Piattaforma per il rinnovo del CCNL del settore creditizio e finanziario 2019

È stata approvata questa mattina dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. La piattaforma verrà ora sottoposta al vaglio di tutte le strutture sindacali sul territorio e delle assemblee dei lavoratori che partiranno dal prossimo 2 aprile e si concluderanno entro la metà di maggio. 

Ecco i dettagli delle richieste che verranno presentate all’Abi entro il 31 maggio. Ampliamento dell’area contrattuale, tutela dell’occupazione attraverso la conferma del Foc (Fondo per l’occupazione), una cabina di regia sui processi di digitalizzazione, rivendicazione salariale di 200 euro medi mensili (circa +6,5%) per lavoratore, l’abolizione del salario di ingresso per i giovani, miglioramento delle tutele dei dipendenti (reintegra in caso di licenziamento illegittimo col superamento del Jobs Act che aveva modificato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori), una revisione degli inquadramenti, il diritto alla disconnessione, il diritto soggettivo alla formazione, una regolamentazione specifica per il whistleblowing (denunce anonime “interne”), regole nazionali per lo smart working, lo stop alle indebite pressioni commerciali, riduzione dal 20% al 10% del divario salariale dei contratti complementari.

Quanto all’area contrattuale, i sindacati vogliono mettere la parola fine alle esternalizzazioni e contrastare il dumping contrattuale che arriva da competitor non bancari come i Gafa (Google, Amazon, Facebook, Apple) e il recupero del rapporto fiduciario con i cittadini risparmiatori e le istituzioni. Per quanto riguarda in particolare la rivendicazione salariale, la richiesta di 200 euro è giustificata dai 9,3 miliardi di euro di utili nel 2018 dell’intero settore bancario e dall’aumento della produttività delle lavoratrici e dei lavoratori. La richiesta di un incremento di circa il 6,5% comprende il recupero dell’inflazione al 4,1% fino al 2021, del 2,0% legato alla maggiore produttività e dello 0,4% come riconoscimento dell’impegno dei dipendenti negli ultimi anni. In relazione al diritto alla disconnessione, i sindacati osservano che è necessario garantire la disconnessione dalla rete aziendale (computer portatili, tablet e smartphone), in coerenza con l’orario di lavoro e i tempi di riposo giornaliero e settimanale, le ferie e la malattia.

“È un contratto a forte contenuti sociali perché le banche devono mantenere e migliorare il ruolo di motore economico del Paese, per le famiglie, le imprese e i territori” si legge nella piattaforma. Col nuovo contratto, le organizzazioni sindacali mirano a difendere “l’unico riferimento normativo capace di governare, senza strappi, le ampie trasformazioni che stanno coinvolgendo il settore”.

PIATTAFORMA CCNL ABI

Print Friendly, PDF & Email

APPALTO ASSICURATIVO

In data 6 marzo 2019 presso i locali della Fisac Piemonte, si è svolto il primo incontro organizzativo in tema di Appalto Assicurativo.

La riunione si è così articolata:

  • panoramica generale sul comparto;
  • cronistoria del doppio contratto
  • recenti sentenze a favore dell’applicazione del contratto Anapa – CGIL, CISL e UIL
  • contenuti principali del CCNL
  • azioni concrete da mettere in campo nel nostro territorio
  • articolazione del Coordinamento Regionale in materia

Il Coordinamento si propone di organizzarsi in modo da diventare punto di riferimento per le colleghe ed i colleghi del nostro territorio, sia in tema di diffusione delle informazioni, sia per la salvaguardia delle tutele.

Leggi l’ultimo comunicato delle segreterie nazionali

Print Friendly, PDF & Email

Progetto Ragazzi Harraga a Palermo

 

Il progetto Ragazzi Harraga a Palermo è un è un modello di integrazione, che mette a disposizione gli strumenti che permetteranno ai giovani migranti di diventare parte integrante della nostra società. È stato un piacere aver partecipato come Fisac CGIL Piemonte con un piccolo contributo.  

Leggi la lettera del CIAI

Print Friendly, PDF & Email

Smart Working e Smart E-learning

È stato firmato, dopo 8 mesi dall’inizio della sperimentazione, un accordo che permette di estendere lo Smart Working a tutti i lavoratori delle sedi e a quasi tutti quelle delle filiali di Santander Consumer Bank.

