Accordo Smart Working in Banca del Piemonte

 

 

 

 

 

 

 

 

                           

 

 ACCORDO LAVORO AGILE – SMART WORKING

COMUNICATO

Colleghe e Colleghi,

in data 20 gennaio 2017 le OOSS e l’Azienda hanno siglato l’Accordo che introdurrà in via sperimentale il “lavoro agile” in Banca del Piemonte a partire dal 1° marzo e per la durata di 12 mesi.

Vengono confermati gli hub aziendali a: Casale, Cuneo e Carignano (quest’ultimo limitatamente alle attività dell’Ufficio gestione dati e segnalazioni).

Le strutture di sede centrale coinvolte sono quelle di seguito indicate, alle quali potranno aggiungersene altre:

  • Ufficio gestione dati e segnalazioni

  • Funzione qualità e contenzioso

  • Ufficio controllo di gestione

  • Funzione banking center

  • Funzione sistemi di pagamento

  • Ufficio consulenza

  • Personale amministrativo a supporto dei Private Bankers Torino

La prestazione in “lavoro agile” sarà resa in modo sistematico per 2 o 3 giorni fissi a settimana sulla base dell’autorizzazione rilasciata dal Responsabile della struttura di appartenenza o comunque in modo programmato per un numero di giorni pari al massimo a 14 giorni al mese (preferibilmente non più di 3 giorni a settimana).

Le OO.SS. valutano quest’accordo positivamente per le sue caratteristiche innovative e ritengono che rappresenti una valida opportunità pe r la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il miglioramento della produttività.

Torino, 20 gennaio 2017

RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI

BANCA DEL PIEMONTE

FIRST/CISL UIL.CA FISAC-CGIL

 

Per scaricare l’ACCORDO smart working clicca qui

In sintesi possiamo affermare che l’accordo sullo Smart Working in Banca del Piemonte potrà rappresentare un valido strumento per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei colleghi; tuttavia si tratta di un primo passo, resta ancora molto da fare in termini di tutela del disagio da mobilità, soprattutto nel contesto di riorganizzazione aziendale attuale in cui assistiamo a chiusure di sportelli anche in una realtà aziendale come questa, fortemente legata al territorio e da sempre autonoma (in cui dunque non vi sono necessità di chiusure legate a sovrapposizioni sportellari legate a fusioni precedenti!).

La fase sperimentale partirà dal 1° marzo 2017 e terminerà il 28 febbraio 2018.

La fase pilota riguarderà indicativamente una decina di colleghi a tempo indeterminato, anche part-time occupati in alcune strutture di Sede Centrale individuate dall’Azienda.

L’accesso al “lavoro agile” avverrà su base volontaria e a seguito di espressa richiesta da parte del lavoratore.

 

 

In arrivo la I tranche di aumenti… con decorrenza 1° ottobre 2016

ccnl
Dal 1° di ottobre decorre la prima tranche di aumenti del rinnovo del CCNL ABI 31/3/2015 pari a euro 25,00 per la figura media 3A4L!

Tale importo viene riparametrato anche per il livello retributivo di inserimento professionale .

Ecco le tabelle economiche con gli importi retributivi aggiornati.

 tabelle economiche aumenti ccnl abi 31-3-2015

Vicenda Veneto Banca- Popolare di Vicenza (Fondo Atlante) e preoccupazione torinese (ma non solo!) per Banca Intermobiliare

bimIn fondo riportiamo le parole di Megale sul caso Veneto Banca-Banca Popolare di Vicenza (entrambe sotto la proprietà del Fondo Atlante) sull’ipotesi di accorpamento. 

Come Segreteria Fisac del Piemonte aggiungiamo che nella vicenda Veneto Banca non si può continuare a trascurare la situazione di stallo in cui versa Bim – Banca Intermobiliare – attualmente partecipata al 71% da Vb! La Bim e’ la “boutique della finanza torinese”, ma l’incertezza in cui versa da più di 3 anni tra ipotesi di cessione mai concretizzate e ipotesi di volontà di rilancio, non rischia di dissolvere questa importante realtà torinese? E il suo patrimonio???
Per noi il patrimonio da tutelare sono le persone: 300 colleghi a Torino e altrettanti nel resto d’Italia! 600 dipendenti che attendono risposte da troppo tempo!

