Le News

POLIZZE FISAC: professionali, di cassa, tutela legale, capofamiglia, multigaranzia. Offerta ampia, convenienza, sicurezza.

Anche per il 2022 i nostri iscritti hanno a disposizione due diversi broker in convenzione mediante i quali sottoscrivere le polizze di proprio interesse.

RELABROKER

La polizza RELABROKER Ammanchi di Cassa e RC Patrimoniale ha le seguenti caratteristiche:

Come nel 2021:

  • la retroattività è confermata a 10 anni;
  • per il primo ammanco di cassa NON verrà applicata alcuna franchigia e nemmeno sul primo sinistro per la Rc Patrimoniale se di importo sino a 3.000 €;
  • sono coperte le attività assicurative;
  • sono coperte le attività svolte all’esterno dei locali della banca;
  • l’operatività connessa alla gestione dei bancomat, bancomat evoluti, cassa assistita, cassa virtuale in remoto, ecc. è coperta anche dalla Polizza RC professionale (oltre che ovviamente dalla Polizza Ammanchi di Cassa);
  • il personale assunto a Tempo Determinato, con Contratto di Somministrazione o che nel corso dell’anno andrà in Pensione, in Esodo o in Maternità, potrà stipulare una copertura assicurativa con premio trimestrale o semestrale;

A miglioramento di quanto previsto nel 2021:

  • E’ stata introdotta la possibilità di PARZIALE copertura, ESCLUSIVAMENTE nel caso di azione di rivalsa da parte della Banca (e quindi NON nel caso di pagamento diretto da parte del collega), per sanzioni per violazione di segnalazione banconote false e negoziazione di assegni sprovvisti della clausola “Non trasferibile”.

Chiunque sottoscriva una qualsiasi polizza professionale (RC e/o Ammanchi di Cassa) otterrà gratuitamente anche la copertura della polizza RC CAPOFAMIGLIA con un massimale di 250.000 € (Denuncia di sinistro).

Qui di seguito trovate tutti i materiali informativi dettagliati e i moduli per l’adesione:
1 – Fascicolo condizioni di polizza RC AMMANCHI DI CASSA e PERDITE PATRIMONIALI 2022
1a – Modulo di adesione polizza RC AMMANCHI CASSA e PERDITE PATRIMONIALI 2022
1b – Denuncia di sinistro RC AMMANCHI CASSA E PERDITE PATRIMONIALI 2022

Oltre alle polizze sulla tutela professionale, troverete le condizioni e i moduli di adesione per la polizza Tutela legale, che copre aspetti anche della vita privata, e della polizza Abitazione Multigaranzia (anche per danni occorsi all’assicurato):
3 – Fascicolo condizioni di polizza TUTELA LEGALE 2022
3b – Modulo di adesione polizza TUTELA LEGALE 2022
4 – Fascicolo condizioni di polizza MULTIGARANZIA ABITAZIONE E CAPOFAMIGLIA 2022
4b – Modulo di adesione polizza MULTIGARANZIA ABITAZIONE E CAPOFAMIGLIA 2022

Il modulo 4 può essere utilizzato anche nel caso in cui un iscritto NON sottoscriva alcuna Polizza RC Professionale e/o di Cassa, ma voglia invece sottoscrivere la Polizza Capofamiglia pagando il relativo premio: € 10 o 20 a seconda dei massimali che sceglie. Lo stesso modulo andrà utilizzato da coloro che, godendo della Polizza Capofamiglia, intendono elevare il massimale da 250.000 a 500.000 € pagando 10 €.

 

AMINTA BROKER

Come nel 2021:

  • la retroattività è confermata a 10 anni;
  • per il primo ammanco di cassa NON verrà applicata alcuna franchigia;
  • è confermata la possibilità di PARZIALE copertura, ESCLUSIVAMENTE nel caso di azione di rivalsa da parte della Banca (e quindi NON nel caso di pagamento diretto da parte del collega), per sanzioni per violazione di segnalazione banconote false e negoziazione di assegni sprovvisti della clausola “Non trasferibile”.

Inoltre, anche con Aminta, chiunque sottoscriverà una qualsiasi polizza professionale (RC e/o Ammanchi di Cassa, esclusa l’opzione 1A) otterrà gratuitamente anche la copertura della polizza RC CAPOFAMIGLIA.

– Polizza AMMANCHI DI CASSA 
– Polizza AMMANCHI DI CASSA – RC PROFESSIONALE
– Polizza RC PROFESSIONALE

Clicca QUI per aderire

I NOSTRI PROSPETTI RIASSUNTIVI

In ragione dell’articolazione dell’offerta di polizze in convenzione e quindi per agevolarvi nella scelta della formulazione piu’ conveniente per voi in ragione di coperture, massimali e premi, abbiamo redatto:
una NOTA ANALITICA DELLE DIVERSE COPERTURE ASSICURATIVE RISCHI PROFESSIONALI 2022 R.C. AMMANCHI DI CASSA – R.C. PERDITE PATRIMONIALI
un PROSPETTO SINOTTICO CHE RAFFRONTA COSTI – MASSIMALI DELLE COPERTURE RELA BROKER CON QUELLI DI AMINTA

Gruppo Sella, trattativa bloccata ad un passo dalla rottura

“Dopo un anno dalla presentazione unitaria del contratto integrativo aziendale di secondo livello e molteplici incontri con le varie delegazioni aziendali, la trattativa sembra bloccarsi”; lo riporta un comunicato unitario delle delegazioni trattati di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca in Gruppo Sella, in cui si legge che la delegazione aziendale ha chiesto ulteriori giorni per riflettere su quanto proposto dalle organizzazioni sindacali.

“Abbiamo in questi mesi affrontato vari argomenti del Cia ma non tutti, e sempre, su richiesta aziendale, con delegazione ristretta – prosegue la nota – Un anno con risultati brillanti, un anno scoppiettante, sbandierato sui media in ogni occasione. Molti ‘grazie’ del nostro Ceo caduti come pioggia di primavera su di noi, alle convention, nei podcast, in ogni occasione. Bravi, bravi e ancora bravi. Poi, però, – precisano i sindacati – quando il ringraziamento deve trasformarsi in riconoscimento economico, in norme che garantiscano qualità della vita sui posti di lavoro, allora … ‘pressoché niente’”.

“Ieri, 1° dicembre 2021, la delegazione aziendale ci ha presentato un accordo sullo smart working irricevibile e ha confermato di fatto l’azzeramento del premio 25 anni: tanti colleghi i colleghe – sottolineano i sindacati – stanno per raggiungere questo traguardo, che si esplicita in fedeltà e attaccamento all’azienda, e cosa propone l’azienda? Di eliminare il premio perché è troppo costoso, senza considerare che senza quei ‘tanti colleghi e colleghe’ i grandiosi risultati di oggi non ci sarebbero”.

“A fronte della nostra disponibilità a continuare il confronto – concludono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca – la delegazione aziendale si è riservata di approfondire la possibilità di proseguire o meno la trattativa. Noi come sempre in maniera costruttiva e responsabile siamo disponibili a trattare per arrivare ad un Cia decoroso, auspicando che la delegazione aziendale abbia davvero identica intenzione. Vi terremo aggiornati.

Scarica il volantino unitario 1 dicembre 2021

 

LA FISAC CGIL DEL GRUPPO SELLA CONTINUA AD OPERARE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI NORMATIVE ED ECONOMICHE DI TUTTI I COLLEGHI E LE COLLEGHE

 

Di seguito puoi trovare i comunicati precedenti, relativi a questa lunga trattativa, al momento poco concludente!

Trattativa in Sella: Pillola 6 – ANCORA NON CI SIAMO

Il “GRAZIE” di Banca Sella agli operatori di sportello per il loro lavoro durante la pandemia

 

Sella: Pillola 4 – CONTRIBUTO AZIENDALE AL FONDO PENSIONE PER I DIPENDENTI

SELLA: IMMORALE, NULLA NEANCHE SULLA DISABILITA’

Sella: Pillola n° 2: Premio 25 anni

Sella: Come ci ringrazia l’azienda degli sforzi e del lavoro fatto

 

26 novembre – Assemblea di Piazza e Attivo quadri sindacali unitario Fisac-First-Uilca

E’ in corso l’Assemblea di piazza che raggruppa i lavoratori e le lavoratrici delle banche, delle assicurazioni e degli esattoriali indetta da Fisac-First-Uilca assieme alle nostre confederazioni Cgil-Cisl e Uil di Torino.
I temi trattati sono incentrati sulle proposte del Sindacato di modifica ai contenuti della bozza alla legge di Bilancio e sulle nostre piattaforme unitarie su Fisco e Pensioni, in preparazione della manifestazione regionale che si terrà domani 27 novembre alle ore 9.30 in Piazza Castello, alla quale invitiamo tutte e tutti a partecipare!

 

Le proposte sono state illustrate in modo dettagliato dai Segretari confederali di Torino di Cgil (Federico Bellono), della Cisl (Cristina Maccari) e Uil (Franco Lograsso), assieme ai Segretari delle rispettive sigle di categoria: Fisac Cgil (Cinzia Borgia), First Cisl e Uilca (Giancarlo Anselmi).

                                   

 

L’assemblea è stata una bella occasione per approfondire temi fondamentali per la tenuta sociale del nostro Paese, per confrontarci e rafforzare la mobilitazione che parte domani con le manifestazioni regionali, ma dovrà necessariamente svilupparsi per tappe in un percorso volto a riequilibrare la distribuzione delle risorse e l’impianto normativo nel nostro Paese a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e delle pensionate e dei pensionati.

 

 

 

DOMANI VI ASPETTIAMO ALLA MANIFESTAZIONE UNITARIA CGIL CISL UIL – TORINO PIAZZA CASTELLO 9.30

Trattativa in Sella: Pillola 6 – ANCORA NON CI SIAMO

Qualche passo c’è stato, ricordate le nostre “pillole”?

Dal togliere si è passati a concedere qualche briciola, ora speriamo che le briciole
comincino a pesare un po’ di più.

Affinché la stanchezza, il malessere, la fatica, il disagio dei colleghi si traducano in
un Contratto integrativo decoroso, sarebbe necessario che venissero manifestati
in modo chiaro e diretto da tutti noi.

Ma nelle altre banche si sta meglio!!!

È perché i dipendenti praticano questo strumento da noi quasi sconosciuto…”

LO SCIOPERO.

FISAC CGIL GRUPPO SELLA

Leggi la pillola n. 6

IO SONO ECONO(MIA)!

 

Giovedì 25 novembre è la giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne.

Quest’anno la riflessione del Coordinamento Donne Fisac Piemonte è dedicato al tema della violenza economica. 

Buona Lettura!

Lucia non ha avuto la possibilità di studiare, ha sempre lavorato, anche dopo il matrimonio, il marito faceva l’operaio ed un solo stipendio non era sufficiente per mantenere la famiglia.

Quasi tutta la sua vita lavorativa è stata contrassegnata da lavori precari, spesso in nero. Consegnava ciò che guadagnava al marito che ogni settimana le dava quanto per lui era sufficiente per le spese familiari.

Non ha mai avuto un conto presso una banca o alla posta, a queste cose ci pensava lui che, poco dopo essere andato in pensione morì improvvisamente.

Lucia si trovò da un giorno all’altro a doversi occupare delle questioni economiche, spesso si vergognava perché non capiva proprio cosa le dicevano gli impiegati della banca dove il marito aveva il conto, ma velocemente è riuscita a cavarsela, ha scoperto di essere più brava del marito a gestire le sue entrate!