Inoltre, per i colleghi della rete commerciale, sarà possibile effettuare in
SW la formazione on line (Smart E-learning). 

Si tratta di un importante accordo che va nella direzione di una maggiore attenzione ai tempi di vita e di lavoro e di una corretta fruizione della formazione.

scarica il volantino

Print Friendly, PDF & Email

BIM: gravissima posizione dell’Azienda – convocate urgentemente le assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici!

 

A seguito del precipitare della situazione e della posizione di chiusura dell’Azienda, congiuntamente a tutte le sigle sindacali del nostro settore presenti sul territorio, abbiamo ritenuto necessario convocare un’assemblea per tutto il personale del Gruppo Bim per venerdì 15 febbraio alle ore 14.30 in Sala Consiglio per la Sede e la Filiale di Torino e in videoconferenza con tutte le filiali.

La Fisac Cgil è da sempre al fianco dei colleghi, lo è stata nel travagliato periodo in cui Bim faceva parte del Gruppo Veneto Banca, lo è stata nella delicata fase del salvataggio delle Banche Venete in cui Bim è rimasta tagliata fuori assieme ad altre centinaia di lavoratori e lavoratrici (per tutti il Mef ha garantito, in un apposito incontro, che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro!), e tanto più lo siamo oggi: la tutela dei livelli occupazionali è la priorità del nostro sindacato a tutti i livelli!

 
Print Friendly, PDF & Email

LAVORARE SENZA PAURA

                                                                                      Tra qualche giorno sarà il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. 

Le Nazioni Unite definisco la violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza contro le donne che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali, psicologici alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione e la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella vita pubblica o privata”.

 Purtroppo anche quest’anno i dati italiani riguardanti la violenza contro le donne sono allarmanti:

 ogni 60 ore una donna viene uccisa.

 Nonostante i proclami del Ministro degli Interni, l’emergenza sicurezza nel nostro Paese non è rappresentata dai furti e rapine perpetrati dagli stranieri, reati in netta e costante diminuzione negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale (nell’ultimo anno gli omicidi sono scesi del 14%, i furti del 9%, le rapine dell’11%, delitti in costante calo negli ultimi 5 anni).  

     La vera emergenza sono gli oltre 130 femminicidi che ogni anno si consumano nei contesti familiari ad opera di mariti, partner, ex.

 Questo dato spaventoso è lo specchio di un Paese in cui essere donna comporta un rischio altissimo, soprattutto nel contesto familiare che dovrebbe essere il luogo più protettivo e sicuro.

 Non sarebbe ora di dare la priorità alle donne cercando di estirpare una cultura maschilista che spinge ancora un italiano su sei ad attribuire alla vittima la responsabilità della violenza subita (sia essa fisica, sessuale, psicologica), a superare la logica del possesso che porta il 90% delle donne uccise, a morire per mano del proprio compagno?

 Ciò che è certo è che il crimine è in calo, mentre la violenza di genere, in proporzione, aumenta.

 Mentre quasi quotidianamente si rilanciano notizie di stupri perpetrati da stranieri, ci si dimentica che oltre l’80% dei casi di violenza sessuale è commessa da un italiano, e che oltre 6 volte su 10 è il partner o l’ex partner a commettere questa violenza.

Di che provenienza è chi ha ucciso donne del 2017:

Se nella vita privata, la condizione delle donne in Italia non è buona, anche nel mondo del lavoro la situazione è tutt’altro che confortante: secondo i dati Istat l’ambiente di lavoro continua ad essere il posto in cui si ricevono ricatti, apprezzamenti pesanti, molestie sessuali.

 Secondo questi dati sono quasi 9 milioni (8 milioni e 816 mila) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale sul lavoro, 3 milioni e 118 mila delle quali negli ultimi 3 anni.

Ma non basta: secondo l’Istat 1 milione e 173 mila donne sono state vittima di ricatti sessuali sul luogo di lavoro per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera.

 La grande maggioranza delle vittime (69,6%) ritiene molto, o abbastanza grave il ricatto subito, ma nonostante questo nell’80,9% dei casi le vittime non ne hanno parlato con nessuno sul posto di lavoro.