 

“VENETO BANCA E POP VICENZA: MEGALE – NO AL POLO VENETO, DUE DIFFICOLTA’ INSIEME NON FANNO UN VALORE AGGIUNTO A proposito di un eventuale fusione tra Banca Popolare Vicentina e Veneto Banca, pur vedendo entrambe il ruolo dominante del Fondo Atlante, ribadisco per l’ennesima volta che non c’è nessun polo Veneto da realizzare. Il nostro No ad una eventuale ipotesi di fusione tra le due realtà è netto oggi, cosi come lo era quando a proporlo fu il Presidente della Regione Zaia ,in quanto, la somma di due Banche in difficoltà non produce nessun valore aggiunto e nessuna opportunità ma solo danni. Infatti rischia di provocare un impatto negativo e non gestibile non solo nel rapporto col territorio ma anche sull’occupazione sia per quanto riguarda le filiali che per le sedi centrali. Il lavoro dei bancari va rispettato e tutelato poiché si opera al servizio dei clienti e del Paese. Nessuno può permettersi l’errore, come ha fatto il Premier a Cernobbio, di lanciare formalmente la riduzione del numero dei banchieri, salvo, poi tradurlo in un dimezzamento dell’occupazione del nostro settore opportunamente smentita dallo stesso Palazzo Chigi, dopo la secca e netta risposta unitaria del sindacato nella quale eravamo pronti allo sciopero. Per noi, il vero obiettivo deve essere un’azione per il rilancio industriale delle singole banche e il rafforzamento di un rapporto e di un rilancio del territorio con la difesa del valore sociale dell’occupazione. Per questo serve un’azione che scorpori immediatamente le sofferenze di ogni singola realtà creando le condizioni per un processo di aggregazione, questo si, ma fatto con banche più solide. Per questo è molto importante il lavoro che la categoria nazionalmente e regionalmente ha sviluppato sin qui anche se questo è il tempo in cui ogni Amministratore delegato dovrebbe rendere chiari i Progetti Industriali e le prospettive su cui intende operare. Valuteremo nelle prossime settimane l’utilità di un eventuale tavolo di confronto in ABI.

Roma, 7 settembre 2016

Il Responsabile Ufficio Comunicazione Cristiano Hoffmann”

FisacGruppoUBI – comunicato stampa: UBI BANCA SPA, IERI L’INFORMATIVA SINDACALE. FISAC CGIL: “PREOCCUPATI PER L’IMPATTO SUI LAVORATORI”

 

logo fisac

UBI BANCA SPA, IERI L’INFORMATIVA SINDACALE

FISAC CGIL: “PREOCCUPATI PER L’IMPATTO SUI LAVORATORI”

Il piano industriale 2019/2020, già presentato da UBI Banca ai mercati e alle parti sociali nelle scorse settimane, inizia a produrre i suoi effetti con l’informativa sindacale ricevuta ieri dalla FISAC-CGIL per l’avvio della procedura che gestirà le ricadute sui lavoratori. Già nei prossimi giorni è previsto il primo incontro, anche se la trattativa vera e propria si svolgerà a partire da settembre.

Il piano varato dalla neocostituita Società per Azioni “rivoluziona” il Gruppo Ubi attraverso il superamento del sistema federato (ultimo rimasto in Italia), con la fusione per incorporazione delle attuali sette banche-rete in una unica banca-rete. Di conseguenza è previsto un “piano sportelli” che prevede la chiusura di 280 unità operative, di cui 130 nell’ambito dell’operazione di fusione. Inoltre viene comunicata una pesante revisione della struttura organizzativa anche negli uffici “direzionali” e nella società di servizi insieme all’evoluzione del modello distributivo orientato al “cashless” e al multimediale.

Sul lato occupazionale è invece previsto un ricambio generazionale con 2.750 uscite e 1.100 ingressi di nuove risorse.

“E’ un piano ambizioso – dichiara Mauro Pedroni, coordinatore della FISAC-CGIL del Gruppo UBI – che deve, a nostro giudizio, coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo in un percorso di radicale rinnovamento della struttura e nel modo di fare banca ma, nel contempo, deve considerare con attenzione le condizioni di lavoro e la qualità di vita di tutti i dipendenti. Condizioni di vita e di lavoro che nel corso di questi ultimi anni sono andate via via peggiorando e che devono trovare nel confronto sindacale sul nuovo piano industriale le adeguate risposte.”

“Il piano è stato presentato in un contesto nazionale ed europeo di forte preoccupazione e di notevole tensione politica ed economica” continua Pedroni “e abbiamo qualche perplessità sul raggiungimento degli obiettivi di ricavi previsti: come sempre in questi casi le uniche certezze derivano dai tagli pesanti al personale che andranno gestiti in trattativa mentre chiederemo certezze per i 1.100 nuovi assunti previsti.”

Al termine del Piano Industriale i lavoratori del Gruppo si ridurranno a circa 16.000 unità dalle 17.700 attuali.

Il Gruppo oggi è presente in 80 provincie con circa 1.500 sportelli che occupano, in media, 6 dipendenti contro i 2 dei minisportelli.

