CONTRO GLI STEREOTIPI DI GENERE… USA LA LINGUA!

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne,  il Coordinamento Donne Fisac Piemonte, insieme a CGIL Torino ha deciso di approfondire il tema del linguaggio in un’ottica di genere nei diversi ambiti vicini alla nostra attività quotidiana.
Negli scorsi anni, e soprattutto nell’ultimo, abbiamo più volte denunciato come la violenza, le discriminazioni e il sopruso siano stati agiti nel contesto pubblico e politico proprio attraverso l’utilizzo di un linguaggio aggressivo e denigrante che sempre più spesso  colpisce le donne e i loro corpi.
Per offrire un confronto sul tema, analizzandolo da diversi punti di vista, è stato  organizzato il seminario “Contro gli stereotipi di genere…usa la lingua!”  patrocinato dal Centro Interdisciplinare di ricerche e studi delle donne dell’Università degli Studi di Torino.

Al seminario parteciperà con un intervento  anche un’esponente dell’Esecutivo del Coordinamento Donne Fisac Nazionale.

CONTRO GLI STEREOTIPI DI GENERE…
USA LA LINGUA!

26 NOVEMBRE 2019
dalle 14,30 alle 17,30
Palazzina Einaudi – aula 5
corso Regina Margherita 60, Torino

Inoltre, nella medesima giornata alle ore 11,00 presso l’Ipercoop  Parco Dora di via Livorno 49,  la Camera del Lavoro e la Fisac Torino/Piemonte organizzano la visita guidata  alla Mostra d’Arte del progetto artistico dell’Associazione Artemixia “Rosso Indelebile” sulla violenza di genere.

Questo progetto, che  dal 23 novembre al 7 dicembre 2019, in diversi luoghi di Torino e, dal 17 al 18 gennaio 2020, a Moncalieri,  farà da contenitore a momenti di approfondimento, conferenze e incontri finalizzati alla sensibilizzazione e informazione della cittadinanza sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, con il patrocinio di Regione Piemonte, del Consiglio regionale Piemonte, di Città di Torino e delle Circoscrizione I, III, IV e VI.
Il programma e la descrizione del progetto, oltre che alcune anticipazioni, sono tutte già disponibili sul sito: https//rossoindelebile.it/.

Siete tutte e tutti invitati a partecipare e dare massima diffusione alle iniziative:  visita guidata (appuntamento ore 11,00 Ipercoop Parco Dora, via Livorno 49 Torino) e  seminario (appuntamento ore 14,30 Palazzina Einaudi, aula 5, corso Regina Margherita  60, Torino)

Cari saluti

COORDINAMENTO DONNE FISAC PIEMONTE

SEGRETERIA REGIONALE FISAC PIEMONTE

Print Friendly, PDF & Email

DOPO I PRESIDI DI CUNEO E TORINO DEL 13 SETTEMBRE, L’INCONTRO IN REGIONE CON L’ASS. AL LAVORO, ORA CGIL CISL E UIL INCONTRANO I VERTICI DELLA FONDAZIONE CRC: NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI!!!

 

Pubblichiamo il comunicato stampa relativo all’incontro  di Cgil Cisl e Uil e delle rispettive federazioni del credito (FISAC CGIL FIRST CISL UILCA) sulla questione delle ESTERNALIZZAZIONE DI ATTIVITA’ DI UBI SULLA PIAZZA DI CUNEO con i vertici della FONDAZIONE CRC.

In particolare, lunedì 4 novembre le suddette Organizzazioni sindacali hanno incontrato il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo Giandomenico Genta al fine di rappresentare la netta contrarietà e le preoccupazioni crescenti per l’operazione di esternalizzazione di attività del gruppo UBI Banca che sulla piazza di Cuneo coinvolge 37 dipendenti.

 

Di seguito il link al comunicato stampa e 2 articoli della stampa locale di Cuneo:

 

Comunicato UBI Fondazione CRC 4 novembre 2019

 

http://www.targatocn.it/2019/11/07/leggi-notizia/argomenti/economia-7/articolo/esternalizzazione-uffici-ubi-37-cuneesi-coinvolti-fondazione-crc-eserciti-il-ruolo-di-socio-in-di.html

 

https://www.ideawebtv.it/2019/11/07/esternalizzazione-attivita-ubi-banca-su-cuneo-i-sindacati-incontrano-il-presidente-della-crc-genta/

Print Friendly, PDF & Email

ESTERNALIZZAZIONI UBI: OGGI 100 PERSONE. DOMANI?