Giovanna ha 45 anni, si è sposata quando ne aveva 25, subito dopo essersi laureata. Durante il periodo di studi, per mantenersi, aveva iniziato a lavorare ed una volta laureata voleva insegnare, ma con il matrimonio, le cose per lei cambiarono: le insistenze del marito affinché lasciasse il lavoro per dedicarsi completamente alla casa, alla famiglia, ai figli che intendevano avere la convinsero. Dopo pochissimo tempo dalle nozze abbandonò i suoi progetti per dedicarsi alla casa e ai figli che nacquero nel giro di pochi anni.

Giovanna perse i genitori quando era ancora una ragazzina, erano benestanti e le lasciarono un piccolo patrimonio da gestire.

Sono cose da uomini queste, ci penso io, tu non devi preoccuparti di nulla” erano le parole del marito, così anche la gestione economica di quanto ereditato da lei passò nelle sue mani.

Giovanna non controllava più niente, non aveva contezza di quanto entrava e quanto usciva nel bilancio familiare, doveva chiedere i soldi al marito per ogni cosa, che pretendeva da lei un resoconto dettagliato di ogni singolo centesimo speso.

Ad un certo punto il marito decise di intraprendere un’attività lavorativa autonoma, ma fece intestare tutto a nome di Giovanna “per ragioni fiscali”, diceva lui; Giovanna si fidava del suo uomo e quindi firmò assegni, richieste di finanziamenti, ipoteche, così nel giro di poco tempo Giovanna non ebbe più alcun bene, si ritrovò oberata di debiti ed inseguita dai creditori, con il marito che la incolpava del disastro economico della famiglia.

All’età di 35 anni il mondo di Giovanna si sgretolò, capì di aver bisogno di aiuto, lo trovò presso un’associazione di aiuto per le donne vittime di violenza, si separò dal marito e riuscì a trovare un lavoro.

Cosa hanno in comune Lucia e Giovanna? Sono entrambe vittime di una violenza da parte dei loro compagni: l’uomo aggressivo non è solo quello che alza le mani!

Ci sono forme di violenza che feriscono quanto quella fisica: offese, svilimento, la messa in discussione delle capacità della compagna, impedirle di lavorare o di frequentare altre persone al di fuori della famiglia, sono tutti atteggiamenti che possono essere definiti come atti di violenza economica.

  La violenza economica è la forma di violenza meno riconosciuta dalle donne che la subiscono e difficilmente ne hanno consapevolezza. Come le protagoniste delle due testimonianze che vi abbiamo proposto, a causa di uno stereotipo culturale, arcaico e patriarcale, la gestione delle finanze e dei fondi familiari è una prerogativa riservata al cosiddetto “capofamiglia”, ruolo generalmente riservato ad un membro di sesso maschile.

Si tratta di un fenomeno poco conosciuto e difficile da quantificare, sottostimato, che coinvolge numerose donne e consiste in ogni atto che abbia lo scopo di privare la vittima, in tutto o in parte, della propria indipendenza economica e della partecipazione al godimento e alla gestione dei redditi.

La violenza economica, quindi, si realizza impedendo alla donna l’accesso al denaro o alle risorse necessarie per condurre una vita dignitosa, privandola della propria libertà.

L’instaurazione di questa dinamica parte molto spesso da comportamenti che non destano sospetti e sono attuati solitamente all’interno delle mura domestiche dal marito nei confronti della moglie, ma anche dal padre nei confronti della figlia, del fratello nei confronti della sorella, dai figli maschi nei confronti delle madri.

Non esistono statistiche ufficiali sulla violenza economica in Italia, ma il CNEL (=Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile avvenuto nel 2019 ha presentato dati secondo i quali in Italia 3 donne su 10 non hanno un conto corrente e non possono gestire da sole i propri guadagni.

Al sud la situazione è ancora peggiore: a non essere autonome nelle spese è il 46% delle donne, inoltre se quasi l’80% delle laureate ha un proprio conto corrente, nessuna lo possiede tra chi si è fermata alla licenza media.

D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), associazione che raccoglie oltre 80 centri antiviolenza in tutta Italia, fornisce al riguardo altri importanti dati: il 79% delle donne che vengono accolte nelle strutture denuncia episodi di violenza psicologica, il 61% di violenza fisica e il 34% di violenza economica. Quest’ultima percentuale, bassa rispetto alle altre, non indica una minore diffusione del fenomeno, ma piuttosto una minore consapevolezza al riguardo.

Come tutte le altre forme di violenza contro le donne, anche la violenza economica ha carattere di trasversalità, è cioè indipendente dalle fasce di reddito e dalla classe sociale di appartenenza. Ne sono vittime, allo stesso modo, casalinghe e professioniste e riguarda una fascia d’età compresa principalmente tra i 40 e i 60 anni.

Riconoscere e combattere questo tipo di violenza è molto importante, alla luce del fatto che troppo spesso chi è vittima di violenza economica spesso è o sarà vittima anche di violenza psicologica, affettiva e fisica.

Anche la violenza economica è spesso caratterizzata da un’escalation di comportamenti violenti.

Il primo livello riguarda il controllo e l’esclusione della donna nella gestione delle risorse finanziarie: un marito/compagno che dice alla propria moglie/compagna “tu non hai bisogno di lavorare: ” ci penso io a te” sta salendo il primo gradino della scala che conduce alla dipendenza economica della propria partner.

Una donna allontanata dal modo del lavoro che non ha quindi la possibilità di guadagnare ed avere un proprio sostentamento è dipendente, totalmente o in parte, dalle finanze del proprio marito/compagno e non ha la possibilità di autorealizzarsi rinunciando allo sviluppo di competenze professionali ed alla realizzazione di un progetto in ambito extra familiare.

Un ulteriore passo nell’escalation di violenza consiste nella volontà dell’uomo di decidere come amministrare il menage familiare attraverso l’utilizzo di un conto unico cointestato a cui, però, ha accesso solo il maltrattante, mentre alla donna è precluso non solo di potervi attingere, ma anche di verificarne il saldo, i movimenti, ovviamente la sua opinione rispetto agli eventuali investimenti dei risparmi non viene contemplata.

Il terzo livello riconoscibile è quello durante in quale l’uomo fornisce alla donna un budget settimanale spesso solo per l’acquisto di alimenti o generi utili alla pulizia della casa occupandosi lui di pagare le utenze, le visite mediche, e chiedendo alla donna resoconti dettagliati per ogni singola spesa effettuata.

Il risultato è il totale isolamento della donna rispetto alla gestione delle entrate finanziarie.

In questa fase, con l’aumento del controllo da parte del carnefice, la donna acquisisce però consapevolezza della propria condizione di costrizione, realizza il disagio,

l’anormalità della sua situazione; molto spesso prova vergogna, ha paura del giudizio degli altri, si isola perdendo autostima.

E’ in questa fase che nasce la circolarità tipica di tutte le violenze degli uomini contro le donne, la dipendenza tra vittima e carnefice: c’è un conflitto, la violenza sale, il carnefice chiede scusa e diventa generoso dando vita ad un periodo di relativa quiete per poi ricominciare tutto dall’inizio.

L’escalation tocca il picco quando gli abusi del maltrattante si traducono in atti illeciti: a questo punto il maltrattante dilapida il capitale familiare senza metterne al corrente il coniuge o, sotto minaccia, costringe la donna a fargli da prestanome, fino ad arrivare a svuotare i conti correnti in previsione di una separazione.

La separazione o la denuncia delle violenze subite non sempre ferma questa tipologia di maltrattamento: in questi casi può accadere che l’ex partner prosciughi i conti correnti comuni o trovi modi per non pagare l’assegno di mantenimento (anche per i figli).

Proprio per questo, nel Decreto Rilancio del dicembre 2020 è stato istituito il Reddito di Libertà, erogato alle donne vittime di violenza.

 

Questo è ciò che purtroppo molto spesso capita all’interno delle mura domestiche, ma varrebbe però la pena andare più a fondo, per capire dove la violenza economica affonda le sue radici.

Se il fattore culturale, quello di una società ancora fortemente patriarcale, è il nodo centrale da cui nasce la violenza contro le donne, è il nodo stesso che produce una serie di distorsioni sul fronte economico, familiare e del lavoro che, a loro volta, influiscono direttamente sulla fragilità economica delle donne che si trovano così più facilmente a essere vittime di questo tipo di abuso.

Le lavoratrici in Italia continuano ad essere considerate “lavoratrici di passaggio” nel mercato del lavoro, in quanto il loro posto naturale (troppi ancora lo pensano) è a casa con i figli.

Se le donne vogliono essere economicamente indipendenti, c’è sempre qualcosa che non le fa sentire adeguate: prima le donne non erano abbastanza scolarizzate, ora che si è raggiunta la parità nella formazione scolastica (anzi le giovani donne italiane sono oramai più istruite degli uomini), viene detto che il problema è la scelta dell’indirizzo di studi perché le ragazze scelgono percorsi di studio meno remunerati nel mondo del lavoro, senza pensare che l’autoselezione nelle scelte di studio sono dovute al permanere di forti stereotipi di genere nella struttura dell’istruzione e della famiglia.

A parità di formazione, le donne italiane hanno meno possibilità di trovare un posto di lavoro: “hai intenzione di spostarti?” “pensi di fare figli?” sono le domande che troppo spesso vengono rivolte alle donne durante i colloqui , perché è scontato che nel nostro Paese la cura della famiglia sia a carico delle donne.

In caso di formazione e di mansioni lavorative equipollenti, è prassi normale che le opportunità di avanzamento di carriera siano proposte agli uomini: loro sì che si dedicano al lavoro, possono fare gli straordinari ed essere a disposizione, non sono distratti da figli da accudire o da genitori anziani da assistere: è evidente che le culture aziendali siano caratterizzate da modelli, stili e tempi di lavoro tipicamente maschili.

La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è diventata un’ulteriore catena che lega le donne: la rivoluzione all’interno della famiglia, nella ripartizione dei tempi e dei compiti familiari tra uomini e donne, è molto lontana dal compiersi; l’unica vera conciliazione che si riesce ad avere è con altri componenti della famiglia: sono spesso i nonni, e nella maggior parte dei casi le nonne (che magari ancora lavorano a causa dell’innalzamento dell’età del pensionamento) a condividere gli impegni lavorativi e familiari.

 Cosa dire poi di quello che è successo con la pandemia? Scuole chiuse per lunghissimi periodi, il lavoro da casa (non tutte hanno la possibilità di utilizzare a causa dell’attività svolta o perché non hanno un computer personale) non è per nulla “ smart” e non è uno strumento di conciliazione tra gli impegni lavorativi e familiari.

I costi della pandemia li stanno pagando in maniera più pesante le donne: durante lo scorso anno delle 444.000 persone che hanno perso il lavoro, il 70% erano donne. Secondo i dati Istat da ottobre a dicembre del 2020, periodo coincidente con la seconda ondata di contagi e conseguentemente con nuove chiusure, il dato si è inasprito ulteriormente e su 110.000 nuovi disoccupati o inattivi, il 98% è donna. Considerando che da quando è iniziata la pandemia vige il blocco dei licenziamenti, è evidente come il lavoro delle donne sia caratterizzato da una fortissima componente di precarizzazione e, essendo meno retribuito, più facilmente sacrificabile in caso di difficoltà di gestione dei carichi familiari.

Le tradizionali politiche e strategie per accrescere la partecipazione femminile al mondo del lavoro, hanno fallito e vanno ripensate: incentivazioni e decontribuzioni a pioggia (assolutamente insufficienti) hanno prodotto risultati ben al di sotto delle risorse spese, in particolare per l’occupazione femminile che è stata ulteriormente marginalizzata. Oltretutto in Italia non viene attuata la pratica di valutazione dell’impatto delle misure prese, necessaria per comprendere l’efficacia delle misure stesse e dell’impiego dei soldi pubblici  e per capire se i soldi pubblici sono stati spesi efficientemente.

