Banche venete a Intesa: ieri è stato varato il decreto da parte del Governo

Tecnicamente al salvataggio delle banche venete si applica il cosiddetto “burden sharing” e non la procedura prevista dalla normativa “bail in”: in questo modo è garantita la protezione dei correntisti e obbligazionisti senior. In vista anche un meccanismo per indennizzare i piccoli risparmiatori che hanno in portafoglio i circa 200 milioni di subordinati di Vicenza e Montebelluna destinati al burden sharing. Per loro le regole della liquidazione prevedono un indennizzo all’80% , come accaduto per le 4 banche regionali finite in risoluzione; Intesa si sarebbe impegnata a coprire il 20% che resta.

Con il burden sharing si intende la procedura mediante la quale, in caso di dissesto di un istituto bancario, e’ previsto che prima del coinvolgimento di fondi pubblici venga attuata la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate, o la conversione in capitale di queste ultime.
Si tratta di una procedura in vigore prima che diventasse operativa la direttiva europea sul risanamento e la risoluzione della banche (Bank Recovery and Resolution Directive, BRRD) che ha introdotto tutta la pratica del bail-in.

DA IL SOLE 24 ORE

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«Il governo ha approvato il dl che consente il salvataggio delle due banche venete e consentirà di rassicurare e stabilizzare la situazione». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi poco dopo il via libera del cdm al decreto legge con cui si dà l’avvio alla liquidazione coatta di Popolare di Vicenza e Veneto banca e alla cessione delle parti good a Banca Intesa. La crisi delle banche venete risale a prima della crisi economica e «ha raggiunto livelli che hanno reso necessario un intervento di salvataggio, per evitare i rischi evidenti a tutti di un fallimento disordinato» ha spiegato Gentiloni. Del nostro sistema bancario «il gruppo Intesa San Paolo, che acquisisce queste banche venete, è un asset tra quelli di maggior valore» ha detto il premier. L’intervento di salvataggio «si indirizza innanzitutto a favore dei correntisti e dei risparmiatori delle due banche, a favore di chi nelle banche lavora, più in generale a favore dell’economia del territorio, uno dei più importanti per il nostro sistema Paese, un’economia che soprattutto per piccole e medie imprese ha in queste banche un riferimento storicamente di grande rilievo» ha concluso Gentiloni.

Spesa immediata da 5,2 miliardi con le garanzie mobilitati fino a 17 miliardi
L’esborso immediato da parte dello Stato vale 5,2 miliardi, finanziati dal debito aggiuntivo (20 miliardi) già previsto dal decreto di Natale. Di questi 4,78 servono a garantire la neutralità dell’operazione sui capital ratios di Intesa, come chiesto espressamente dalla banca, e altri 400 milioni servono a finanziare garanzie potenziali su rischi futuri fino a 12 miliardi: si tratta di garanzie fino a 6,3 miliardi per la retrocessione di crediti che non risultino in bonis e oltre 4 miliardi per crediti in bonis ma ad alto rischio. I 5,2 miliardi di esborso effettivo comprendono di fatto una quota da oltre un miliardo che sarà utilizzata da Intesa per gestire gli esuberi (si parla di circa 4mila persone) prodotti dall’operazione.

 

 

 

 

Vicenda Veneto Banca- Popolare di Vicenza (Fondo Atlante) e preoccupazione torinese (ma non solo!) per Banca Intermobiliare

bimIn fondo riportiamo le parole di Megale sul caso Veneto Banca-Banca Popolare di Vicenza (entrambe sotto la proprietà del Fondo Atlante) sull’ipotesi di accorpamento. 

Come Segreteria Fisac del Piemonte aggiungiamo che nella vicenda Veneto Banca non si può continuare a trascurare la situazione di stallo in cui versa Bim – Banca Intermobiliare – attualmente partecipata al 71% da Vb! La Bim e’ la “boutique della finanza torinese”, ma l’incertezza in cui versa da più di 3 anni tra ipotesi di cessione mai concretizzate e ipotesi di volontà di rilancio, non rischia di dissolvere questa importante realtà torinese? E il suo patrimonio???
Per noi il patrimonio da tutelare sono le persone: 300 colleghi a Torino e altrettanti nel resto d’Italia! 600 dipendenti che attendono risposte da troppo tempo!

 

“VENETO BANCA E POP VICENZA: MEGALE – NO AL POLO VENETO, DUE DIFFICOLTA’ INSIEME NON FANNO UN VALORE AGGIUNTO A proposito di un eventuale fusione tra Banca Popolare Vicentina e Veneto Banca, pur vedendo entrambe il ruolo dominante del Fondo Atlante, ribadisco per l’ennesima volta che non c’è nessun polo Veneto da realizzare. Il nostro No ad una eventuale ipotesi di fusione tra le due realtà è netto oggi, cosi come lo era quando a proporlo fu il Presidente della Regione Zaia ,in quanto, la somma di due Banche in difficoltà non produce nessun valore aggiunto e nessuna opportunità ma solo danni. Infatti rischia di provocare un impatto negativo e non gestibile non solo nel rapporto col territorio ma anche sull’occupazione sia per quanto riguarda le filiali che per le sedi centrali. Il lavoro dei bancari va rispettato e tutelato poiché si opera al servizio dei clienti e del Paese. Nessuno può permettersi l’errore, come ha fatto il Premier a Cernobbio, di lanciare formalmente la riduzione del numero dei banchieri, salvo, poi tradurlo in un dimezzamento dell’occupazione del nostro settore opportunamente smentita dallo stesso Palazzo Chigi, dopo la secca e netta risposta unitaria del sindacato nella quale eravamo pronti allo sciopero. Per noi, il vero obiettivo deve essere un’azione per il rilancio industriale delle singole banche e il rafforzamento di un rapporto e di un rilancio del territorio con la difesa del valore sociale dell’occupazione. Per questo serve un’azione che scorpori immediatamente le sofferenze di ogni singola realtà creando le condizioni per un processo di aggregazione, questo si, ma fatto con banche più solide. Per questo è molto importante il lavoro che la categoria nazionalmente e regionalmente ha sviluppato sin qui anche se questo è il tempo in cui ogni Amministratore delegato dovrebbe rendere chiari i Progetti Industriali e le prospettive su cui intende operare. Valuteremo nelle prossime settimane l’utilità di un eventuale tavolo di confronto in ABI.

Roma, 7 settembre 2016

Il Responsabile Ufficio Comunicazione Cristiano Hoffmann”

Comunicato stampa su Veneto Banca

pop intraPubblichiamo il comunicato stampa della Cgil Treviso sulla situazione in Veneto Banca, una delle Banche Popolari su cui l’attenzione è massima a tutti i livelli per la delicata situazione dell’istituto veneto, per la tensione che si registra nelle filiali in tutti i territori in cui la Banca è presente e per il difficile momento che stanno vivendo i lavoratori e le lavoratrici che agli sportelli devono dare risposte alla clientela, la cui fiducia è ai minimi termini.

VENETO BANCA NON E’ SOLTANTO VENETO

Questa è la situazione che vivono i colleghi delle filiali presenti nel Verbano, zona di insediamento storico della Ex Popolare di Intra (oggi Veneto Banca), ma anche delle altre province piemontesi (soprattutto Novara). Domani ci sarà l’assemblea straordinaria per il passaggio da banca popolare a Spa e nei prossimi mesi si potrà delineare quale sarà il futuro di questa banca e se ci saranno le aggregazioni con altri gruppi bancari di cui da tempo tutti gli operatori e i media parlano.

Comunicato Stampa CGIL TREVISO_Veneto Banca