 PER IL MOMENTO NOI CI MOBILITIAMO!!!!

Si è svolto oggi, venerdì 13 settembre, il presidio unitario a Torino di tutte le sigle sindacali del Credito e delle Assicurazioni per manifestare, con il supporto delle Segreterie Regionali/territoriali, contro la decisione aziendale di procedere ad esternalizzazioni nel Gruppo Ubi Banca.

Il presidio, che ha visto la partecipazione di colleghe e colleghi di numerose banche e assicurazioni, è stato organizzato a supporto della mobilitazione avviata su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle 8 piazze colpite dalle esternalizzazioni (in Piemonte, il polo Ubis di Cuneo).

Abbiamo manifestato unitariamente davanti alla sede della Giunta Regionale! Abbiamo però appreso che la Giunta, convocata per la giornata odierna, non si è tenuta presso la sua legittima sede ma a Novara (Giunta itinerante!). In ogni caso, siamo stati ricevuti dallo staff del Presidente Cirio che, ascoltate le nostre motivazioni, ci ha comunicato che il Presidente si è reso disponibile ad incontrare una nostra delegazione nei prossimi giorni.

Successivamente il presidio si è spostato in Via Santa Teresa, Sede della Direzione Territoriale di Torino di Ubi Banca.

Qualche foto di oggi:

 

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Riteniamo che il presidio di oggi sia stato all’insegna della solidarietà all’interno della nostra categoria e di supporto alla mobilitazione delle 8 piazze interessate dalle cessioni.

Ecco alcune foto del presidio che si è svolto a Cuneo (polo in cui una quarantina di colleghi sono coinvolti dall’operazione) dopo l’assemblea partecipatissima di questa mattina:

 

ARTICOLO DI TARGATO CN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Concluse le assemblee di presentazione della piattaforma di rinnovo del Ccnl

 

Mercoledì 29 maggio, con l’ultima assemblea in Banca Intermobiliare (convocata altresì per la loro preoccupante situazione aziendale), si è concluso il percorso assembleare per la presentazione della piattaforma di rinnovo del contratto nazionale ABI in Piemonte.

Le assemblee sono state capillari nelle aziende e i numeri parlano chiaro! 

121 assemblee e 5.018 colleghi e colleghe del settore che hanno partecipato esprimendo un giudizio favorevole al 97,64%, segnale evidente che questa piattaforma seria, corposa, ambiziosa e innovativa, è una piattaforma che gode di un sostegno molto solido da parte della base.

Ringraziamo tutti i colleghi e le colleghe per la partecipazione e il sostegno dimostrato! Ringraziamo anche tutti i nostri quadri sindacali che hanno lavorato per portare la piattaforma in tutte le aziende del territorio!

Trovate al link seguente il comunicato unitario nazionale:

2019_05_31 Comunicato Unitario presentazione Piattaforma CCNL Credito 

Print Friendly, PDF & Email

La Cgil al fianco degli studenti in corteo – 24 maggio Torino

Oggi 24 maggio a Torino ed in molte altre città, gli studenti scendono nuovamente in piazza per protestare contro il cambiamento climatico e per rivendicare la possibilità di un futuro!! 

La Fisac e la CGIL di Torino partecipano a supporto!! Ecco qualche scatto dal corteo!

 

Print Friendly, PDF & Email

“MUTA LA PELLE DEL MONDO” slow mob domenica 31 marzo a Torino

Domenica 31 marzo alle 16,30, nel centro di Torino, Associazione Artemixia, promuove “Muta la Pelle del Mondo”, slow mob aperto al pubblico in memoria dei migranti morti nel Mar Mediterraneo, una camminata lenta e muta, patrocinata dalle Circoscrizioni di Torino 1 e 4.

Chi vorrà partecipare è inviato a vestirsi, possibilmente, con colori scuri, il ritrovo sarà in Piazza Castello  dove verrà consegnata a ciascun partecipante, una benda da mettere sulla bocca. Il corteo attraverserà lentamente via Roma per finire in Piazza San Carlo.

