Materiali Seminario 13 giugno (Torino): “Il lavoro a distanza nel settore del Credito e delle Assicurazioni”

Seminario Fisac Piemonte 13 giugno – Torino: “Il lavoro a distanza nel settore del Credito e delle Assicurazioni”

La Fisac Cgil Piemonte è lieta di informarvi che il prossimo 13 giugno si terrà un seminario dal titolo:

Il lavoro a distanza nel settore del Credito e delle Assicurazioni

con la finalità di approfondire dal punto di vista giuridico l’intera materia, ed in particolare l’introduzione dello Smart Working quale nuova modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, anche alla luce dell’approvazione della legge 10 maggio 2017 su Lavoro Autonomo e Lavoro Agile.

E’ prevista una tavola rotonda alla presenza delle Aziende – Gruppo Intesa San Paolo e Reale Group – e della Professoressa Michela Marchiori – Università degli Studi Roma Tre.

Il seminario si terrà il 13 giugno presso l’Hotel Holiday Inn Turin, Piazza Massaua 21, dalle ore 9.45 alle 13,30 (fermata della metro: Massaua).

Locandina pdf scaricabile

Dove va la Banca? I nuovi modelli di servizio e le esigenze del Cliente

CARTELLONE-piccoloINVITO AL WORKSHOP
“Dove va la Banca? I nuovi modelli di servizio e le esigenze del Cliente”
Attori a confronto

 
Torino, 5 marzo 2015 ore 10 – Sala Carpano c/o Eataly Torino

 
La crisi economica e finanziaria ha profondamente inciso sulle scelte delle principali Banche
Italiane che hanno messo in atto, da un lato, una “ritirata strategica” dal territorio – in parte
guidata dall’impatto della tecnologia internet banking in testa – dall’altro una “stretta creditizia”
che continua a soffocare il tessuto produttivo del Paese.
Le strategie adottate – riduzione dei costi in testa – hanno ridimensionato fortemente il numero
degli addetti, gli sportelli, il numero di banche e si stanno spostando verso diversi modelli di
servizio che vogliono cambiare profondamente il rapporto banca-cliente – forse più nelle proprie
abitudini che nella sostanza del rapporto – mentre in altri casi sviluppa semplici interventi di
“maquillage” in termini di innovazione organizzativa e di prodotto.
Alcuni Gruppi Bancari tentano una diversificazione sui prodotti – spesso dimenticando la funzione
di banca per abbracciare quella del commercio di beni – altri di servizio; pochi si orientano ad
implementare le attività che più servirebbero all’economia: credito, servizi alle imprese, consulenza
finanziaria ma anche fiscale od immobiliare.
Il risultato attuale è quello di un “guado” all’interno del quale il settore bancario pare trovarsi,
stretto peraltro dalle incombenti richieste della nuova Vigilanza Unica Europea – che prevedono
forti iniezioni di risorse in termini di capitale – ed una scarsa reattività delle soluzioni adottate.
Il quadro normativo è in forte evoluzione, così come quello contrattuale, ed ancora non è chiaro
quale sia il modello di Banca che si farà prevalente.
Emerge allo stato una realtà inquietante: il sistema bancario non pare adeguato ne a supportare
l’uscita del Paese dalla crisi – ormai settennale – ne a sostenere sviluppo, occupazione, redditività:
neppure per se stesso.
Una morsa stringente che richiederebbe capacità di analisi e “visione strategica” collettiva e che ha
bisogno del contributo di tutti i soggetti: lavoratrici e lavoratori in testa.

 
PROGRAMMA DEI LAVORI

 
10:15 Introduzione e coordinamento dei lavori
Giacomo Sturniolo – Segretario Generale FISAC/Piemonte

10:30 Quali prodotti e servizi per quali clienti? Budget, prodotti buoni e meno
buoni, le norme e le prassi
Dott. Marcello Minenna (Università Bocconi, Milano)

11:00 Il Sistema del Credito in Ritirata? I dati salienti
Davide Riccardi (Dipartimento Studi FISAC/CGIL Piemonte)

11:15 Quali riorganizzazioni in Banca? Che ricadute sui lavoratori? E sui clienti?
Funziona o non funziona?
Quattro testimonianze dalle Filiali di alcuni dei principali Gruppi Bancari
presenti in Piemonte