Quasi nessuna, inoltre, ha denunciato quanto accaduto alle forze dell’ordine.

I motivi per i quali le vittime di molestie non denunciano sono molteplici: non solo per sfiducia, ma anche per paura di essere giudicate e, non di rado, per paura delle conseguenze dell’atto di denuncia. Si ha paura non soltanto per le conseguenze che il molestatore (frequentemente il datore di lavoro o un superiore) può agire (licenziamento, trasferimento, mobbing), ma molto spesso anche delle reazioni del proprio partner quando viene a conoscenza delle molestie. Il timore delle reazioni del partner può essere duplice: paura che il proprio compagno abbia reazioni violente nei confronti del molestatore, ma anche del giudizio negativo nei confronti della donna (“cosa hai fatto per provocarlo?”).

 Nella nostra attività di sindacaliste, nel territorio piemontese, ci è capitato di venire a conoscenza di diversi casi di molestie nel lavoro:

Anna (nome di fantasia) è una dipendente di una banca di piccole dimensioni, dopo aver girato per parecchie agenzie, è finalmente riuscita ad ottenere il trasferimento vicino a casa.

Qualche tempo fa è stata convocata dal Capo Area per un colloquio, al quale era presente anche il suo Direttore di Agenzia. Dopo aver parlato della situazione lavorativa, il Capo Area le ha fatto una pesante avance sessuale: se non si fosse concessa, l’avrebbe fatta trasferire.

Incredula di ciò che aveva sentito, con il suo diretto superiore presente che nulla ha trovato da eccepire, Anna è ritornata a casa. Quella notte non ha dormito: ovviamente non avrebbe mai accettato questo ricatto, ma non sapeva come reagire: con chi si poteva confidare? Come l’avrebbero giudicata i colleghi? Che reazione avrebbe avuto suo marito?

Anna ha deciso di parlare con noi, ma di non denunciare l’accaduto con l’azienda.

Rispettando la volontà di Anna nel rimanere anonima, il sindacato è intervenuto in quell’azienda. Anna non è stata trasferita, non ha mai raccontato nulla a suo marito.

 Barbara (nome di fantasia) lavora da 15 anni presso un’Agenzia di Assicurazione dove sono presenti altre 6 dipendenti, tutte donne. Il suo capo è il suo datore di lavoro e, negli ultimi tempi, gli atteggiamenti sono diventati pericolosamente aggressivi: “Ho sempre lavorato con attenzione, ma ho fatto un errore. Può capitare a tutti di sbagliare, soprattutto quando i carichi di lavoro sono impegnativi. Non appena mi sono accorta dell’errore che avevo commesso, mi sono rivolta al mio capo, per avvisarlo, ma anche per trovare una soluzione. La sua reazione mi ha spaventata: oltre a gridare che ero un’incapace, ha dato un vigoroso pugno ad un’anta di un armadio, lasciando un segno evidente.

La prossima volta il pugno non lo do all’armadio ma alla tua faccia! Mi ha gridato queste parole guardandomi negli occhi, sicuro che non ci sarebbero state conseguenze: lui è il mio datore di lavoro, se mi lamento mi licenzia ed io dove trovo un altro posto? Sono separata ed ho due bambini, non mi posso permettere di rimanere a casa”

 Paola (altro nome di fantasia) lavora per un importante gruppo bancario e si occupa di consulenza finanziaria. “Ad onor del vero, non ho mai subito violenze o molestie sessuali da parte di miei colleghi o superiori. E’ vero però che di battute a sfondo sessuale ne ho ricevute, ma, sebbene mi abbiano sempre infastidita, non ho sentito la necessità di segnalare la cosa.

Il disagio che provo è un altro: oltre alle continue pressioni commerciali (sempre più pressanti) che ormai quotidianamente ci opprimono facendoci sentire molto spesso inadeguati, è da tempo che dobbiamo affrontare e contenere aggressioni verbali, a volte minacce di violenze  fisiche da parte di clienti insoddisfatti. E’ vero che c’è stato un imbruttimento generale nei rapporti umani nel nostro Paese, ma questi atteggiamenti violenti ed intimidatori sono più marcati contro le donne: mi è successo di dover comunicare che un prestito non fosse stato accettato: Puttana, non capisci niente, ti aspetto fuori e ti faccio la festa , torna a casa a fare la calza mi ha urlato il cliente, ed ha continuato ad inveire con epiteti simili fino a quando è intervenuto in mia difesa un collega maschio. Il cliente è stato accompagnato fuori, si è calmato e si è scusato con il mio collega, non con me!