Le donne incontrano molte difficoltà anche quando intendono avviare un’attività lavorativa autonoma: già prima di questa gravissima crisi, oltre la metà delle imprenditrici dichiarava di incontrare maggiori ostacoli rispetto agli uomini nell’ottenere prestiti e, una volta ottenuto un finanziamento, di pagare un tasso di interesse più alto degli imprenditori maschi.

Queste differenze emergono non tanto perché le imprese femminili abbiano performance peggiori, ma piuttosto per la mancanza di fiducia nell’imprenditoria femminile. Inoltre, il comportamento degli istituti di credito o delle società finanziarie è diverso quando una donna ha come garante un uomo, rispetto a quando è una donna a garantire un’altra donna: in questo ultimo caso i tassi di interesse sono più alti.

Nel nostro settore abbiamo toccato con mano l’impatto che questa crisi ha avuto sulla fascia più debole che, soprattutto durante le prime fasi della pandemia, si è rivolta in massa ai servizi dei monte pegni gestiti dagli istituti di credito. I monte pegni hanno infatti registrato un aumento delle richieste di circa il 40% nello stesso periodo di riferimento.

Le utilizzatrici di questo servizio sono in prevalenza donne di mezza età, casalinghe, disoccupate o lavoratrici con professioni poco qualificate, con un livello scolastico medio, moltissime le donne straniere.

Ecco le parole di una delle frequentatrici del Monte Pegni:

Ho 35 anni ed ho due bambine che spesso mi accompagnano quando mi reco a portare in pegno i miei beni.

Io sono entrata per la prima volta al monte per mano a mia nonna e smettere per me ora è impossibile. Normalmente lo stipendio finisce a metà mese e quando finisce impegno ciò che mi serve per arrivare al 27, poi quando percepisco il nuovo stipendio vado a riprendere quanto ho impegnato 10 giorni prima. E intorno al 20 la cosa ricomincia. Non vorrei che anche le mie figlie percorressero questa strada, per loro sogno un futuro in cui non debbano accontentarsi di lavori precari e sotto pagati”.

Al monte dei pegni non sono mancate le professioniste,  nonostante la loro frequentazione sia stata a breve termine, si sono rivolte all’istituto per sostenere un periodo di difficoltà finanziaria.

Nell’ultimo decennio di crisi economica, la proliferazione eccessiva dei cosiddetti “Compro Oro” che sfuggono ai controlli e applicano tassi molto vicini all’usura, non fanno che aggravare la situazione economica di chi è già a forte rischio di povertà.

Rimanendo invece all’interno delle dipendenti del nostro settore, la fascia più debole è rappresentata dalle lavoratrici delle agenzie assicurative in gestione libera,  che hanno sopportato le ricadute peggiori: molte di loro sono state messe in cassa integrazione a rotazione (a differenza dei dipendenti bancari e assicurativi), nonostante la loro attività (come quella degli istituti di credito) sia stata considerata tra i servizi essenziali.

Non tutti gli agenti datori di lavoro si sono adeguati al rispetto delle normative adottando tutte quelle misure atte a ridurre o a evitare il contagio (installazione di plexiglass, dotazione di dispositivi di sicurezza personale come mascherina e visiera protettiva). Non sono stati rari i casi in cui le dipendenti, pur di salvaguardare la salute propria e quella dei clienti, si sono attrezzate a proprie spese.

Nonostante questo scenario, le impiegate del settore, erano e restano le più soggette a licenziamenti e di conseguenza alla perdita della loro autonomia economica.

La fotografia del nostro Paese è davvero scoraggiante ed è il risultato di politiche pensate da maschi per un Paese al maschile.

Perché non iniziamo a praticare una vera e propria DEMOCRAZIA PARITARIA?

Vogliamo un paese in cui non vi siano più impedimenti alla crescita economica delle donne, dove le possibilità di carriera siano effettivamente paritarie, dove il lavoro di cura sia finalmente condiviso, dove non vi sia più una differenza di reddito!

Ma vogliamo anche di più: vogliamo che la presenza delle donne in ambito politico e sindacale, sia maggiore e giustamente valorizzata.

Non si tratta di riservare spazi “immeritati” alle donne, ma di aprirsi ad una competizione meno distorta. L’aspirazione delle donne di arrivare solo con le proprie forze a posizioni apicali è condivisibile, ma bisognerebbe chiedersi se uomini e donne gareggino sullo stesso terreno: correre i 100 metri su un terreno fangoso e pieno di buche è ben diverso che correre sulla pista di uno stadio.


Quando una donna arriva ai vertici la domanda “abbiamo preso la donna migliore?” cela in realtà questo tipo di preoccupazione: non è che per quella donna sia stato lasciato fuori un uomo con maggiori capacità e potenziale solo perché doveva essere presa una donna?

Lasciando da parte che l’obiettivo sarebbe sempre quello di scegliere le persone giuste per il posto giusto, perché questo tipo di obiezione viene subito avanzata quando si parla del genere meno rappresentato?

Nessuno si sogna di chiedere se per tutti gli uomini che coprono posizioni di vertice ci sia una donna con potenziale e capacità superiori che non sia stata scelta solo perché donna.

Insomma, è sempre e solo il merito che porta gli uomini ai ruoli di comando?

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

 

 

SALDO IMU 2021 – SERVIZIO FISAC PER GLI ISCRITTI DI TORINO E PROVINCIA

Il prossimo 16 dicembre sarà l’ultimo  giorno utile per il pagamento del saldo dell’IMU, imposta che si applica sugli immobili diversi dalla prima casa di abitazione e relativa pertinenza.

A partire da lunedì’ 29  Novembre e fino a lunedì  13 Dicembre, le iscritte e gli iscritti FISAC CGIL di Torino e Provincia, potranno avvalersi del calcolo di questa imposta con il servizio CAAF Cgil.

Il servizio è gratuito per iscritti e coniugi/conviventi more uxorio

NOVITA’: COLORO CHE SI ERANO AVVALSI DELLA STRUTTURA FISAC PER IL CALCOLO DELL’ACCONTO  non dovranno  inviare alcuna documentazione: il modulo F24 necessario per il pagamento è stato infatti spedito dal CAAF direttamente all’indirizzo di residenza.

Qualora siano intervenute delle variazioni rispetto alla data del 16/06/2021 (a titolo di esempio:  vendita/acquisto di immobili successiva al 16/06/2021, variazione destinazione immobile etc…), inviate una mail con la relativa documentazione a 730fisac@gmail.com.

In particolare, se si fosse acquistato un nuovo immobile sono necessari:

  • copia visuale catastale;

  • indicazione della percentuale di possesso dell’immobile e sua destinazione;

  • data di acquisto dell’immobile 

IMPORTANTE: nel  caso in cui si fosse acquistato  un immobile come prima casa, ma non si abbia ancora  variato la residenza in tale immobile, si è soggetti al pagamento dell’IMU fino al giorno in cui la residenza non verrà  variata.

Se invece il calcolo dell’acconto NON era stato fatto tramite la struttura FISAC, la documentazione necessaria è la seguente: 

  • visura catastale non anteriore al 2011;

  • copia del documento di identità e codice fiscale;

  •  indicazione della percentuale di possesso dell’immobile;

  • indicazione della destinazione dell’immobile

  • quietanza pagamento  del modello F24 acconto (scadenza 16/06/2021). 

 

I documenti suindicati saranno da inviare  inderogabilmente entro e non oltre lunedì 13 dicembre tramite posta elettronica all’indirizzo mail: 730fisac@gmail.com.  Nel giro di qualche giorno verrà fornito (sempre tramite e-mail) il modulo F24 utile per il pagamento.

Attenzione: il servizio di calcolo è gratuito (per chi è iscritto e per i relativi coniugi) solo se la documentazione perverrà all’indirizzo di posta elettronica suindicato e non se ci si recherà direttamente presso il CAAF CGIL per il calcolo.

Di seguito vi forniamo il link attraverso il quale ottenere la stampa delle visure catastali indispensabili per il calcolo:

http://sister.agenziaentrate.gov.it/CitizenVisure/InformativaAction.do

 

DIPARTIMENTO FISCALE FISAC CGIL PIEMONTE 

SPID, COSA E’ CAMBIATO DAL 1° OTTOBRE

Dal 1°  Ottobre, così come previsto dal Decreto decreto “Semplificazione e innovazione digitale”, poi convertito in legge (Legge 120/2020), lo SPID diventa lo strumento indispensabile per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione: tutte le vecchie credenziali  rilasciate per accedere ai servizi online dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate  non saranno più operative e sarà necessario dotarsi di una identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

In alternativa, sarà possibile utilizzare la  Carta di identità elettronica (Cie) o la Carta la Carta nazionale dei servizi (Cns), che richiedono un apposito lettore.

Lo SPID: cos’è, come richiederlo, come funziona

Le credenziali SPID ( username e password) rappresentano  l’identità digitale e personale di ogni cittadino, che viene così “riconosciuto” dalla Pubblica Amministrazione per poter usare in maniera sicura e personalizzata tutti i servizi digitali che via via vengono offerti. Possono richiedere lo SPID tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni, accedendo al sito di uno degli  “identity provider” accreditati.  Ognuno di loro offre diverse modalità di registrazione, a pagamento o gratuite e consente di individuare quello che meglio si adatta alle proprie esigenze, ad esempio per il livello di sicurezza offerto ovvero per la modalità di riconoscimento. Sul sito https://www.spid.gov.it  trovate, oltre che una serie di informazioni, uno schema semplificato con tutti i gestori abilitati ed un confronto tra le varie caratteristiche.

Una volta scelto l’identity provider, bisogna registrarsi sul sito del gestore. I passaggi da seguire sono tre:

  • Inserimento dei dati anagrafici
  • Creazione delle credenziali SPID
  • Riconoscimento

C’è anche la possibilità di creare lo SPID “dal vivo”, recandosi direttamente  in una delle pubbliche amministrazioni che svolgono gratuitamente le procedure di riconoscimento  (una di queste è Poste Italiane, che offre anche la possibilità di identificazione e registrazione da casa).

Delega per i servizi online INPS

E’ possibile anche richiedere all’INPS la delega dell’identità digitale che permette al delegato di accedere ai servizi dell’INPS al posto del delegante.  A tale scopo, il delegato dovrà autenticarsi con le proprie credenziali e successivamente scegliere se operare in prima persona oppure al posto e per conto del delegante. Le attività svolte dal delegato al posto del delegante sono tracciate. La delega vale anche per tutelati, minori e interdetti.

Le istruzioni a questo link https://www.inps.it/prestazioni-servizi/delega-dellidentita-digitale-per-accedere-ai-servizi-online

La Fisac CGIL offre, in collaborazione con Patronato INCA CGIL, ai propri iscritti che fossero sprovvisti di SPID, la possibilità di richiedere la documentazione e l’accesso ai servizi INPS 

 

DIPARTIMENTO WELFARE – FISAC CGIL PIEMONTE  

SIGLATO L’ACCORDO DI FUSIONE BIVERBANCA IN C.R. ASTI – 20 ottobre 2021

Nella tarda serata di mercoledì 20 ottobre abbiamo raggiunto l’accordo sulla fusione Cr Asti-Biverbanca con un ottimo accordo.
I punti qualificanti vanno dalla difesa dei livelli occupazionali su Biella, all’assenza di ulteriori trasferimenti tra le banche, conferma dell’impianto di maggior favore di Cr Asti sulla mobilità, conferma della maggior parte delle tutele normative ed economiche di C.R.Asti con estensione di queste ai colleghi di Biverbanca.
Inoltre, miglioramenti per tutti su polizza sanitaria e previdenza complementare.
È stato definito anche un premio straordinario di 250 € in buoni acquisto ed, inoltre, abbiamo contestualmente definito anche il premio aziendale per i prossimi tre anni.