“Dovremo affrontare anche problemi di presenza nei territori: infatti mentre nella nuova struttura il nord sarà ampiamente presidiato, l’area Centro Sud sconterà problemi di presenza commerciale e di tenuta occupazionale. Vista la complessità del progetto sarà indispensabile il coinvolgimento e l’adesione di tutti gli attori in gioco al nuovo progetto e l’obiettivo finale non dovrà essere solamente la soddisfazione degli interessi degli azionisti. Per parte nostra ci impegneremo a lavorare perché le tutele e i diritti che scaturiranno dalla contrattazione integrativa siano considerati investimenti e non semplici costi. Non accetteremo naturalmente deroghe al Contratto Collettivo Nazionale che danneggerebbero l’intera categoria. Ci aspettano mesi di grande impegno” conclude Pedroni “ e a nostro giudizio è indispensabile una collaborazione tra tutte le sigle sindacali e un rapporto stretto con tutti i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo attraverso le assemblee che partiranno a settembre”.

Fisac CGIL Gruppo UBI

fisac.gruppo.ubi@gmail.com

www.fisacgruppoubi.it

Elezione Rls in Banca del Piemonte

Nelle date 13, 16 e 17 maggio si sono svolte le votazioni per l’elezione degli Rls in Banca del Piemonte.    rls1

Lo spoglio è avvenuto nel pomeriggio di ieri con un esito sorprendente per la nostra Organizzazione!

Siamo molto soddisfatti dell’esito del voto:

Giorgio Martorana Fisac 193 voti
Luciano David Uilca 103 voti
Beppe Drogo First 88 voti

Ringraziamo Giorgio per la recente decisione di entrare a far parte della famiglia Fisac Cgil e gli auguriamo fin da subito buon lavoro!

Ne abbiamo tanto da fare!

 

GRUPPO UBI: l’ipocrita scoperta delle PRESSIONI COMMERCIALI

 

UBI

Pubblichiamo il comunicato del Gruppo Ubi sul tema pressioni commerciali, in rapporto ai recenti fatti che hanno coinvolto le 4 banche oggetto di salvataggio e all’ondata mediatica che ne è derivata.

Comunicato Pressioni Commerciali Gruppo UBI

Comunicato stampa su Veneto Banca

pop intraPubblichiamo il comunicato stampa della Cgil Treviso sulla situazione in Veneto Banca, una delle Banche Popolari su cui l’attenzione è massima a tutti i livelli per la delicata situazione dell’istituto veneto, per la tensione che si registra nelle filiali in tutti i territori in cui la Banca è presente e per il difficile momento che stanno vivendo i lavoratori e le lavoratrici che agli sportelli devono dare risposte alla clientela, la cui fiducia è ai minimi termini.

VENETO BANCA NON E’ SOLTANTO VENETO

Questa è la situazione che vivono i colleghi delle filiali presenti nel Verbano, zona di insediamento storico della Ex Popolare di Intra (oggi Veneto Banca), ma anche delle altre province piemontesi (soprattutto Novara). Domani ci sarà l’assemblea straordinaria per il passaggio da banca popolare a Spa e nei prossimi mesi si potrà delineare quale sarà il futuro di questa banca e se ci saranno le aggregazioni con altri gruppi bancari di cui da tempo tutti gli operatori e i media parlano.

Comunicato Stampa CGIL TREVISO_Veneto Banca

In Bre Banca il clima si fa rovente

cropped-2015-09-23-afnews-LogoFisacPiemonteSito.jpgOggi nuovo incontro sul tema pressioni commerciali. Nel frattempo riportiamo la risposta della Fisac Cgil della Bre al quotidiano on line “Targato CN” che in data 29 novembre aveva pubblicato un articolo in cui l’associazione “Gruppo 19 marzo di Cuneo” sottolineava il pesante clima che si respira all’interno della banca attribuendo anche un certo ritardo all’azione del sindacato.

Bre Banca: la Fisac Cgil risponde alle stoccate del Gruppo 19 marzo

art. del 2911-2015

 

 

 

NOVITA’ POSITIVE PER LE CONVOCAZIONI DELLE ASSEMBLEE DEL PERSONALE

Nella serata del 25 novembre è stato raggiunto l’accordo tra Segreterie Nazionali e ABI sulle “libertà sindacali”: siamo a segnalare l’importante miglioramento della normativa rispetto alle possibilità di partecipazione alle assemblee del personale dei colleghi che operano nelle filiali di piccolissime dimensioni, che in molte realtà sono in forte aumento.

In particolare nelle filiali sotto  le tre unità sarà possibile partecipare alle assemblee convocate nelle filiali più vicine, per un massimo di 5 ore annue per due volte in ragione di anno senza assicurare l’operatività dello sportello.

Per le filiali ove lo sportello si protragga oltre le ore 17 in applicazione dell’art.103 del ccnl 19 gennaio 2012, rinnovato con l’accordo del 31 marzo 2015, si potrà derogare  fermo restando quanto previsto dall’art 26 del protocollo sulle libertà sindacali, fatta eccezione per la durata minima dell’assemblea (una ora) a condizione che sia assicurata l’operatività della filiale interessata.