Per leggere il comunicato stampa completo, fai click  qui

Lo slow mob si inserisce  all’interno di un percorso di sensibilizzazione e di recupero di una narrazione che privilegi la dignità ed il rispetto nei confronti dei tanti esserei umani che lasciano la propria casa muniti solo delle proprie speranze. Questo percorso è iniziato con la mostra della collettiva d’Arte Contemporanea “Di Speranze in Viaggio” alla cui anteprima (svoltasi al teatro Astra lo scorso 6 marzo) è stato presentato il monologo “Due gocce nella polvere” del giovane artista africano richiedente asilo  politico, Alassane Conde.

L’Associazione di promozione sociale Artemixia promuove l’arte in tutte le sue svariate forme, ispirandosi all’idea di cultura come fatto pubblico e collettivo, come in bene di carattere sociale, che concorre alla crescita civile di tutta la comunità.

Vi invitiamo a partecipare!

FISAC CGIL PIEMONTE

 

Print Friendly, PDF & Email

Banca Intermobiliare: apertura delle procedure art. 17 e 20 ccnl….Quando il tempismo è tutto!

Dopo l’assemblea di venerdì 15/3, in cui la maggioranza del Personale del Gruppo BIM si è favorevolmente espressa per iniziative di comunicazione a mezzo stampa e di mobilitazione da attuarsi con uno sciopero nel caso in cui non ci fosse una corretta ripresa delle relazioni industriali, pare che il weekend in Bim sia stato laborioso…. Lunedì 18 marzo, in mattinata, le scriventi OO.SS. hanno ricevuto dall’Azienda la comunicazione formale con oggetto: “Procedura ex artt. 17 e 20 C.C.N.L. per il Settore Credito” e sono state ufficialmente convocate ai tavoli per il 25 marzo ai fini dell’avvio della prima fase della procedura. Un tempismo quanto mai sospetto visto il continuo nostro sollecitare incontri con l’Azienda, con l’Amministratore Delegato, con il Presidente senza risposta alcuna. Consideriamo non casuale il tempismo della consegna, un giorno lavorativo successivo alla data dell’assemblea: lo riteniamo non rispettoso dei colleghi che non hanno avuto la possibilità di confrontarsi sui delicati temi in oggetto.

La predisposizione dell’informativa di apertura della procedura, ben precisa e puntuale, non è stata di certo scritta in un weekend!

Fai click qui per scaricare il comunicato unitario

 

Vedi gli articoli precedenti relativi alla delicata situazione di BIM:

ASSEMBLEA DEL 15 febbraio

preoccupazione per la situazione di Bim

Protocollo Relazioni industriali – accordo su tenuta livelli occupazionali in Bim

Print Friendly, PDF & Email

SIAMO QUELLO CHE DICIAMO Sessismo linguistico e stereotipi di genere

  • Signora maestra, come si forma il femminile?
  • Partendo dal maschile: alla “O” finale si sostituisce una “A”
  • Signora maestra, e il maschile come si forma?
  • Il maschile non si forma, esiste.

 “Diotima. Il pensiero della differenza sessuale”

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi.

Le parole corrispondono alla realtà, o dovrebbero.

Al linguaggio viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà e, quindi, anche dell’identità di genere maschile e femminile: è perciò necessario che sia usato in modo non sessista e non privilegi più, come succede da secoli, il genere maschile né tantomeno continui a tramandare tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne, ma diventi rispettoso di entrambi i generi.

Per secoli la lingua è stata governata da un principio androcentrico: l’uomo è stato il parametro attorno al quale si è organizzato l’universo linguistico. Pensiamo banalmente ad alcune espressioni come “gli uomini della preistoria”, “la storia dell’uomo”, “i diritti dell’uomo”.

A partire dagli anni ’70 i movimenti femministi cominciano ad acquisire la consapevolezza dell’androcentrismo linguistico, lo studio del linguaggio sessista inizia ad avere peso e a fare notizia, ed il movimento femminista fa sentire le proprie rivendicazioni in favore di un linguaggio meno discriminatorio.

L’Italia è arrivata con notevole ritardo (rispetto agli altri paesi occidentali) su questo tema: è solo del 1987 la pubblicazione de “Il sessismo nella lingua italiana” di Alma Sabatini, testo fondamentale che analizza il fenomeno del nostro Paese; nel 2009 in risposta ad un appello uscito su alcuni quotidiani “Per una Repubblica che ci rispetti” che aveva fatto registrare l’adesione di un alto numero di donne è stato organizzato a Roma un convegno dal titolo “Che genere di lingua? Sessismo e potere discriminatorio delle parole”. Curioso, eloquente e ridicolo il modo in cui sui media tale evento è stato riportato: “Tra le altre, sono invitate all’incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del PD Rosy Bindi, il segretario confederale della CGIL Susanna Camusso, il direttore de “L’Unità” Concita De Gregorio, il direttore de “L’Espresso” Daniela Hamaui, il direttore del “Secolo d’Italia” Flavia Perina, il segretario generale della UGL Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera e il presidente della FNSI Lucia Visca”.