11:45 Esigenze ed esperienze dal mondo delle PMI nel rapporto con Banche in
trasformazione.
Giuseppe Scalenghe (Vice Presidente API Torino e provincia)

12:00 Consumatori informati “guidati o truffati”? Prevalgono le esigenze dei
clienti o delle banche?
Francesco Avallone (Vice Presidente Federconsumatori)

12:15 Crisi industriale e banca: il punto di vista del Sindacato Confederale
Alberto Tomasso (Segretario Generale CGIL Piemonte)

13:00 Domande

13:15 Chiusura dei Lavori

 

ALLEGATI:

BROCHURE

CARTELLONE

CORSO DI FORMAZIONE “Principi e tecniche base della comunicazione” – 17/18/19 giugno 2013 – Torino – Sermig

In un’aula dell’ex Arsenale Militare di Torino, mentre 4 possenti ventilatori faticavano a mitigare l’afosa calura di fine giugno, un motivato gruppo di persone si interrogava sui suggestivi meccanismi che governano le relazioni sociali e la comunicazione umana.

foto-10Le circonferenze colorate disegnate sui grossi fogli di carta ed il registro basso della voce di Marco suggerivano profonde riflessioni su come trasmettere con efficacia messaggi, idee, proposte.

Entrare in sintonia significa capire i bisogni, le aspettative e le paure degli altri; in fondo, il ruolo di rappresentanza nella sua intima essenza è proprio quello di comunicare, cioè mettere in comune, parlare alla comunità, esercitare la socialità propria dell’animale uomo nella sua forma più concreta e significativa.

Il percorso formativo sulla comunicazione è cominciato nel migliore dei modi. La condivisione degli indirizzi di posta tra i partecipanti è da intendersi come una serie di ulteriori partenze.

La prossima edizione del corso di comunicazione di base si terrà, sempre al Sermig di Torino, nelle giornate del 24, 25 e 26 settembre 2013.

Sarà l’occasione di creare nuove reti e connetterle fra loro.

Buon lavoro a tutte ed a tutti e… ricordate di divertirvi.

Un abbraccio

Massimo Scocca

 

La Società Connessa

foto1Nel clima tardo autunnale di sabato 25 maggio, sotto le gelide volte della Triennale di Milano, si è svolta l’ interessante conferenza del giovane sociologo americano Nathan Jurgenson -teorico dei social media- dal titolo “Innovazione -The networked society – Effetti della rivoluzione digitale”. Una volta sul palco, alle spalle di Jurgenson è stata proiettata un’immagine: il primo piano di Emile Zola e la sua celebre frase sull’interazione tra la realtà e la sua percezione: “non puoi dire di aver visto qualcosa finché non l’hai fotografata”.  Il sociologo ricorda come l’invenzione della fotografia rappresentò qualcosa di realmente magico per l’epoca: una tecnologia capace di trasportare le persone fuori dallo spazio e dal tempo, in una sorta di eterno presente.  Connaturata alla fotografia è sempre stata viva la necessità di documentare; l’evoluzione tecnologica ha permesso a tutti di avere una macchina fotografica e di poterla usare per osservare il mondo, interpretarlo ed archiviarlo. La stessa ansia comunicativa e documentale investe i fruitori dei moderni social network facendo vivere il presente come futuro passato e la timeline (diario) di Facebook assume l’aspetto di una sequenza di cose morte.  I cosiddetti social media allargano ancor più la modalità di percepire la quotidianità come oggetto da archiviare per il futuro, come una sorta di museo della realtà, ponendo in questo modo il presente fuori dalla società.
foto2Susan Sontag nel 1973 asseriva di vivere in un’epoca nostalgica e che i fotografi fossero i principali promotori di questo sentimento.  Un famoso social network fotografico come Instagram ha costruito il suo enorme successo commerciale proprio sull’apparenza nostalgica dell’immagine. Attraverso una serie di filtri ed effetti, l’utente fa apparire la foto come fosse stata scattata con una vecchia pellicola, o semplicemente avesse subito il deterioramento del tempo o della cattiva conservazione. In questo modo non solo si relega il presente nel passato attraverso l’atto di fotografare, ma lo si rende addirittura passato remoto: il nostro presente diventa il passato della propria adolescenza, dei propri genitori, quello già documentato dalle precedenti generazioni che, evidentemente, ci appare oggi più concreto, più reale, più autentico, nonostante si sia consapevoli dell’artificio operato da Instagram. Il nostro tempo appare sfuggirci in quanto tale, assumendo contorni indefiniti, senza sostanza né identità.