Come Segreteria Regionale Fisac Piemonte esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto in questa realtà importante del nostro territorio, che dal 6 novembre vedrà concretizzarsi il progetto di rafforzamento e aggregazione in banca unica. Il valore aggiunto dato dalle ns delegazioni Fisac Biver Banca e Fisac Cr Asti è stato fondamentale.

SIGLATO L’ACCORDO DI FUSIONE BIVERBANCA IN C.R.ASTI

 

Il “GRAZIE” di Banca Sella agli operatori di sportello per il loro lavoro durante la pandemia

Ecco il RICONOSCIMENTO di chi è stato in prima linea durante i mesi più duri del Covid, rischiando la salute: RIDURRE L’INDENNITA’ DI CASSA a coloro che lavorano nelle agenzie facendo sportello al pubblico solo al mattino.
e
NON è TUTTO…
nella controproposta al CIA ulteriore riduzione per le indennità saltuarie, di chi fa cassa non continuativamente.
Togliamo briciole impoverendo i peones della prima linea. Complimenti.
Ci vuole un bel coraggio, da parte dell’azienda, a dichiarare che si predica l’amore per il cliente quando non si sanno RISPETTARE i dipendenti.
FISAC CGIL GRUPPO SELLA

Leggi la Pillola 5

Sella: Pillola 4 – CONTRIBUTO AZIENDALE AL FONDO PENSIONE PER I DIPENDENTI

Nessuna disponibilità ad aumentare da subito il contributo aziendale per il fondo pensione integrativo.
Ad oggi solo 1,8 %, una percentuale ridicola!
Gli ottimi risultati raggiunti grazie al lavoro e all’impegno delle colleghe e dei colleghi meriterebbero un riconoscimento immediato, stante il valore sociale della pensione integrativa.
Nei valori del gruppo appare sempre la centralità della persona ma quando si tratta di garantire un futuro dignitoso ai propri dipendenti l’azienda non fa mai un passo avanti.
Ci vuole un bel coraggio, da parte dell’azienda, a dichiarare che si predica l’amore per il cliente ma non si sanno RISPETTARE i dipendenti.
FISAC CGIL GRUPPO SELLA

Leggi la Pillola n 4

SELLA: IMMORALE, NULLA NEANCHE SULLA DISABILITA’

Parliamo di etica, di principi, di valori del Gruppo:

la richiesta sindacale di aumentare l’assegno annuale per i genitori con figli disabili da 2.000€ a 3.000€, in considerazione delle aumentate difficoltà durante la pandemia,
È STATA RESPINTA.
Ci vuole un bel coraggio, da parte dell’azienda, a dichiarare che “il sistema si assesta in media intorno ai 2500€, perciò a noi 2.000€”.
Ci sono banche che arrivano a 5000€.
Si predica l’amore per il cliente ma non si sanno RISPETTARE i dipendenti.
A breve prossima pillola …
FISAC CGIL GRUPPO SELLA

Leggi la Pillola n 3

SCIOPERO MPS: LA FISAC PIEMONTE IN PIAZZA A MILANO

Le Lavoratrici e i Lavoratori del Gruppo MPS hanno il diritto di conoscere con trasparenza quale sarà il loro destino lavorativo, quali sono le aziende coinvolte in questa vicenda (Unicredit, MCC, altre società che magari neppure applicano il Contratto del Credito?), quali potrebbero essere le loro mansioni (lo stesso lavoro, un lavoro diverso, magari meno qualificato?) e quale sarà il luogo di lavoro (lo stesso luogo o uno diverso, magari più lontano?).

Sella: Pillola n° 2: Premio 25 anni

Nonostante i risultati straordinari a livello di Gruppo, le aziende del Gruppo, le aziende del Gruppo Sella propongono ai dipendenti un contratto integrativo SOTTOCOSTO!

Fino ad oggi dopo 25 anni di anzianità presso il Gruppo Sella, vi era riconoscimento economico per l’appartenenza al Gruppo Sella.

L’azienda  per il nuovo CIA propone di togliere il premio!

Si predica l’amore per il cliente ma non si sanno RISPETTARE i dipendenti.

A breve la prossima pillola …

FISAC CGIL GRUPPO SELLA

LEGGI LA PILLOLA N 2 

Sella: Come ci ringrazia l’azienda degli sforzi e del lavoro fatto

PILLOLA N 1: IL BUONO PASTO

Abbiamo richiesto l’aumento progressivo del buono pasto da 5,29€ a 8€;
l’azienda ha risposto: NESSUN AUMENTO.
Abbiamo richiesto il pagamento del buono pasto al personale in SmartWorking;
l’azienda ha risposto: NO
Abbiamo richiesto una nuova modulazione del buono pasto più favorevole al
personale in part time;
l’azienda ha risposo: NO

Grazie per la generosità!

FISAC CGIL GRUPPO SELLA

LEGGI IL COMUNICATO

SELLA: APERTURE come “SERRATURE”!!!

Iniziate in salita le trattative per il rinnovo del Cia in Banca Sella. Dopo il rifiuto categorico di procedere ad un accordo di Gruppo, a luglio abbiamo presentato a ciascuna delle aziende che lo compongono la nostra piattaforma . Il 9 settembre al primo incontro in calendario per la Banca Sella l’azienda ha illustrato la sua controproposta che stante gli ottimi risultati del gruppo e della banca, ci è parsa quasi offensiva: sul piatto un contratto sostanzialmente a costo zero e anche peggio. Sarà un lungo percorso.

LEGGI IL COMUNICATO

10 settembre 2021
Coordinamenti Gruppo Sella

Pressioni Malate: quando la finanza è insostenibile

Prontuario per le lavoratrici e i lavoratori

LE PRESSIONI COMMERCIALI INDEBITE SONO UN MALE PER I CLIENTI, LE BANCHE E I DIPENDENTI

Scarica il PDF del prontuario

L’ultima frontiera di questo fenomeno sono le pressioni malate, cioè vendere a tutti i costi prodotti finanziari e assicurativi, violando direttive interne ed esterne alla banca. Le pressioni, le vessazioni, gli attacchi servono anche a questo.

CHE COSA NON TI POSSONO CHIEDERE

  • Vendere contro gli interessi dei clienti
  • Vendere violando leggi e regolamenti
  • Vendere forzando o aggirando le procedure della banca
  • Vendere usando strumenti autogestiti aggiuntivi

CHE COSA TI POSSONO CHIEDERE

  • Vendere i prodotti disponibili
  • Vendere garantendo una prestazione attiva e intensa
  • Vendere in modo orientato agli obiettivi
  • Vendere rispettando i target di collocazione

Se ti fanno una di queste richieste parlane in ufficio con i colleghi e rivolgiti al tuo sindacalista Fisac Cgil  

  • Tutto ciò che il lavoratore fa in violazione o al di fuori delle regole e delle leggi, anche se autorizzato, anche se è stato chiesto dal capo o dalla direzione, anche se frutto di pres- sioni, lo espone a contestazioni.
  • Non raggiungere il budget non espone a ripercussioni, mentre non rispettare la legge sì.

Ecco alcune operazioni a cui bisogna prestare la massima attenzione

PROFILATURA MIFID

Deve contenere dati veritieri e rispondenti alle caratteristi- che del cliente; è vietato inserire dati alterati per collocare prodotti non adeguati al profilo di rischio del cliente.

OFFERTE A DISTANZA

Accettare l’adesione solo di quelle ufficiali della banca. Per le altre, chiedere al cliente di usare la filiale on line o effet- tuare l’adesione in presenza.

POLIZZE ASSICURATIVE

Attenzione alle norme sulla concorrenza e alla libertà di scelta del cliente. Vietato venderle in modo forzoso abbi- nandole alla concessione di altri prodotti o servizi finanziari. In caso di polizze obbligatorie (mutuo) specificare sempre chesipossonosottoscrivereancheconun’altracompagnia.

PRESTITI PERSONALI

Infasediistruttoriainseriresempredatiprecisieveritierie non “interpretazioni”. Controllare la documentazione e le in- formazioni (per esempio, accredito dello stipendio, finalità della richiesta, ecc.). Vietate le collaborazioni esterne per portare clienti.

PRIVACY

Tutti i dati (accessi, movimentazioni, consultazioni) sono tracciati e un sistema informatico rileva le operazioni ano- male rispetto alle norme del Garante per la privacy.

Questo significa che:

  • Sono vietate le “profilature” fai da te delle abitudini di spesa dei clienti, nemmeno se inseriti nel proprio portafoglio.
  • Sono vietate le interrogazioni su archivi e banche dati esterni su soggetti privi di richieste di finanziamento in corso.
  • Sono vietati i messaggi di movimentazione contanti non conclusi con versamento o prelievo effettivi.
  • Sono monitorati, e quindi vanno eventualmente giustificati, gli annulli di versamento o prelievo di minimo importo.

PROCEDURE CONTABILI

Vietato creare scritture contabili per anticipare la disponibilità di liquidità economica.

USO DEI CONTRATTI INTERNET DEI CLIENTI

Vietato fare le operazioni sul proprio terminale usando le chiavi di accesso dei clienti.

Se ricevi pressioni, vessazioni, attacchi, se ti ritrovi in una delle situazioni descritte, puoi:

  • dire di no
  • parlarne in ufficio
  • parlarne con i colleghi
  • chiedere aiuto
  • chiedere un confronto
  • rivolgerti al sindacalista Fisac Cgil

Chi siamo

Un gruppo di sindacalisti che opera sul territorio piemontese per offrire consulenze e servizi alle colleghe e ai colleghi del settore bancario, assicurativo, riscossione e authority.
Puoi scrivere a:

rete.territorio@fisac.net

Lascia i tuoi riferimenti e sarai contattato a mezzo mail o telefonicamente.

INSIEME PER PROGETTARE IL FUTURO. UN QUESTIONARIO DI CGIL CISL UIL TORINO SUL LAVORO, SULLE CONDIZIONI SOCIALI E DI SVILUPPO NELL’AREA METROPOLITANA

CGIL, CISL, UIL di Torino hanno avviato un’indagine per realizzare una straordinaria campagna di ascolto delle opinioni di lavoratrici e lavoratori, di disoccupate e disoccupati, di pensionate e
pensionati, per conoscere meglio le loro esigenze e su questa base formulare proposte per garantire una più efficace tutela dei diritti e delle prospettive del lavoro, oltre che di sviluppo di servizi sociali
adeguati alle necessità dei cittadini.

Negli ultimi anni il lavoro ha subito grandi trasformazioni e l’impatto della pandemia, in particolare sull’organizzazione del lavoro, è stato molto forte. Sono cambiate le condizioni nelle fabbriche e
negli uffici, spesso l’occupazione è diventata più precaria, i giovani hanno grandi difficoltà a trovare un lavoro che consenta di realizzare i loro progetti di vita. Da tempo parti importanti del
tessuto produttivo del nostro territorio sono interessate da un declino che solleva preoccupanti interrogativi sul futuro.

I risultati dell’indagine permetteranno anche a CGIL, CISL, UIL, impegnate dal 2019 nella “Vertenza Torino”, di perfezionare e sostenere con maggior forza la piattaforma proposta per lo
sviluppo della società e dell’economia del nostro territorio.

Con la collaborazione dell’Ismel (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro di Torino) è stato realizzato un questionario che potrà essere compilato on line all’indirizzo
https://www.aevento.info/_/progefutu/ e che verrà diffuso tra le iscritte e gli iscritti al sindacato, nei servizi sindacali, nei luoghi di lavoro, tra le pensionate ed i pensionati e tra le cittadine ed i
cittadini.