Cosa significa tale uso pubblico della lingua che spesso produce confusione e, come abbiamo visto, talora rasenta il ridicolo? In che misura si inserisce in una più generale prevalenza di atteggiamenti sessisti che caratterizzano la scena pubblica del nostro Paese? Si può fare qualcosa per opporsi?

Il problema fondamentale del sessismo linguistico è l’occultamento della donna, dalla sua invisibilità e della valutazione a senso unico di ciò che è maschile, poiché l’unico modello socio culturale riconosciuto è quello del maschio, ovvero del maschio eterosessuale.

Come può essere maschilista l’utilizzo della lingua? Per esempio usando il genere maschile plurale per parlare anche di soggetti femminili (esempio: i diritti dell’uomo, gli uomini della preistoria, la storia dell’uomo, come ricordavamo all’inizio del nostro testo), oppure nell’utilizzo di termini istituzionali e di potere declinati solo al maschile e non al femminile (il deputato, il ministro, il sindaco, l’avvocato, il magistrato, etc). In Italia la difficoltà di designare con sostantivi femminili le donne, soprattutto quando ricoprono ruoli o svolgono professioni di prestigio, è evidente. Eppure la nostra lingua ci offre tutti gli strumenti del caso! Il fatto che fino alla metà del secolo scorso molte professioni fossero pressoché precluse alle donne può spiegare il motivo delle declinazioni maschili delle professioni. Meno si spiega, invece, come mai ancora oggi gran parte delle donne preferisca la designazione maschile (nell’attuale governo sono 5 le donne ministre su 18, nessuna delle quali utilizza il termine “ministra” ma preferiscono essere chiamate “ministro”).

È poi presente un’asimmetria semantica, un prestigio ed autorevolezza accordato ad un termine maschile ma non al corrispettivo femminile (esempio “maestro” indica un’autorità in un determinato campo, o una guida spirituale, “maestra” definisce l’insegnante di scuola elementare; “il governante” indica chi governa ed è alla guida di un Paese, “la governante” indica una collaboratrice domestica; “segretario” si riferisce a persone che ricoprono ruoli di potere legati alla vita pubblica – segretario di partito, di un sindacato, di un’associazione, delle Nazioni Unite -, “segretaria” descrive un ruolo subordinato e non dirigenziale e fa riferimento ad attività impiegatizia, amministrativa, etc).

La scarsa cultura per una lingua di genere è poi evidente su un’altra particolarità: per quale motivo (soprattutto in politica) mentre l’uomo viene designato con il solo cognome (Salvini, Di Maio, Renzi), la donna vede spesso precedere il suo nome dall’articolo “la” (la Boldrini, la Bonino, la Carfagna)?

Se imparo una parola, imparo anche l’idea che sta dietro ad essa: la grammatica italiana ci dà tutti gli strumenti per nominare il femminile, se noi occultiamo la parola femminile, ne occultiamo anche l’idea.

La lingua non solo manifesta, ma condiziona il nostro modo di pensare: essa incorpora una visione del mondo e ce la impone. Siamo noi ad essere parlati dalla nostra lingua, anziché essere noi a parlarla. L’uso del maschile generico è davvero tale o nasconde le donne dietro un uso del linguaggio che è retaggio di una cultura maschilista? Su questo argomento è stato fatto un interessante esperimento: è stato fatto leggere un articolo giornalistico in cui si descrive una nuova tecnica neurochirurgica sperimentata da due medici, una donna ed un uomo. Nell’articolo in questione l’unico indizio che permette l’identificazione sessuale dei due medici è il nome personale, in tutto il resto dell’articolo viene utilizzato il maschile plurale generico. Il nome dei due medici è stato cancellato e l’articolo è stato fatto leggere a 20 donne e 20 uomini. Dopo la lettura è stato chiesto al campione di lettori di identificare il sesso dei due medici: il 95% del campione (sia uomini che donne) ha risposto che entrambi i medici erano uomini; dopo aver mostrato alcune foto (5 foto di medici maschi e 5 di femmine) la percentuale è cambiata: in questo caso il 40% delle donne ed il 20% degli uomini ha risposto che tra i due medici poteva esserci una donna!

