglioramento delle tutele dei dipendenti (reintegra in caso di licenziamento illegittimo col superamento del Jobs Act che aveva modificato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori), una revisione degli inquadramenti, il diritto alla disconnessione, il diritto soggettivo alla formazione, una regolamentazione specifica per il whistleblowing (denunce anonime “interne”), regole nazionali per lo smart working, lo stop alle indebite pressioni commerciali, riduzione dal 20% al 10% del divario salariale dei contratti complementari.

Quanto all’area contrattuale, i sindacati vogliono mettere la parola fine alle esternalizzazioni e contrastare il dumping contrattuale che arriva da competitor non bancari come i Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple) e il recupero del rapporto fiduciario con i cittadini risparmiatori e le istituzioni. Per quanto riguarda in particolare la rivendicazione salariale, la richiesta di 200 euro è giustificata dai 9,3 miliardi di euro di utili nel 2018 dell’intero settore bancario e dall’aumento della produttività delle lavoratrici e dei lavoratori. La richiesta di un incremento di circa il 6,5% comprende il recupero dell’inflazione al 4,1% fino al 2021, del 2,0% legato alla maggiore produttività e dello 0,4% come riconoscimento dell’impegno dei dipendenti negli ultimi anni. In relazione al diritto alla disconnessione, i sindacati osservano che è necessario garantire la disconnessione dalla rete aziendale (computer portatili, tablet e smartphone), in coerenza con l’orario di lavoro e i tempi di riposo giornaliero e settimanale, le ferie e la malattia.

“È un contratto a forte contenuti sociali perché le banche devono mantenere e migliorare il ruolo di motore economico del Paese, per le famiglie, le imprese e i territori” si legge nella piattaforma. Col nuovo contratto, le organizzazioni sindacali mirano a difendere “l’unico riferimento normativo capace di governare, senza strappi, le ampie trasformazioni che stanno coinvolgendo il settore”.

PIATTAFORMA CCNL ABI

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APPALTO ASSICURATIVO

In data 6 marzo 2019 presso i locali della Fisac Piemonte, si è svolto il primo incontro organizzativo in tema di Appalto Assicurativo.

La riunione si è così articolata:

  • panoramica generale sul comparto;
  • cronistoria del doppio contratto
  • recenti sentenze a favore dell’applicazione del contratto Anapa – CGIL, CISL e UIL
  • contenuti principali del CCNL
  • azioni concrete da mettere in campo nel nostro territorio
  • articolazione del Coordinamento Regionale in materia

Il Coordinamento si propone di organizzarsi in modo da diventare punto di riferimento per le colleghe ed i colleghi del nostro territorio, sia in tema di diffusione delle informazioni, sia per la salvaguardia delle tutele.

Leggi l’ultimo comunicato delle segreterie nazionali

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SIAMO QUELLO CHE DICIAMO Sessismo linguistico e stereotipi di genere

  • Signora maestra, come si forma il femminile?
  • Partendo dal maschile: alla “O” finale si sostituisce una “A”
  • Signora maestra, e il maschile come si forma?
  • Il maschile non si forma, esiste.

 “Diotima. Il pensiero della differenza sessuale”

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi.

Le parole corrispondono alla realtà, o dovrebbero.

Al linguaggio viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà e, quindi, anche dell’identità di genere maschile e femminile: è perciò necessario che sia usato in modo non sessista e non privilegi più, come succede da secoli, il genere maschile né tantomeno continui a tramandare tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne, ma diventi rispettoso di entrambi i generi.

Per secoli la lingua è stata governata da un principio androcentrico: l’uomo è stato il parametro attorno al quale si è organizzato l’universo linguistico. Pensiamo banalmente ad alcune espressioni come “gli uomini della preistoria”, “la storia dell’uomo”, “i diritti dell’uomo”.

A partire dagli anni ’70 i movimenti femministi cominciano ad acquisire la consapevolezza dell’androcentrismo linguistico, lo studio del linguaggio sessista inizia ad avere peso e a fare notizia, ed il movimento femminista fa sentire le proprie rivendicazioni in favore di un linguaggio meno discriminatorio.