“Pensiamo sia molto importante per il sindacato coinvolgere direttamente lavoratori, disoccupati, pensionati, cittadini, mettendoci in ascolto. L’obiettivo è quello di raggiungere una larga platea nella
compilazione del questionario, per comprendere le trasformazioni del lavoro nel nostro territorio e per sostenere con più forza le proposte di tutela del lavoro e del rilancio della nostra Città
Metropolitana” dichiarano Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco, Gianni Cortese, segretari generali di CGIL, CISL, UIL Torino.

“L’Ismel ha messo a disposizione la propria competenza e la propria struttura organizzativa per realizzare questa importante indagine, che si propone non solo di analizzare la condizione delle
persone ma anche di coglierne le prospettive per il futuro proprio e del territorio” dichiara Giovanni Ferrero, Presidente Ismel Torino.

I primi risultati del questionario saranno disponibili alla fine di settembre, per permettere a CGIL, CISL, UIL di utilizzarli nell’elaborazione delle proposte da presentare a chi si candida a governare
Torino e la Città Metropolitana.

Assemblee Generali Fisac congiunte Biella-Vercelli-Asti

La scorsa settimana, giovedì 17 giugno, si è svolta la riunione congiunta delle Assemblee Generali della:
  • Fisac Cgil di Vercelli
  • Fisac Cgil di Biella
  • Fisac Cgil di Asti
in modalità mista, alcuni in presenza, altri in collegamento. 
 
Una sperimentazione molto utile per confrontarsi tra delegati di territori diversi, finalizzata a gestire al meglio le problematiche del settore, con un focus specifico sulle realtà che insistono principalmente nei 3 territori, prime per importanza il Gruppo Sella e il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti (Banca di Asti e Biver Banca).
 
La riunione ha visto la partecipazione della Segretaria Generale Fisac Piemonte, Cinzia Borgia e dei Segretari Fisac dei tre comprensori:
Gianluca Mischiatti, Segretario Generale Fisac Vercelli
Moreno Grosso, Segretario Generale Fisac Biella
Enzo La Montagna, Segretario Generale Fisac Asti 
 
Anche in futuro si potrà replicare questa iniziativa così arricchente dal punto di vista del confronto!
Occorre sperimentare nuove modalità, mettere sempre più in contatto territori differenti, superare le rigidità della nostra struttura organizzativa! Questa è una delle funzioni che la struttura regionale può svolgere, poi naturalmente saremo di supporto nelle trattative con le aziende e nell’interlocuzione con le altre organizzazioni sindacali, perchè se siamo uniti e se riusciamo ad affrontare in anticipo i nodi che dovremo gestire, il nostro ruolo sindacale ne risulterà rafforzato e trainante!

Al via la domanda per l’assegno al nucleo familiare maggiorato per il periodo luglio – dicembre 2021 – lavoratori dipendenti


Con il Messaggio 2331 del 17 Giugno scorso, l’INPS comunica che è disponibile la procedura per chiedere o rinnovare l’assegno al nucleo familiare per il periodo 1/7/2021 – 31/12/2021

La domanda va compilata dichiarando il reddito familiare dell’anno 2020 e potrà essere presentata in autonomia accedendo al sito INPS tramite SPID personale oppure tramite Patronato INCA

La novità, rispetto al passato, è la maggiorazione prevista dal DL 79/2021  rispetto alle tabelle della  scorsa annualità: Eur 37,50 euro (per ciascun figlio minore nei nuclei familiari fino a due figli) ed  Eur 55 euro per ciascun figlio nei nuclei familiare con almeno tre figli minori.

Come Dipartimento Welfare siamo a disposizione degli iscritti che vorranno avvalersi del nostro servizio in collaborazione con Patronato Inca Cgil per la presentazione della domanda contattando il proprio delegato sindacale aziendale o inviando una mail a assegnofamiliare.fisac@ gmail.com

CLICCATE QUI PER MESSAGGIO INPS

CLICCATE QUI PER NUOVE TABELLE IMPORTI

 

DIPARTIMENTO WELFARE FISAC CGIL PIEMONTE

 

 

Ripartiamo insieme – 26 giugno 2021 – Torino P.za Castello ore 10.00

RIPARTIAMO, INSIEME
Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l’Italia di domani

CGIL, CISL e UIL vi invitano il
26 giugno 2021 ore 10.00 in Piazza Castello – Torino
a partecipare alla manifestazione nazionale.

  • Proroga blocco licenziamenti
  • Ammortizzatori sociali
  • Pnrr
  • Pensioni
  • Sanita’
  • Non autosufficienza
  • Occupazione donne e giovani
  • Fisco
  • Scuola
  • Rinnovi contrattuali
  • Salute e sicurezza

Vi aspettiamo numerosi!

Al via l’assegno temporaneo per i figli minori: in vigore da luglio a dicembre 2021 le misure ponte

E’ stato finalmente pubblicato in G.U. l’atteso Decreto Legge che prevede l’introduzione di una misura ponte che sarà in vigore in via transitoria dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2021

Il Decreto Legge n. 79 dell’8 Giugno 2021 n. 79  distingue due tipologie di beneficiari:

  • nuclei aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare (reddito proveniente da lavoro dipendente per almeno il 70% del reddito familiare):
  • gli importi attualmente in vigore vengo maggiorati:
  • – di € 37,5 per ogn figlio per i nuclei familiari fino a 2 figli
  •  – di € 55 per ciascun figlio per i nuclei familiari di almeno 3 figli

 

  • nuclei che non avevano diritto all’assegno per il nucleo familiare (reddito da lavoro autonomo e disoccupati)
  • il beneficio sarà erogato direttamente  ai beneficiari
  • gli importi spettanti  sono determinati applicando la tabella allegata al decreto sulla base dei livelli di ISEE 2021 e prevedendo importi differenti a seconda del numero di figli presenti nel nucleo familiare (fino a 2 figli e con almeno tre figli). 
  • gli importi sono maggiorati di 50 € per ogni figlio minore con disabilità

 

  • Presentazione della domanda
  • In entrambi i casi, la domanda dovrà essere presentata ad INPS, direttamente con SPID personale o attraverso i Patronati INCA CGIL
  • Si è in attesa che,  entro il prossimo 30 Giugno, l’INPS  pubblichi la relativa Circolare esplicativa in cui    fornirà le istruzioni operative per l’inoltro delle relative domande. Seguiranno appena disponibili ulteriori indicazioni

 

        CLICCA PER UN UTILE VIDEO INCA CGIL 

 

       DIPARTIMENTO WELFARE FISAC CGIL PIEMONTE

 

 

11 Giugno – Direttivo Regionale e Assemblea Generale Fisac CGIL Piemonte

Una giornata ricca di approfondimenti per la Fisac Piemonte. Venerdì scorso, 11 giugno, si è svolto il Direttivo Regionale che ha approvato il bilancio consuntivo 2020 e l’Assemblea Generale della Fisac Piemonte, alla presenza della Segretaria Nazionale Susy Esposito.

Nel pomeriggio la Fisac ha organizzato una riunione seminariale sulle tematiche previdenziali dal titolo:

“Evoluzione del Sistema Previdenziale Italiano e Proposte di riforma della Cgil”

che ha visto la partecipazione di Stefania Pugliese della Segreteria Cgil Piemonte per l’illustrazione delle proposte di riforma della Cgil. seminario Fisac previdenza (1)

Elezione nuova Presidenza del Comitato Direttivo Fisac CGIL Piemonte

Oggi si è svolta l’elezione della nuova Presidenza del Comitato Direttivo della Fisac CGIL Piemonte. Ringraziamo Simona Ponzano per il prezioso contributo e per il lavoro svolto in questi anni e facciamo i nostri migliori auguri al nuovo ufficio di presidenza.
 
Nella foto in ordine da sinistra verso destra
La vice Presidente Marilina Amisani
Il Presidente Roberto Pozzati
Il Presidente uscente Simona Ponzano
Il Segretario Generale Fisac Piemonte Cinzia Borgia
 

25 maggio 2021: 1^ ASSEMBLEA COSTITUTIVA DEL GRUPPO SELLA

Il 25 maggio 2021 si è svolta a Biella, nella bellissima location di Palazzo Boglietti, la 1^ Assemblea Costitutiva Fisac del Gruppo Sella.

Di fatto, questo è stato il primo Gruppo ad aver riavviato la stagione del rinnovamento dei gruppi dirigenti della Fisac, secondo le regole definite nel Regolamento dei Gruppi aderenti ad Abi approvato con il direttivo nazionale dello scorso 23 febbraio. Al via, infatti, tutte le altre assemblee costitutive nei principali gruppi (Bpm, Unipolsai, Unicredit, Bper, etc..).

Per il Gruppo Sella è stata una giornata ricca di confronto, di passione per il lavoro che svolgiamo e di motivazione collettiva a continuare su questa strada. Parallelamente alla crescita dimensionale della Banca, anche la Fisac è cresciuta molto! e ancora potrà crescere nell’interesse dei colleghi e delle colleghe che rappresentiamo.

Alcune foto della giornata

 
 

Anna Andreoni, sindacalista storica della Banca Sella e attualmente Segretaria Regionale Fisac Piemonte, è stata eletta all’unanimità Segretaria Coordinatrice del Gruppo Sella.

 

E’ stata eletta la nuova Segreteria del Gruppo Sella:

  • Anna Andreoni
  • Monica Bruno
  • Paolo Passaro

        presenti nella foto qui di fianco

  • Stefano Ridone
  • Gino Ridulfo

         presenti in collegamento da remoto

 
 
 
 
 

Palazzo Boglietti – Biella

 
 
Buon lavoro ad Anna e a tutta la Segreteria Gruppo Sella!!

Misure per l’incentivazione del Welfare aziendale: raddoppio soglia esenzione FRINGE BENEFIT

In  sede di conversione al c.d. Decreto Sostegni 1  una delle modifiche apportate prevede la proroga al periodo d’imposta 2021 del raddoppio della soglia di esenzione per i fringe benefit che anche per quest’anno ammonta quindi a *516,46 Euro* (rispetto ai 258,23 Euro stabiliti dal TUIR).

 
(Riferimenti: Art. 6-quinquies – Misure per l’incentivazione del welfare aziendale- 
LEGGE 21 maggio 2021, n. 69 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19
Pubblicazione G.U.: 21/05/2021)
 
 
DIPARTIMENTO WELFARE FISAC CGIL PIEMONTE 
 
 

CALCOLO ACCONTO IMU 2021- scadenza 16 Giugno

Il prossimo 16  Giugno sarà l’ultimo giorno utile per il pagamento dell’acconto IMU.

L’IMU è l’imposta sugli immobili diversi dalla prima casa di abitazione dove si ha la residenza.

Da lunedì 24 maggio parte il servizio di calcolo per questa imposta per le iscritte/ gli iscritti di Torino e Provincia.

Il servizio di calcolo è gratuito (per iscritti e relativi coniugi) solo se la documentazione perverrà all’indirizzo di posta sotto indicato (coloro che si recheranno ad una delle sedi CAAF CGIL pagheranno la tariffa prevista per questo servizio)

DOCUMENTI NECESSARI PER IL CALCOLO:

  • visura catastale non anteriore al 2013,
  • codice fiscale,
  •  indicazione della percentuale di possesso dell’immobile,
  •  in caso di immobile ceduto a titolo gratuito ad un parente: copia del contratto di comodato d’uso gratuito e copia registrazione contratto,
  •  in caso di immobile ereditato: copia atto di successione
  •  in caso di acquisto di nuovo immobile destinato a prima casa con cambio residenza nel 2021 senza residenza: copia atto e data di cambio di residenza
  • se non si è fruito del nostro servizio di calcolo IMU lo scorso anno: quietanza pagamento IMU 2020 (acconto e saldo)

 

MODALITA’ DI ESECUZIONE DEL SERVIZIO

E’ sufficiente inviare tutti i documenti richiesti inderogabilmente entro e non oltre venerdì  11 Giugno tramite posta elettronica al seguente indirizzo:

730fisac@gmail.com

In tempo utile  il CAAF CGIL invierà  modulo  F4  per il pagamento, che verrà inoltrato  via mail.