La più importante istituzione che dovrebbe portare avanti una sorta di “liberazione” dagli stereotipi sessisti nell’utilizzo della lingua dovrebbe essere la scuola e lo strumento chiave da cui partire dovrebbero essere i libri di testo. Purtroppo questo non avviene come viene dimostrato da diverse ricerche in questo campo.

L’ipotesi da cui si muovono questi studi è che i libri di testo debbano offrire una immagine realistica della società e suggerire a bambine e bambini una varietà di modelli, di situazioni da cui attingere per costruire un’immagine coerente di sé e del mondo esterno in modo da predisporsi al cambiamento, alla trasformazione dei ruoli, alla mobilità sociale.

Accanto ad alcuni lodevoli sforzi, è invece prevalente una tendenza all’immobilismo e alla mancanza di realismo nella rappresentazione del mondo del lavoro, nel linguaggio e soprattutto nell’attribuzione dei ruoli e delle mansioni che vede le donne relegate nelle posizioni tradizionali secondo cliché desueti.

Un quadro molto chiaro lo si ricava da un’indagine realizzata da Irene Biemmi (ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze) sui testi per la quarta elementare delle maggiori case editrici italiane. Secondo i risultati di questa ricerca il genere femminile è sotto rappresentato: ogni 16 protagonisti uomini ci sono 10 donne. Le donne poi vengono caratterizzate da aggettivi come: pettegole, invidiose, smorfiose, affettuose, apprensive, premurose, pazienti, tenere, vergognose, servizievoli, comprensive, docili. Tra gli aggettivi riferiti esclusivamente al genere maschile si trovano: sicuro, coraggioso, serio, orgoglioso,  onesto, ambizioso, minaccioso, pensieroso, fiero, duro, generoso, egoista, iroso, saggio, audace, libero. Tra i protagonisti maschili il 70% lavora (contro il 56% delle donne) e ha 50 diverse professioni (tra cui re, cavaliere, marinaio, medico, scienziato, mago, ingegnere, direttore d’orchestra). Tra i personaggi femminili le professioni sono 15 di carattere prevalentemente domestico e quasi del tutto slegate dalla realtà (la maestra è la professione più frequente, ma ci sono anche strega, principessa, fata, casalinga).

La scuola in Italia continua così a tramandare modelli rigidi e fuori tempo, sulla base delle quali le bambine ed i bambini formeranno le loro rispettive identità di genere e le loro relazioni.

Come ha affermato Giuliana Giusti, docente di glottologia e linguistica a Ca’ Foscari a Venezia, “dato che il linguaggio è un codice  inconscio che permea la nostra percezione della realtà dai primi giorni di vita, possiamo immaginare la potenza devastante che potrebbe avere un lessico dove le funzioni alte sono al maschile e le corrispondenti funzioni basse al femminile nella costruzione dell’identità di genere in Italia, un’identità già minata da ogni tipo di linguaggio non verbale”.

Se noi donne per prime cominciassimo a riconoscerci con un’identità femminile nel mondo del lavoro e nella definizione delle professioni, avremmo già compiuto un passo in avanti per scardinare, anche attraverso il linguaggio, l’atavica subalternità dei ruoli, perché la lingua non è neutra ed il suo uso non è innocente.

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

Print Friendly, PDF & Email

TEATRO ASTRA 6 MARZO 2019: SPETTACOLO TEATRALE “DUE GOCCE NELLA POLVERE” E MOSTRA ARTE CONTEMPORANEA “DI SPERANZE IN VIAGGIO”

La Fisac CGIL Torino e Piemonte è lieta di invitare le proprie iscritte ed iscritti a due importanti eventi culturali che avranno luogo il 6 marzo 2019 a partire dalle ore 20 presso il Teatro Astra (Via Rosolino Pilo 6 torino): lo spettacolo teatrale DUE GOCCE NELLA POLVERE e la Collettiva d’Arte Contemporanea DI SPERANZE IN VIAGGIO.

Lo  Spettacolo DUE GOCCE NELLA POLVERE è uno spettacolo teatrale  autobiografico di Alassan Conde, ragazzo africano richiedente asilo e facente parte del progetto teatrale di accoglienza Black Fabula, formazione di teatro-danza creata nell’aprile 2015, diretta da Beppe Gromi, inizialmente composta da dieci giovani richiedenti asilo provenienti da diversi paesi africani e sostenuta dalle associazioni Fabula Rasa Onlus, M.O.V. Moderne Officine Valsusa e dal Comune di Almese che nel gennaio 2015 accolse 51 richiedenti asilo.