L’Italia è arrivata con notevole ritardo (rispetto agli altri paesi occidentali) su questo tema: è solo del 1987 la pubblicazione de “Il sessismo nella lingua italiana” di Alma Sabatini, testo fondamentale che analizza il fenomeno del nostro Paese; nel 2009 in risposta ad un appello uscito su alcuni quotidiani “Per una Repubblica che ci rispetti” che aveva fatto registrare l’adesione di un alto numero di donne è stato organizzato a Roma un convegno dal titolo “Che genere di lingua? Sessismo e potere discriminatorio delle parole”. Curioso, eloquente e ridicolo il modo in cui sui media tale evento è stato riportato: “Tra le altre, sono invitate all’incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del PD Rosy Bindi, il segretario confederale della CGIL Susanna Camusso, il direttore de “L’Unità” Concita De Gregorio, il direttore de “L’Espresso” Daniela Hamaui, il direttore del “Secolo d’Italia” Flavia Perina, il segretario generale della UGL Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera e il presidente della FNSI Lucia Visca”.

Cosa significa tale uso pubblico della lingua che spesso produce confusione e, come abbiamo visto, talora rasenta il ridicolo? In che misura si inserisce in una più generale prevalenza di atteggiamenti sessisti che caratterizzano la scena pubblica del nostro Paese? Si può fare qualcosa per opporsi?

Il problema fondamentale del sessismo linguistico è l’occultamento della donna, dalla sua invisibilità e della valutazione a senso unico di ciò che è maschile, poiché l’unico modello socio culturale riconosciuto è quello del maschio, ovvero del maschio eterosessuale.

Come può essere maschilista l’utilizzo della lingua? Per esempio usando il genere maschile plurale per parlare anche di soggetti femminili (esempio: i diritti dell’uomo, gli uomini della preistoria, la storia dell’uomo, come ricordavamo all’inizio del nostro testo), oppure nell’utilizzo di termini istituzionali e di potere declinati solo al maschile e non al femminile (il deputato, il ministro, il sindaco, l’avvocato, il magistrato, etc). In Italia la difficoltà di designare con sostantivi femminili le donne, soprattutto quando ricoprono ruoli o svolgono professioni di prestigio, è evidente. Eppure la nostra lingua ci offre tutti gli strumenti del caso! Il fatto che fino alla metà del secolo scorso molte professioni fossero pressoché precluse alle donne può spiegare il motivo delle declinazioni maschili delle professioni. Meno si spiega, invece, come mai ancora oggi gran parte delle donne preferisca la designazione maschile (nell’attuale governo sono 5 le donne ministre su 18, nessuna delle quali utilizza il termine “ministra” ma preferiscono essere chiamate “ministro”).

È poi presente un’asimmetria semantica, un prestigio ed autorevolezza accordato ad un termine maschile ma non al corrispettivo femminile (esempio “maestro” indica un’autorità in un determinato campo, o una guida spirituale, “maestra” definisce l’insegnante di scuola elementare; “il governante” indica chi governa ed è alla guida di un Paese, “la governante” indica una collaboratrice domestica; “segretario” si riferisce a persone che ricoprono ruoli di potere legati alla vita pubblica – segretario di partito, di un sindacato, di un’associazione, delle Nazioni Unite -, “segretaria” descrive un ruolo subordinato e non dirigenziale e fa riferimento ad attività impiegatizia, amministrativa, etc).

La scarsa cultura per una lingua di genere è poi evidente su un’altra particolarità: per quale motivo (soprattutto in politica) mentre l’uomo viene designato con il solo cognome (Salvini, Di Maio, Renzi), la donna vede spesso precedere il suo nome dall’articolo “la” (la Boldrini, la Bonino, la Carfagna)?

Se imparo una parola, imparo anche l’idea che sta dietro ad essa: la grammatica italiana ci dà tutti gli strumenti per nominare il femminile, se noi occultiamo la parola femminile, ne occultiamo anche l’idea.