Non voglio avere un uomo che mi faccia da guardia del corpo, ho diritto ad essere rispettata!”

 

 Se sei vittima di molestie sul lavoro, se sei testimone di episodi di violenza o molestia, non tenerti tutto dentro, contattaci, raccontaci cosa hai vissuto o cosa hai visto.

 Cercare di rompere il muro della paura, uscire dall’isolamento del silenzio significa rivendicare il diritto ad un lavoro dignitoso. Non è semplice, lo sappiamo molto bene.

 I preoccupanti dati che dicono che le vittime di molestie sul posto di lavoro non si confidano con nessuno hanno portato i Sindacati Confederali in Piemonte ad interrogarsi sul ruolo che i sindacalisti e le sindacaliste devono avere per sostenere tutti coloro che subiscono questa forma di violenza.

 Per questo motivo è iniziato un percorso formativo “Antenne sindacali contro la violenza di genere nei luoghi di lavoro” che coinvolge rappresentanti sindacali e RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), il cui scopo è dare strumenti utili per sconfiggere l’omertà, la sottovalutazione del problema e dare strumenti per affrontare queste tematiche.

 La Regione Piemonte, attraverso la Commissione Regionale Pari Opportunità e alla Consigliera di parità regionale, collabora a questo progetto.

 L’obiettivo è quello di far riconoscere gli abusi, fare in modo che questo tipo di violenze sia considerato alla stessa stregua degli altri fattori di rischio nel lavoro, avere delegati e delegate preparate anche in questa materia.

 L’obiettivo è ambizioso perché si deve lavorare per cambiare questa mentalità, combattere il senso di colpa e di vergogna che ancora troppo spesso avvolge chi subisce violenza.

 

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Seminario Fisac Piemonte del 13 e 14 marzo “BANCHE ED ASSICURAZIONI: L’INNOVAZIONE E IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO”

 Il 13 e 14 marzo si è tenuto il seminario “BANCHE ED ASSICURAZIONI: L’INNOVAZIONE E IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO”  organizzato dalla Fisac Cgil del Piemonte e dal Dipartimento Studi Regionale.

Pubblichiamo le slides proiettate da Davide Riccardi – Segretario Regionale con delega al Dipartimento –

per scaricarle clicca qui!

   

…e un po’ di fotografie…

 

13 marzo – Toolbox

14 marzo – Teatro Alfa

 

Print Friendly, PDF & Email

25 NOVEMBRE 2017 GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: RIPRENDIAMOCI LA LIBERTA’

Anche quest’anno i dati sulla violenza contro le donne sono impressionanti:

in Italia sono state uccise 84 donne dall’inizio dell’anno, l’epilogo tragico molto spesso è stato preannunciato da numerosi atti di violenza; circa il 20% di questi femminicidi sono stati preceduti dal divieto di avvicinamento da parte delle Autorità contro quelli che si sono dimostrati essere aguzzini.

Sempre nel nostro Paese, nel corso della propria vita, circa 4 milioni e 500 mila donne sono state vittime di violenza sessuale.

Cosa accomuna le storie di tutte queste donne?

Oltre all’appartenenza al genere femminile, spesso non hanno null’altro in comune: alcune sono giovani, altre giovanissime, altre anziane.

Sono bionde, more, rosse, grasse, magre, povere, ricchissime, laureate, semi analfabete.

I loro persecutori, i loro assassini, sono tutti uomini e quasi sempre non sono uomini qualsiasi: sono mariti, fidanzati, ex partner,  padri,  figli.