Di seguito vi forniamo il link attraverso il quale ottenere la stampa delle visure catastali indispensabili per il calcolo:

http://sister.agenziaentrate.gov.it/CitizenVisure/InformativaAction.do

 

DIPARTIMENTO FISCALE FISAC CGIL PIEMONTE

PRONTOPEGNO: Incontro del 18 maggio

COMUNICATO

Il giorno 18/05/2021 si è tenuto il previsto incontro tra Prontopegno e le OO.SS. sull’applicazione dell’accordo di cessione dei Monte Pegni da Intesa Sanpaolo SpA a Prontopegno SpA del 12/02/2020.

Erano presenti per l’azienda Raffaele Spina Responsabile della Direzione Capitale Umano Gruppo Banca Sistema, Roberto Casanova, Responsabile Risorse Umane Pronto Pegno, Alessandra Rossetti HR Pronto Pegno.

Per le OO.SS. le RSA Marco Chinelli Fabi e Marco Riccio Unisin, Alessandro Miani First/CISL, Marzia Moschetti Fisac/CGIL, Filippo Buzzigoli Uilca/UIL; erano presenti i rispettivi Segretari Territoriali/Regionali/Nazionali di sigla.

Prende la parola Raffaele Spina evidenziando che Pronto Pegno, dopo il difficile periodo di on boarding, riscontra un aumento dei volumi intermediati. Illustra un processo di riorganizzazione delle filiali con miglioramento della situazione lavorativa e valorizzazione del personale acquisito, e una maggiore soddisfazione della clientela.

Espone una strategia di crescita che porterà nei prossimi tre anni, come da Piano Industriale 2021/2023, al raddoppio dei volumi mediante varie iniziative tra cui:

  • l’apertura di nuove filiali (prossimi sportelli ad Asti e Brescia)
  • espansione sui mercati esteri
  • iniziative di trasformazione del servizio anche con l’utilizzo di canali digitali, tra cui Aste digitalizzate
  • formazione del personale con la collaborazione di scuole per orafi

Le OO.SS. hanno accolto con interesse tali progetti auspicando che portino anche all’assunzione di nuovo personale.                                                                                                      

Contestualmente abbiamo consegnato all’azienda un documento con richieste specifiche sulla verifica dell’accordo di cessione su cui permangono dubbi e incongruenze.                                                                       

A margine dell’incontro abbiamo espresso all’azienda l’esigenza di più continui e costruttivi rapporti, anche attraverso l’istituzione di un sistema di relazioni aziendali strutturato.

L’azienda si è riservata di approfondire le richieste e di fornire le risposte in un nuovo incontro che si terrà indicativamente nella prima metà del mese di giugno.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del confronto.

 

LE OO.SS. DI PRONTOPEGNO

FABI       FISAC/CGIL   FIRST/CISL    UILCA/UIL     UNISIN

LEGGI IL VOLANTINO

Corso OCF con ForFinance – 22 maggio

Diventa anche tu un Consulente Finanziario tramite la convenzione Fisac con ForFinance!

 

Il 22 maggio avra’ inizio il corso di formazione all’esame OCF (Organismo Consulenti Finanziari) ad un prezzo speciale riservato agli iscritti Fisac.

Un team di docenti qualificati con una consolidata esperienza, ti seguira’ online attraverso un proprio ecosistema formativo.

Non esistare a contattarci per chiarimenti ed informazioni:  02/83418723 –  info@forfinance.it

OCF Fisac

Calendario OCF

 

 

INIZIATIVE 25 APRILE E 1 MAGGIO

Care compagne e cari compagni,
anche quest’anno vivremo le festività del 25 aprile e del 1° maggio senza piazze e senza corteo.
Da oltre un anno siamo tutti coinvolti in una sfida che sta condizionando la nostra esistenza, le nostre abitudini, il nostro modo di vivere. Tutto è cambiato, tutto è diverso, ma il significato ed il valore della Festa della Liberazione e della Festa dei Lavoratori sono sempre gli stessi.
Tenere vivo il ricordo è quindi un dovere di tutti perché un Paese che non ha memoria del suo passato non può progettare il suo futuro.

Le restrizioni legate al contenimento del contagio ci impongono, anche quest’anno, di festeggiare la festa della liberazione e la festa dei lavoratori senza quei momenti di convivialità collettiva che ci sono tanto cari.
Da ormai più di un anno intorno a noi tutto è cambiato. Ciò che stiamo vivendo ha avuto e continua ad avere impatti inimmaginabili sull’equilibrio delle nostre vite sul piano sanitario, economico e sociale. Ma la pandemia non può e non deve scostare il nostro sguardo dal significato e dal valore che la Festa della Liberazione e la Festa dei Lavoratori portano con sé.

Ma come già accaduto lo scorso anno la Fisac insieme a tutta la CGIL non si ferma e non si è mai fermata, siamo sempre stati presenti, con le nostre delegate ed i nostri delegati, con i nostri servizi, con modalità nuove; perché di noi e del nostro lavoro, in questo momento di emergenza sanitaria, economica e sociale c’è tanto bisogno.

Ed in occasione di queste due importanti festività la CGIL ha aderito all’iniziativa dell’ANPI per il 25 aprile: “Strade di Liberazione”, che potete leggere nel primo allegato, ed insieme a CISL e UIL in occasione del 1° maggio ha scelto lo slogan “L’Italia Si Cura con il lavoro”. Inoltre, per la stessa giornata come è nella tradizione, in accordo con la RAI è stato definito all’interno del palinsesto di RAI 3 due appuntamenti:
– a partire dalle 12,15 alle 13,00 un’edizione straordinaria del TG3 dedicata alla Festa dei Lavoratori, con l’intervento dei nostri Segretari Generali: Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri;
– dalle 16,35 alle 19 e dalle 20,00 alle 24,00, in diretta l’edizione straordinaria del Concertone del Primo Maggio condotto da Ambra Angiolini e Stefano Fresi. L’evento ospiterà le riflessioni dei Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, le testimonianze di nove tra lavoratrici, lavoratori, pensionati e il contributo musicale e performativo di un cast di artisti di altissimo livello.  
Ripartire in totale sicurezza, consapevoli che il lavoro è l’unica medicina possibile per poter garantire un futuro migliore.

Questo è il compito del sindacato. Ogni giorno siamo vicini a chi lavora, a chi cerca lavoro, a chi è senza reddito; ogni giorno, insieme, vogliamo immaginare e costruire un mondo rispettoso delle persone, dell’ambiente, della vita.

Buon 25 aprile e buon 1 maggio!

La Segreteria

Iniziativa ANPI 25 Aprile

730 2021 CON LA FISAC CGIL: INIZIA LA SECONDA FASE

LUNEDI’ 19 APRILE   partirà la seconda fase della compilazione 730 2020 con la Fisac  CGIL.

Come vi avevamo preannunciato, solo chi ci avrà inviato o invierà  la Delega Fiscale  entro il prossimo 23 APRILE potrà usufruire del servizio offerto FISAC per la compilazione del 730   facendoci pervenire la relativa documentazione.

Per farci pervenire la documentazione necessaria occorre:

  • scaricare, compilare in tutte le sue parti e firmare  il  RIEPILOGO DOCUMENTAZIONE 730 2021
  • scaricare e compilare il modulo per la DESTINAZIONE 8,5,2 PER MILLE 
  • farci pervenire prospetto e documentazione prevista (esclusivamente in formato PDF, vi preghiamo di non inviare mai fotografie dei documenti) via  mail  all’indirizzo 730fisac@gmail.com
  • LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE TASSATIVAMENTE NEL PERIODO TRA LUNEDì 19 APRILE E VENERDì 10  GIUGNO. IN CASO DI INVIO DELLA DOCUMENTAZIONE  OLTRE LA  DATA INDICATA NON SARA’ POSSIBILE PROCEDERE CON LA COMPILAZIONE CON IL NOSTRO TRAMITE

N.B.  Coloro che avevano usufruito del nostro servizio di compilazione 730 2020 potrebbero ricevere o aver ricevuto dal CAAF CGIL una mail per prenotazione appuntamento presso una loro sede.  Questa opzione  è offerta dal CAAF a chi intende recarsi direttamente presso le loro sedi; chi  invece ci ha inviato o ci  invierà  copia delega e privacy può, comodamente da casa o dal proprio ufficio, inviarci tutta la documentazione via mail.

Le modalità di offerta  del servizio non sono dunque variate rispetto a quanto previsto lo scorso anno

DIPARTIMENTO FISCALE FISAC CGIL TORINO

 

DIFENDIAMO LA LEGGE 194

Da mesi in tutta Italia si stanno moltiplicando le iniziative dei governi regionali guidati da coalizioni di destra (FdI, Lega; FI)  che puntano chiaramente ad intaccare l’autodeterminazione, i diritti e le libertà delle donne, in continuità con diversi provvedimenti legislativi già presentati a livello nazionale dalle medesime forze politiche.

Un’ondata di ultraconservatorismo che si sta diffondendo in larga parte del mondo alimentando sentimenti xenofobi e intolleranti, minando le libertà
civili, la coesione sociale, lo Stato di diritto, come dimostrano le vicende della Polonia, dell’Ungheria e più recentemente della Turchia.

Nella nostra Regione, la Giunta Regionale ha presentato a dicembre dello scorso anno una determina dirigenziale che prevede l’introduzione delle associazioni antiabortiste nei consultori pubblici e negli ospedali dove avvengono le interruzioni volontarie di gravidanza.
Provvedimento gravissimo che mina i fondamenti della legge 194 e il principio di autodeterminazione delle donne azzerando decenni di lotte e impegno per la conquista di diritti e libertà.
Per contrastare questa iniziativa che lede pesantemente i diritti di tutti e tutti si è attivata a Torino una rete di donne chiamata + di 194 voci che insieme a Non una di meno, ha promosso una giornata di mobilitazione per domani sabato 17 aprile.
 
L’appuntamento a Torino è per domani: 
mattina dalle ore 11,00 alle 13,00 in Piazza Castello (sotto la Regione) 
al pomeriggio dalle ore 15,00 alle 18,00 in Piazza Carignano.
 