Alassan Conde è un ragazzo di 25 anni con un grande talento nella danza, nel teatro fisico e nel teatro d’attore.

Il testo è dello stesso Alassan Conde e di Beppe Gromi, regista dello spettacolo, direttore artistico della compagnia Fabula Rasa nonché ideatore e curatore del progetto Black Fabula

Le coreografie sono della danzatrice e coreografa Debora Giordi.

È ricca d’esperienze la giovane vita che Alassan racconta con lo sguardo, la voce e il corpo in movimento, la danza.

Alassan nasce in Guinea Conakry nel 1993. Il primo respiro al lato della strada del mercato condiviso con un altro Alassan, “goccia gemella” che la polvere asciugherà nel tragitto verso casa, segna una contiguità tra vita e morte che tornerà ancora e ancora…

In scena un attore ed un pallone, quello dei giochi d’infanzia, delle infinite partite tra ragazzini, dei sogni di una vita da campione che si trasforma via via nel mondo dalle inaspettate strade d’ombre e di luce.

Dopo un’infanzia e un’adolescenza “come tante” in cui riecheggiano nella lingua natia le voci della madre saggia e rigorosa e delle care sorelle accanto ai suoni del francese e dell’arabo studiati a scuola, in un giorno dei suoi vent’anni Alassan cammina nella polvere solo, sanguinante, confuso e senza più nulla a cui ritornare.

Sa che deve andare via, unica compagna la vivida memoria del nonno, guerriero imbattibile, veloce come il vento, anch’egli scappato dal paese d’origine per sfuggire alla violenza. Il viaggio verso l’ignoto inizia grazie ad un camionista che lo raccoglie e lo porta al confine, lo consiglia e aiuta.

Seguiranno altri confini evocati in un crescendo denso di immagini, suoni e silenziperchè non di tutto si può dire, nel profondo resta “qualcosa che non trova pace neanche quando rido”, fino all’approdo a Siracusa e poi in Piemonte. Una nuova lingua da imparare, una nuova casa, il Teatro, con la cassetta degli attrezzi dell’attore e tanto studio e presenza, passione, prove e prove…

Per riconoscersi attraverso nuove parole, per comunicare e testimoniare la resilienza.

Tante sono le vite che si riflettono negli occhi di Alassan. Vite passate, di oggi e di domani, giacché la vita di noi esseri umani è storia di viaggi e migrazioni da sempre. Lo spettatore ne è coinvolto a livello dei sensi, della mente e del cuore. Lo spettacolo in cui la verità dell’esperienza e il “gioco” del teatro, mai fine a sé stesso, si rispecchiano ed armonizzano ci lascia il dono prezioso dell’autenticità.

“Che bello quando i bambini possono fare i bambini e basta” è una frase importante dello spettacolo. Alassan avrebbe voluto giocare e sognare il futuro sul campo di calcio e il suo racconto ha in buona parte la forma di un pallone che rimbalza e ad ogni rimessa in gioco rivela imprevisti, ricordi e nuove emozioni.

Una difficile prova attoriale per un ragazzo che affronta un testo in lingua italiana dopo solo tre anni di permanenza nel nostro Paese. Attraverso la scrittura e la recitazione di questo spettacolo, Alassan mette in atto un gesto intimo salvifico e riprende in mano la propria vita. È un atto di riconquista del proprio essere, è come rinascere per dare voce a tutte le voci che non potranno raccontare la loro storia. Un atto d’amore per la vita e un invito alla resilienza, ancora più difficile e significativo se pensiamo alla situazione attuale del nostro Paese.

“Due gocce nella polvere” è un concerto di emozioni che nascono dallo sguardo del suo protagonista e si riversano sul pubblico come filamenti di paesaggi interiori, creando un’atmosfera emotiva molto densa e tessendo una trama narrativa che investe lo spazio scenico con delicatezza e verità.

Spensieratezza e tragedia, voli e cadute, amori e amicizie, sogni e paure fino a quando ti manca il fiato e devi ridisegnarti la vita, innestando le radici in un nuovo terreno che è spesso troppo arido e impenetrabile.

 

Print Friendly, PDF & Email