Chi utilizza abitualmente la macchina fotografica inizia a vedere il mondo attraverso uno sguardo nel quale la realtà diventa una messa in scena per lo scatto: le geometrie della composizione, le necessità cromatiche, gli effetti della luce, le prospettive generate dalla profondità di campo. La realtà assume le caratteristiche di un set compositivo per l’immagine. E’ quello che comunemente si definisce occhio fotografico: un modo di percepire la realtà. Un fotografo vede il mondo diversamente da uno scrittore, in quanto usa una diversa tecnologia. Per Jurgenson, coloro che utilizzano intensamente Facebook o Twitter, acquisiscono una simile attitudine nei confronti della quotidianità, che tende a divenire una serie di eventi, di frame da condividere secondo la logica del social network stesso. L’occhio Facebook è l’equivalente tecnologico contemporaneo dell’occhio fotografico e risulta capace, allo stesso modo, di condizionare la nostra percezione della realtà, cambiando il modo in cui interagiamo con le altre persone ed interpretiamo il mondo. Se una caratteristica connaturata ai social network è quella di allontanare le persone dal presente, si impone dunque la necessità di vivere l’oggi come generatore di futuro e non come potenziale passato per il futuro. Facendo riferimento a questa esigenza, Jurgenson cita Snapchat, uno strumento nel quale le immagini hanno una permanenza massima di 10 secondi, trascorsi i quali l’immagine stessa si distrugge. Per il sociologo americano questa applicazione rappresenta un esempio atipico di social network (oltre che di mezzo fotografico), che non opera per documentare il presente, ma stimola l’utente a vivere il presente come presente, ridandogli importanza e limitando la ridondanza delle informazioni.

Jurgenson sottolinea, infatti, come il moltiplicarsi della documentazione della realtà presente sui social network, sia sotto forma di immagini che di descrizioni del presente, renda ognuna di queste testimonianze poco rilevante, operando così un ulteriore e generalizzato processo di svalutazione degli avvenimenti.  Ciò contribuisce a rendere sempre più evanescenti le collocazioni identitarie, ad acuire la difficoltà di interpretare la cronaca ed il ruolo sociale delle persone. È’ anche impossibile immaginare un social senza un Ego, senza una necessità di “performare”, di esaltare l’individualità tramite il sociale; pensiamo al riguardo alla vera e propria creazione di una personale identità su Facebook, normalmente una “personalità aumentata”, una sorta di curriculum vitae da mostrare nell’arena sociale per le urgenze competitive indotte dal modello liberista e come questa creazione interagisca con la “vera identità” e la trasformi.  Viene stimolata l’ossessione di chiedersi come il presente sarà ricordato nel futuro, con la necessità di presentarsi al mondo sopravvalutando le proprie qualità, di quantificare se stessi anche contando i followers (le amicizie), di auspicare che gli altri valutino positivamente le nostre esperienze (attraverso i “like”), amplificando in tal modo un diffuso sentimento di solitudine ed insicurezza, di fragilità, di incapacità a definire una qualunque identità sociale.

A questo si aggiunga l’impossibilità di essere realmente disconnessi: anche qualora ci imponessimo di restare un giorno o una settimana senza alcun meccanismo di condivisione tecnologica, non solo continueremmo a osservare il mondo con l’ occhio facebook, ma appena riconnessi, condivideremmo probabilmente proprio l’esperienza della lontananza appena vissuta. Particolarmente interessante, a mio avviso, il costante riferimento alla fotografia come tecnologia e strumento comunicativo: troppo spesso ci si riferisce alle cosiddette “nuove tecnologie” come ad un qualcosa di avulso dalla realtà, una sorta di spazio alternativo al reale. Eppure, come ha detto Jurgenson, quando si apre un libro non si dice: “sto entrando nel Text World”, anche se il libro è esso stesso frutto della tecnologia, così come il linguaggio, l’architettura, i trasporti, ecc. La società è tecnologia, così come la tecnologia non può prescindere dall’evoluzione sociale, in un costante intreccio dialettico tra le relazioni sociali ed i mezzi tecnologici, dove a noi è consegnato non solo il compito di comprendere tali rapporti, ma anche quello di agire attraverso gli strumenti a nostra disposizione.