A sostegno della mobilitazione di Torino, tantissimi territori stanno organizzando diverse iniziative in difesa delle conquiste e dei diritti delle donne.
 LA LIBERTA’ DELLE DONNE, LIBERA TUTTE E TUTTI!
COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE
 

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la percentuale di sconto verra’ applicata anche sul prezzo di listino di tutti i corsi in aula, via webinar o piattaforma E-Learning


previsto un apposito codice sconto FISAC20 da comunicare alle operatrici o da inserire direttamente nello store online per usufruire fin da subito dello sconto 

BANCO BPM: IL DATORE DI LAVORO È RESPONSABILE DELLA SALUTE DEI DIPENDENTI

Purtroppo è da oltre un anno che il mondo intero si trova a vivere nel mezzo di una pandemia: nel corso del 2020 le aziende del nostro settore hanno messo, chi più chi meno, in campo varie iniziative per tutelare la salute dei propri dipendenti e per venire incontro alle esigenze dei genitori che si sono trovati in evidente difficoltà a causa della chiusura delle scuole e dei provvedimenti di quarantena scolastica.
Turnazioni, chiusure filiali, permessi genitoriali, smart working sia in rete che in sede sono tra le misure che anche il nostro gruppo bancario ha messo in atto nel 2020 e che altri gruppi bancari hanno continuato a mettere in campo anche nel nuovo anno.
E’ bene ribadire e ricordare a tutti che per mettere in atto le misure che il COMITATO DI CRISI ha indicato ai vertici della nostra azienda NON È NECESSARIO UN ACCORDO SINDACALE E NON PUÒ ESSERE UN RICATTO!!!
La salute e la tutela dei lavoratori non sono scambiabili, mai, con accordi che attraverso il Fondo di settore puntano a recuperare ‘ingenti risorse economiche’, pagate anche da noi tutti, senza poi ottenere agibilità fruibili in modo trasparente.
Quello che i Sindacati stanno da settimane chiedendo all’azienda è il RISPETTO DEGLI IMPEGNI PRESI a fine anno in tema di permessi genitoriali, perché non si può trattare con chi non rispetta la parola data.
Ci siamo stancati di prese in giro, discorsi vuoti e sconclusionati fatti solo per prendere tempo, con un unico lampante obiettivo: mettere le mani sulle risorse della sezione ordinaria del Fondo di Solidarietà.
Arriva un solo inequivocabile messaggio: DATECI I SOLDI E LI USIAMO COME CI PARE!
EH NO cara azienda, non funziona così!
Se vuoi farlo a modo tuo non solo puoi, ma HAI IL DOVERE di mettere in campo misure immediate!
Ad oggi, invece, non sono state fornite ai colleghi nemmeno le mascherine FFP2 che chiediamo da quando è scoppiato lo scandalo U-Mask (e stendiamo un velo pietoso sul livello di qualità delle mascherine chirurgiche distribuite nei giorni scorsi).
E domanda retorica, userebbe certamente bene le risorse del Fondo di Solidarietà un’azienda che continua a fare pressioni sui colleghi e ad inventarsi campagne commerciali per portare i clienti in filiale, come se le zone rosse ed arancione non esistessero, ALZANDO IL LIVELLO DI RISCHIO COVID sia per i dipendenti che per i clienti ED IGNORANDO I NOSTRI APPELLI come se questa banca facesse parte di un
universo parallelo, dove il Covid non esiste?? A voi la risposta.
Le nostre sono sempre state Organizzazioni Sindacali con un alto grado di responsabilità ma il limite della vergogna a cui si può assistere è stato abbondantemente oltrepassato e quindi gli incontri NON RIPRENDERANNO fino a quando questa azienda non si deciderà a rispettare le richieste dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

IL TEMPO DEL NEGOZIATO È FINITO!

Milano 22.03.2021
COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
FABI – FIRST CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Leggi il comunicato

Vaccinazione nei luoghi di lavoro, accordo importante tra ABI e Sindacati

Ieri 17 marzo, ABI e i Segretari Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, hanno condiviso di favorire il percorso da parte delle banche di somministrazione dei vaccini ai propri dipendenti. 

Ad esito della costante interlocuzione sullo sviluppo dello scenario pandemico nel Paese e alla luce delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” del Ministero della Salute del 10 marzo in cui è prevista la possibilità di vaccinare all’interno dei posti di lavoro qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, le Parti nazionali hanno condiviso un ulteriore aggiornamento del Protocollo del 28 aprile 2020 con le misure di contrasto alla diffusione del virus COVID-19 per il settore bancario. 

Le Parti nazionali sono consapevoli che dalla velocità di realizzazione della copertura vaccinale dipende il progressivo superamento dell’emergenza sanitaria e delle drammatiche conseguenze anche sul piano economico e sociale e si sono impegnate ad integrare prontamente il Protocollo con le indicazioni che saranno fornite dalle Autorità competenti.

LEGGI IL VERBALE DI RIUNIONE

730 2021 CON LA FISAC: AL VIA LA CAMPAGNA FISCALE

 

CAMPAGNA FISCALE 730 2021

 

Con la pubblicazione della versione definitiva del modello 730 per l’anno 2021, prende ufficialmente il via la stagione della dichiarazione dei redditi.

E, come tutti gli anni, la FISAC CGIL TORINO offre ai propri iscritti e alle proprie iscritte di Torino e Provincia il servizio di compilazione della dichiarazione dei redditi.

IL SERVIZIO SARA’ COMPLETAMENTE GRATUITO PER LE ISCRITTE E GLI ISCRITTI E PER I RELATIVI CONIUGI/CONVIVENTI

Per utilizzare i nostri servizi si potrà scegliere se:

* rivolgersi direttamente alla FISAC (inviando la documentazione necessaria via mail alla casella 730fisac@gmail.com);

* fissare un appuntamento presso una delle sedi CAAF di Torino e Provincia CLICCA QUI PER IL LINK DIRETTO 

Solamente coloro che sceglieranno di rivolgersi direttamente alla FISAC dovranno far pervenire all’indirizzo 730fisac@gmail.com entro VENERDI’ 9 APRILE esclusivamente con scansione in formato PDF:

il modulo di DELEGA 2021 e la relativa PRIVACY per ciascuna persona per la quale si richiede la compilazione del 730, allegando copia del DOCUMENTO DI IDENTITA’  con scadenza posteriore al 30/09/2021 e copia del CODICE FISCALE.

Coloro che decideranno di prendere un appuntamento direttamente presso una delle sedi CAAF di Torino e Provincia NON DOVRANNO INVIARE NULLA

Seguirà a breve una comunicazione con l’elenco della documentazione necessaria per la compilazione del 730

Per motivi organizzativi, Vi invitiamo a procedere con l’invio della documentazione suindicata fin da subito, rispettando il termine richiesto.

 

DIPARTIMENTO FISCALE FISAC CGIL PIEMONTE

NOVITA’ 2021: ASSEGNO UNICO UNIVERSALE PER I FIGLI A CARICO – COS’E’ E COME FUNZIONA

 

L’Assegno Unico per i figli a carico è una misura   prevista dal Decreto Legislativo “Family Act” ed  introdotta dal Governo Conte bis   che dovrebbe andare a sostituire tutte le altre misure finora previste  a sostegno della famiglia (assegni familiari, Bonus Bebè, etc…).

In attesa dei decreti attuativi che ne segnino la definitiva partenza, definendo soglie di accesso alla misura  e modalità di erogazione, queste sono le caratteristiche della nuova misura:

  • assegno universale: a differenza degli attuali ANF che sono percepiti dai lavoratori dipendenti e pensionati, la misura riguarderà una platea più ampia (disoccupati, lavoratori autonomi e liberi professionisti)
  • importo: si compone di una parte fissa e di un  un importo  variabile; la quota variabile viene calcolata in base al valore del reddito complessivo ISEE con un importo massimo previsto di € 250,00 mensili a figlio; qualora sia presente un terzo figlio o un disabile,  sono previste delle maggiorazioni.
  • decorrenza: il beneficio decorrerà a partire dal 7° mese di gravidanza e spetterà fino al compimento dei 18 anni dei figli o 21 anni dei figli in presenza di determinati requisiti (es. se studente)

Salvo proroghe, la partenza dell’assegno unico è prevista dal 1° Luglio 2021; la nuova misura potrebbe comportare un aumento delle richieste di compilazione ISEE e di conseguenza un allungamento della tempistica necessaria per ottenerlo.

In attesa  delle istruzioni specifiche,  gli iscritti FISAC CGIL possono comunque FIN DA ORA  ottenere gratuitamente   l’ISEE 2021 in  una sede  CAAF CGIL presso la quale fissare un appuntamento tramite Numero Verde Unico 800171111 (verranno richiesti nome, cognome, nr di telefono e la sede nella  quale  si desidera prendere appuntamento) FAI CLICK QUI PER VEDERE LE SEDI  Caaf Cgil

I SOLI ISCRITTI DELLA FISAC DI TORINO E PROVINCIA, in alternativa, possono ottenere questa certificazione – SEMPRE GRATUITAMENTE – inviando tutta la documentazione necessaria  al seguente indirizzo di posta elettronica: isee.fisac@gmail.com   CLICCA QUI PER LE ISTRUZIONI 

 

DIPARTIMENTO WELFARE FISAC CGIL PIEMONTE

 

 
 

 

 

 

8 MARZO 2021: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Quest’anno, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dedichiamo il nostro lavoro ad una riflessione sulla condizione femminile nel nostro paese con un viaggio nel tempo.

Se è pur vero che la condizione delle donne è cambiata tantissimo rispetto al passato, è altrettanto vero che il traguardo della parità non è per nulla realizzato e la situazione che si è creata in quest’anno di pandemia ha portato in evidenza tutte le contraddizioni di questa società ancora incentrata sul patriarcato e sul maschilismo: il prezzo più alto lo stanno pagando proprio le donne.

Vi proponiamo quindi uno spunto di riflessione su quello che siamo state, cosa siamo ora e su come vorremmo essere nel futuro.

Buona lettura!

 

                                                                                                                      Marte, 7 marzo 2121

Caro Diario,

oggi  a scuola abbiamo fatto lezione sulla nascita della giornata di festa intergalattica di domani 8 marzo.

Sai che questa festa è nata sul pianeta della nostra galassia che si chiama Terra, come Giornata Internazionale della Donna?

Ho scoperto davvero un sacco di cose!

In realtà questa giornata è nata per celebrare e ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche di uno dei tanti generi di quel pianeta, ad oggi noto come quello delle donne.

Oh, ma sai che tanti anni fa in quel pianeta le donne non potevano neanche partecipare alla vita pubblica, neanche esprimere il proprio parere attraverso il voto…che cosa incredibile!

Pensa che un secolo fa le donne dovevano farsi carico ancora di accudire quasi totalmente le loro piccole e i loro piccoli e anche i loro grandi…come se la vita, il loro benessere ed i loro bisogni non dovessero interessare tutte e tutti, come se fosse solo una questione privata e non

andasse poi ad influenzare e a condizionare la felicità di tutte e tutti!

Pensa che un secolo fa, i femminicidi venivano ancora trattati come dei raptus, come delle improvvise pazzie o malesseri degli uomini che per lo più vivevano con le stesse donne che poi uccidevano, e non come palese espressione di quella che era la violenza sistemica su cui si basava quella che era una società patriarcale fondata proprio sulla discriminazione e sullo sfruttamento.

Pensa che un secolo fa, le donne venivano ancora discriminate sul lavoro con salari più bassi perché veniva privilegiata la quantità di ore che passavano nei luoghi di lavoro anziché la qualità; perché le donne dovevano occuparsi prioritariamente della cura dei propri familiari e anzi, le donne che dimostravano di volersi e potersi autodeterminare venivano quasi sempre escluse dai processi decisionali oppure, nel migliore dei casi, dovevano faticare doppiamente per poter prendere parola.

Sembra davvero incredibile ed inspiegabile, ma non è finita qui!

Neanche davanti al dato allarmante che emerse in uno degli Stati di quel pianeta, l’Italia, quando nel lontano 2020, in piena pandemia di Coronavirus, due su tre posti di lavoro persi erano proprio quelli occupati dalle donne… beh, neanche questo mise subito in allarme gli abitanti di quel pianeta!

E’ incredibile che quel virus, ora per fortuna scomparso da molti anni, un secolo fa fece così tante vittime!             Una cosa buona  però è successa in seguito a quella tragedia: quei settori, per lo più femminilizzati, vennero giudicati essenziali (ad esempio quello delle strutture dove venivano curati i/le malati/e; quello dell’istruzione; quello dei posti in cui ci si approvvigionava per poter sopravvivere; dove si prelevava ciò che veniva usato per acquisire i beni o assicurare i luoghi dove si abitava) e per questo vennero valorizzati investendo grandi quantità di risorse senza pensare più al mero profitto economico, ma anzi invertendo totalmente questo paradigma, dando priorità al valore sociale che il buon funzionamento proprio di quei settori poteva produrre, senza privilegiare esclusivamente il solo aspetto economico… certo ci volle un po’ di tempo e le donne dovettero attivarsi in molti modi ad esempio riunendosi, facendo scioperi, organizzando momenti collettivi e pubblici, a volte anche alzando la voce! Ma finalmente il genere umanoide lo capì e da lì tutte e tutti vissero meglio.