Vi invitiamo alla visione del video che il Coordinamento Donne della Fisac Cgil Piemonte ha realizzato su questi temi.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Accordo Smart Working in Banca del Piemonte

 

 

 

 

 

 

 

 

                           

 

 ACCORDO LAVORO AGILE – SMART WORKING

COMUNICATO

Colleghe e Colleghi,

in data 20 gennaio 2017 le OOSS e l’Azienda hanno siglato l’Accordo che introdurrà in via sperimentale il “lavoro agile” in Banca del Piemonte a partire dal 1° marzo e per la durata di 12 mesi.

Vengono confermati gli hub aziendali a: Casale, Cuneo e Carignano (quest’ultimo limitatamente alle attività dell’Ufficio gestione dati e segnalazioni).

Le strutture di sede centrale coinvolte sono quelle di seguito indicate, alle quali potranno aggiungersene altre:

  • Ufficio gestione dati e segnalazioni

  • Funzione qualità e contenzioso

  • Ufficio controllo di gestione

  • Funzione banking center

  • Funzione sistemi di pagamento

  • Ufficio consulenza

  • Personale amministrativo a supporto dei Private Bankers Torino

La prestazione in “lavoro agile” sarà resa in modo sistematico per 2 o 3 giorni fissi a settimana sulla base dell’autorizzazione rilasciata dal Responsabile della struttura di appartenenza o comunque in modo programmato per un numero di giorni pari al massimo a 14 giorni al mese (preferibilmente non più di 3 giorni a settimana).

Le OO.SS. valutano quest’accordo positivamente per le sue caratteristiche innovative e ritengono che rappresenti una valida opportunità pe r la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il miglioramento della produttività.

Torino, 20 gennaio 2017

RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI

BANCA DEL PIEMONTE

FIRST/CISL UIL.CA FISAC-CGIL

 

Per scaricare l’ACCORDO smart working clicca qui

In sintesi possiamo affermare che l’accordo sullo Smart Working in Banca del Piemonte potrà rappresentare un valido strumento per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei colleghi; tuttavia si tratta di un primo passo, resta ancora molto da fare in termini di tutela del disagio da mobilità, soprattutto nel contesto di riorganizzazione aziendale attuale in cui assistiamo a chiusure di sportelli anche in una realtà aziendale come questa, fortemente legata al territorio e da sempre autonoma (in cui dunque non vi sono necessità di chiusure legate a sovrapposizioni sportellari legate a fusioni precedenti!).

La fase sperimentale partirà dal 1° marzo 2017 e terminerà il 28 febbraio 2018.

La fase pilota riguarderà indicativamente una decina di colleghi a tempo indeterminato, anche part-time occupati in alcune strutture di Sede Centrale individuate dall’Azienda.

L’accesso al “lavoro agile” avverrà su base volontaria e a seguito di espressa richiesta da parte del lavoratore.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

AGGIORNAMENTO DIPARTIMENTI – nuovo dipartimento “Comunicazione e Convenzioni”


Questi sono alcuni piccoli aggiornamenti rispetto ai Dipartimenti presenti nella struttura territoriale Fisac Piemonte:

  • è entrata a far parte del Dipartimento Salute e Sicurezza la compagna Marzia Moschetti (IntesaSanpaolo)
  • è stata aggiornata la composizione del Dipartimento Organizzazione
  • è stato costituito un nuovo Dipartimento – Comunicazione e Convenzioni – delega in Segreteria Cinzia Borgia, Responsabile del Dipartimento Salvatore Taormina (IntesaSanpaolo). Componenti del Dipartimento sono: Angela Mariano (UnipolSai), Enrica Mingoni (Ubi Banca), Piero Tatoli (BNL), Tina Giovinazzo (IntesaSanpaolo) e Gabriele Pagliana (Consulente informatico).

Ricordiamo che esiste un sito specifico contenente tutte le informazioni relative a Servizi e Convenzioni, www.celafisac.net, che da ora in poi sarà gestito e coordinato dal Dipartimento.

La mail dedicata alle convenzioni è convenzioni.fisac@gmail.com

Angela Mariano (cell. 338 2025324) è presente in Fisac il mercoledì con orario 10.00-12.30   13.30-15.00 per la consegna carnet cinema/tessere Aiace o altre convenzioni tempo x tempo attivate, inoltre il ritiro è possibile anche in altri momenti prendendo accordi direttamente con lei.
 
Print Friendly, PDF & Email