Anche in tale prospettiva ho ritenuto opportuno inserire i presenti appunti nel quadro della formazione per i quadri della FISAC PIEMONTE, in particolare nel percorso che vede la comunicazione quale strumento necessario per chi riveste funzioni di rappresentanza ed opera all’interno dei complicati rapporti sociali per operare un cambiamento. La nostra comunicazione è basata sui gesti, i segni, le parole, le lettere, i toni, gli sguardi, i colori. La tecnologia non solo è parte della comunicazione, ma è essa stessa comunicazione. Al cinema, nelle piazze o sulle connessioni internet, i contenuti non solo si trasmettono tramite i mezzi di cui disponiamo, ma da questi sono condizionati e, per certi versi, determinati.

Il Responsabile della Formazione
Massimo Scocca

Master “Diritti, rappresentanza, tutele”

DSC_0310bLa FISAC/CGIL Nazionale in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Formazione ha organizzato il Master di alta formazione “Diritti, rappresentanza, tutele” a cui hanno partecipato quattro nostri quadri sindacali: Paolo Barrera, Roberta Cipriani, Luca Esposito e Simona Ponzano.

Il 3 giugno 2013 sono state discusse le tesi di fine corso, che vi mettiamo a disposizione in formato PDF.

DSC_0128_crPaolo Barrera

Comunicare alle persone o comunicare con le persone?

La comunicazione, intesa come costruzione di strumenti verbali e non per mettere in comune, è un’esigenza innata per gli esseri umani. Ma è tutt’altro che innata la capacità di assolvere efficacemente a tale esigenza. Da qui la necessità di un approccio sistemico e innovativo alla questione delle forme e dei modi della comunicazione sindacale in rapporto all’integrazione tra vecchi e nuovi strumenti di informazione / socializzazione.

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DSC_0113_crRoberta Cipriani

La struttura organizzativa della FISAC/CGIL

I lati positivi e negativi legati all’organizzazione interna con l’intento di scegliere al meglio le priorità su cui puntare per affrontare e non subire i cambiamenti. Obiettivi politici e tattiche di organizzazione sono due facce della stessa medaglia: l’identità di una Organizzazione di rappresentanza non dipende solo dal suo essere soggetto politico, ma funziona in base a come le sue risorse sono impiegate e distribuite, alle strategie organizzative, alla qualità della classe dirigente.

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DSC_0116_crLuca Esposito

Meccanismi di formazione e selezione della classe dirigente

Il sindacato è in crisi? Uno degli elementi di sofferenza del sindacato risiede nella cosiddetta “crisi di rappresentanza”, ossia nelle crescente incapacità di essere riconosciuto dai lavoratori come interprete, portavoce e costruttore di soluzioni. Il tema della rappresentanza si divide in vari rivoli, dalla capacità d comunicazione, alla sintonia di obiettivi, alle questioni di organizzazione interna. In tutto ciò quale ruolo giocano le modalità di selezione della classe dirigente?

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DSC_0065_crSimona Ponzano

Il percorso di evoluzione della riscossione dei tributi

In un periodo storico/economico di grande crisi, in cui la necessità di risanamento dei conti pubblici porta il governo centrale ad effettuare tagli ai servizi senza riuscire a realizzare un calmieramento dell’imposizione fiscale, è necessario realizzare un concreto recupero dell’evasione fiscale, pena il collasso finanziario dello stato e lo scivolamento a livelli molto bassi dal punto di vista sociale, culturale e democratico. Il ruolo di Equitalia e le prospettive future.

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Foto: Roberto Biagi

21 gennaio: seminario mercato lavoro

licenziatoSEMINARIO MERCATO DEL LAVORO E LICENZIAMENTI: LE NUOVE NORMATIVE

Vi comunichiamo che la giornata seminariale organizzata dalla Fisac Piemonte per il giorno 21 gennaio 2013 si terrà presso il salone Pia Lai, Camera del Lavoro di Torino, via Pedrotti 5 dalle ore 9,30 alle ore 14,00.

I temi saranno affrontati da Alberto Massaia ed é prevista la partecipazione di Graziella Rogolino della Segreteria Regionale della CGIL con delega al Mercato del lavoro.

La Segreteria