Si può dire che la lotta delle donne ha fatto capire che una società più giusta e più equa avrebbe giovato a tutti i generi presenti su quel pianeta e che lo scambio, la valorizzazione e la collaborazione di tutte e tutti i terrestri, nel pieno rispetto della propria differenza, sarebbe stato arricchente per chiunque (indipendentemente   dal genere) ed avrebbe dato vita ad un periodo di prosperità, rispetto e felicità diffusa e continua.

Insomma oggi abbiamo studiato la storia e posso dire che ho capito ancor di più ciò che nel mio pianeta, in questo tempo, diamo per scontato: dare priorità alla qualità di ogni attimo che viviamo.

Per questo è importate continuare a lottare in ciò che si crede e domani, 8 marzo del 2121, sarà davvero una grande e bella festa!

Persereverance

 

                                                                                                          Torino, 20 febbraio 2021

Caro Diario,

oggi ho deciso di riprendere a riscrivere sul mio diario, era da molto tempo che non lo facevo.

Ora ho 39 anni. Dopo gli studi sono andata a Londra per un anno per approfondire la conoscenza della lingua inglese. Un’esperienza che mi è piaciuta tantissimo: ho imparato tanto ed ho conosciuto molte persone di paesi diversi.

Anche se sono passati più di 15 anni, sono ancora in contatto con molte delle amiche conosciute a Londra: non solo ci scambiamo mail, ci teniamo in contatto tramite i social media, e, ogni tanto, riusciamo ad incontrarci così ci raccontiamo le nostre vite.

Quando sono tornata in Italia, grazie all’esperienza all’estero, mi hanno subito offerto uno stage e poi rapidamente un impiego remunerato: sono un’esperta di comunicazione e ci tengo molto a fare carriera nel mio campo.

Oltre alla soddisfazione nel campo professionale a 30 anni mi sono sposata con Andrea, era il ragazzo giusto con cui condividere la vita.

Io ed Andrea abbiamo deciso di non avere subito figli, ho voluto prima affermarmi nella mia professione: si sa che se vai in maternità prima di aver raggiunto certi livelli, non riesci a fare carriera. Ho visto molte mie amiche che hanno dovuto lasciare il lavoro quando hanno avuto figli, questo mi ha convinta a fare di tutto per non trovarmi nella stessa condizione: rinunciare alla mia indipendenza economica non è concepibile per me e poi, chi se lo può permettere?

A 35 anni sono riuscita a diventare la responsabile del mio reparto, ho uno stipendio buono (anche se ho un inquadramento inferiore rispetto ai miei colleghi che hanno le mie stesse responsabilità) e quindi, insieme ad Andrea abbiamo pensato che fosse finalmente arrivato il momento per allargare la famiglia. Alice, la mia bambina, è arrivata solo due anni fa, mi sembrava di toccare il cielo con un dito: ero felice, avevo tutto quello che avevo sempre sognato.

Ma che fatica! E’ dura lavorare e occuparsi della piccola: all’asilo comunale non l’hanno presa, non c’erano abbastanza posti (non riesco a capire come non possano esserci i posti necessari, dal momento che la natalità in Italia è bassissima), ho quindi assunto una babysitter (la spesa è davvero impegnativa e gli incentivi statali attuali non sono certamente una soluzione). Capisco come mai tante donne (che non hanno il mio stipendio) abbiano dovuto abbandonare il lavoro. Chi può contare nell’aiuto a tempo pieno dei nonni è davvero fortunata, ma mia madre abita lontano e deve occuparsi di mia nonna, non può davvero aiutarmi!

Provo invidia per alcune delle amiche conosciute a Londra: Monique e Sophie, le francesi, hanno entrambe tre figli e possono contare su servizi per l’infanzia davvero ben organizzati. Per non parlare di Ingrid, la svedese: suo marito ha preso i 90 giorni di congedo di paternità previsto dalla legge per stare con il bambino. Era conveniente e comunque lo facevano tutti!

Con l’arrivo della pandemia poi, le cose si sono ulteriormente complicate: per fortuna sia io che mio marito abbiamo potuto lavorare da casa, non abbiamo avuto problemi economici, ma lavorare da casa con una bambina così piccola non è semplice! Senza contare che Andrea non mi è stato d’aiuto: si chiudeva nello studio per lavorare, e solo quando iniziavo ad urlargli contro di si decideva a darmi una mano. “Ma perché urli e ti arrabbi? Basta chiedere!” è la classica risposta di Andrea. “Certo Andrea hai ragione, sono io che sbaglio a pensare che tu possa condividere gli impegni e che il tuo aiuto non debba essere una tua concessione” “Guarda che non mi stavo divertendo, stavo lavorando!”  “E secondo te il mio cos’è un passatempo?”

Ancora adesso, che è passato un anno, mi ribolle il sangue pensando alle discussioni durante il lock down.

In azienda, poi, dopo il rientro dalla maternità, ho dovuto nuovamente convincere il mio capo di essere ancora brava, anzi, di esserlo più di prima. Il direttore andrà presto in pensione e dovranno trovare una sostituzione.

“Ci provo?”

“Ma sei matta, tu devi pensare alla bambina, a tuo marito, alla casa” mi ripetono sia mia madre che mia suocera, senza contare la faccia di Andrea quando gli ho chiesto cosa ne pensasse: non riesco a togliermela dalla mente, valeva più di mille parole…

 

 

 

E poi c’è Roberto, il mio collega: anche lui ha un bambino piccolo, ma Roberto è un uomo, ha già una posizione gerarchica più alta della mia, sicuramente il posto lo daranno a lui, lui non è distratto dagli impegni familiari!

Forse è vero, è inutile pensarci, ma per quel lavoro la mia esperienza e le mie qualifiche sono migliori di quelle di Roberto, perché dovrei rinunciare?

Forse ci proverò lo stesso, chissà!

Patrizia

 

                                                                                                   Torino, 3 giugno 1946

Caro Diario,

sono molto emozionata, ieri abbiamo votato per decidere se vorremo una Repubblica o la monarchia! Un voto semplice, in apparenza, ma con questo voto abbiamo deciso le sorti del nostro Paese.

Mi sentivo addosso una sensazione strana, una grossa responsabilità, mai provata prima, forte e diversa. E’ un voto che non ha riguardato solo me, ma tutti!

Finalmente, dopo il regime fascista e la lunga Guerra di Liberazione, donne e uomini hanno deciso con la democrazia.

Sono andata a votare con i miei genitori, prima di entrare nel seggio elettorale abbiamo dovuto fare una fila lunghissima, le donne erano davvero molte: andare a votare per noi significa uscire dall’isolamento e di questo ne sono davvero molto felice!

E’ stata una giornata particolare, si respirava un clima di festa: mia mamma e le mie zie erano parecchio agitate ed hanno fatto una riunione in casa nostra per discutere del voto (qui siamo repubblicani convinti!): qual era la procedura, conoscere tutto ciò che poteva annullare il voto, etc. Hanno coinvolto anche me visto che mi sono appena laureata, loro non hanno avuto la possibilità di studiare (come quasi tutte le mie amiche, del resto) e quindi mi hanno chiesto molti consigli!  Al mattino mia madre e mio padre sono andati a messa con il “vestito buono”, nel pomeriggio, dopo pranzo, ci siamo preparati e, nuovamente mia madre ha indossato il vestito buono.

“Mamma dove vai? Siamo già andate a messa” ha detto la mia sorellina di 10 anni. “Vado a votare con papà”, ha risposto lei. “E cosa vuol dire?” E, a questo punto, mia madre si è seduta sul divanetto con mia sorella e le ha spiegato l’importanza del voto, della democrazia, di quante donne si siano sacrificate per il diritto di voto: tutto quello che io e le mie amiche di università abbiamo ripetuto nei lunghi pomeriggi di studio. Ma lo ha fatto con le sue parole semplici e mi ha fatto l’occhiolino.

Brava mamma!!

Se penso all’impegno delle donne nella Resistenza, è incredibile che ci siano ancora pregiudizi nei confronti del suffragio femminile.

La riforma della legge elettorale del 1882, non solo prevedeva che il diritto di voto fosse solo maschile, ma era condizionato ad avere almeno 21 anni (prima era necessario averne almeno 25, sapere leggere e scrivere, oppure pagare una tassa di quasi 20 lire all’anno. Poi è arrivata la riforma del 1912, che ha previsto il suffragio universale maschile (ovviamente!) per coloro che avessero almeno 30 anni oppure per i maggiori di 21 anni che pagassero sempre la tassa di prevista già prima. Alle donne era vietato votare perché ci consideravano emotivamente instabili, isteriche, troppo sentimentali o semplicemente a causa della convinzione che a noi non interessasse il mondo politico ed istituzionale.

Quando poi quel gran mascalzone assassino di Mussolini ha preso il potere, nel 1924 ha ammesso il voto delle donne  nelle elezioni amministrative: solo pura propaganda dal momento che con l’emanazione delle “leggi fascistissime” del ’25 – ’26 le elezioni amministrative furono abolite. Come poi ha abolito tutte le libertà!

Dopo tutta la sofferenza patita nel ventennio fascista, finalmente anche la voce delle donne deve essere ascoltata!

Nel 1944, costituito il Governo di Liberazione Nazionale, le donne si sono attivate affinché venisse riconosciuto il diritto voto: la prima richiesta è stata presentata ad ottobre da parte dell’Unione Donne Italiane (Udi) che si è mobilitata non solo per  il diritto di voto ma anche per quello di eleggibilità.

È il primo febbraio 1945 la data storica in cui, con un decreto legislativo il Consiglio dei Ministri presieduto da Ivanoe Bonomi riconosce il voto femminile, su proposta di Togliatti e di De Gasperi.

Ma non sono state tutte rose: il decreto che introduce il suffragio universale ha però ordinato la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili ed esclude dal diritto di voto le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati”.

Abbiamo dovuto attendere il 10 marzo di quest’anno perché venisse sancita l’eleggibilità delle donne.

Ci sono state le elezioni amministrative a marzo, ed è stata la prima volta che le donne hanno votato in Italia!

La partecipazione al voto amministrativo da parte delle donne stato un plebiscito, l’affluenza femminile ha superato l’89% e sono state elette circa 2 mila candidate elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra.

Il primo giugno ho  comprato il “Corriere della Sera” e ho letto un articolo che mi ha fatto davvero arrabbiare: in questo articolo si invitano le donne a recarsi al seggio elettorale “senza rossetto sulle labbra”. Il motivo? Il rossetto può macchiare la scheda e quindi rendere nullo il voto. L’articolo si conclude così: “… Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio”.

Continuerà ancora a lungo questa abitudine degli uomini a spiegarci le cose e a trattarci come se avessimo sempre bisogno del loro aiuto?

Adesso vado a vedere se ci sono delle novità sui risultati del referendum: incrociamo le dita, caro Diario, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, ci meritiamo di avere finalmente una Repubblica!

Noemi

LA LIBERTA’ DELLE DONNE LIBERA TUTTE E TUTTI!

 

                                                                                            COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

 

Assicurati di non dimenticare nulla…

In questo particolare momento così complicato dal punto di vista sanitario ed economico la Fisac CGIL è al fianco delle lavoratrici delle Agenzie di Assicurazione!!

Non esitate a contattarci per ogni informazione, problema, richiesta di servizi e assistenza.

LA FISAC C’E’

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