La lingua non solo manifesta, ma condiziona il nostro modo di pensare: essa incorpora una visione del mondo e ce la impone. Siamo noi ad essere parlati dalla nostra lingua, anziché essere noi a parlarla. L’uso del maschile generico è davvero tale o nasconde le donne dietro un uso del linguaggio che è retaggio di una cultura maschilista? Su questo argomento è stato fatto un interessante esperimento: è stato fatto leggere un articolo giornalistico in cui si descrive una nuova tecnica neurochirurgica sperimentata da due medici, una donna ed un uomo. Nell’articolo in questione l’unico indizio che permette l’identificazione sessuale dei due medici è il nome personale, in tutto il resto dell’articolo viene utilizzato il maschile plurale generico. Il nome dei due medici è stato cancellato e l’articolo è stato fatto leggere a 20 donne e 20 uomini. Dopo la lettura è stato chiesto al campione di lettori di identificare il sesso dei due medici: il 95% del campione (sia uomini che donne) ha risposto che entrambi i medici erano uomini; dopo aver mostrato alcune foto (5 foto di medici maschi e 5 di femmine) la percentuale è cambiata: in questo caso il 40% delle donne ed il 20% degli uomini ha risposto che tra i due medici poteva esserci una donna!

La più importante istituzione che dovrebbe portare avanti una sorta di “liberazione” dagli stereotipi sessisti nell’utilizzo della lingua dovrebbe essere la scuola e lo strumento chiave da cui partire dovrebbero essere i libri di testo. Purtroppo questo non avviene come viene dimostrato da diverse ricerche in questo campo.

L’ipotesi da cui si muovono questi studi è che i libri di testo debbano offrire una immagine realistica della società e suggerire a bambine e bambini una varietà di modelli, di situazioni da cui attingere per costruire un’immagine coerente di sé e del mondo esterno in modo da predisporsi al cambiamento, alla trasformazione dei ruoli, alla mobilità sociale.

Accanto ad alcuni lodevoli sforzi, è invece prevalente una tendenza all’immobilismo e alla mancanza di realismo nella rappresentazione del mondo del lavoro, nel linguaggio e soprattutto nell’attribuzione dei ruoli e delle mansioni che vede le donne relegate nelle posizioni tradizionali secondo cliché desueti.

Un quadro molto chiaro lo si ricava da un’indagine realizzata da Irene Biemmi (ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze) sui testi per la quarta elementare delle maggiori case editrici italiane. Secondo i risultati di questa ricerca il genere femminile è sotto rappresentato: ogni 16 protagonisti uomini ci sono 10 donne. Le donne poi vengono caratterizzate da aggettivi come: pettegole, invidiose, smorfiose, affettuose, apprensive, premurose, pazienti, tenere, vergognose, servizievoli, comprensive, docili. Tra gli aggettivi riferiti esclusivamente al genere maschile si trovano: sicuro, coraggioso, serio, orgoglioso,  onesto, ambizioso, minaccioso, pensieroso, fiero, duro, generoso, egoista, iroso, saggio, audace, libero. Tra i protagonisti maschili il 70% lavora (contro il 56% delle donne) e ha 50 diverse professioni (tra cui re, cavaliere, marinaio, medico, scienziato, mago, ingegnere, direttore d’orchestra). Tra i personaggi femminili le professioni sono 15 di carattere prevalentemente domestico e quasi del tutto slegate dalla realtà (la maestra è la professione più frequente, ma ci sono anche strega, principessa, fata, casalinga).

La scuola in Italia continua così a tramandare modelli rigidi e fuori tempo, sulla base delle quali le bambine ed i bambini formeranno le loro rispettive identità di genere e le loro relazioni.

Come ha affermato Giuliana Giusti, docente di glottologia e linguistica a Ca’ Foscari a Venezia, “dato che il linguaggio è un codice  inconscio che permea la nostra percezione della realtà dai primi giorni di vita, possiamo immaginare la potenza devastante che potrebbe avere un lessico dove le funzioni alte sono al maschile e le corrispondenti funzioni basse al femminile nella costruzione dell’identità di genere in Italia, un’identità già minata da ogni tipo di linguaggio non verbale”.

Se noi donne per prime cominciassimo a riconoscerci con un’identità femminile nel mondo del lavoro e nella definizione delle professioni, avremmo già compiuto un passo in avanti per scardinare, anche attraverso il linguaggio, l’atavica subalternità dei ruoli, perché la lingua non è neutra ed il suo uso non è innocente.

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

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Progetto Ragazzi Harraga a Palermo

 

Il progetto Ragazzi Harraga a Palermo è un è un modello di integrazione, che mette a disposizione gli strumenti che permetteranno ai giovani migranti di diventare parte integrante della nostra società. È stato un piacere aver partecipato come Fisac CGIL Piemonte con un piccolo contributo.  

Leggi la lettera del CIAI

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