SIAMO QUELLO CHE DICIAMO Sessismo linguistico e stereotipi di genere

  • Signora maestra, come si forma il femminile?
  • Partendo dal maschile: alla “O” finale si sostituisce una “A”
  • Signora maestra, e il maschile come si forma?
  • Il maschile non si forma, esiste.

 “Diotima. Il pensiero della differenza sessuale”

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi.

Le parole corrispondono alla realtà, o dovrebbero.

Al linguaggio viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà e, quindi, anche dell’identità di genere maschile e femminile: è perciò necessario che sia usato in modo non sessista e non privilegi più, come succede da secoli, il genere maschile né tantomeno continui a tramandare tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne, ma diventi rispettoso di entrambi i generi.

Per secoli la lingua è stata governata da un principio androcentrico: l’uomo è stato il parametro attorno al quale si è organizzato l’universo linguistico. Pensiamo banalmente ad alcune espressioni come “gli uomini della preistoria”, “la storia dell’uomo”, “i diritti dell’uomo”.

A partire dagli anni ’70 i movimenti femministi cominciano ad acquisire la consapevolezza dell’androcentrismo linguistico, lo studio del linguaggio sessista inizia ad avere peso e a fare notizia, ed il movimento femminista fa sentire le proprie rivendicazioni in favore di un linguaggio meno discriminatorio.

L’Italia è arrivata con notevole ritardo (rispetto agli altri paesi occidentali) su questo tema: è solo del 1987 la pubblicazione de “Il sessismo nella lingua italiana” di Alma Sabatini, testo fondamentale che analizza il fenomeno del nostro Paese; nel 2009 in risposta ad un appello uscito su alcuni quotidiani “Per una Repubblica che ci rispetti” che aveva fatto registrare l’adesione di un alto numero di donne è stato organizzato a Roma un convegno dal titolo “Che genere di lingua? Sessismo e potere discriminatorio delle parole”. Curioso, eloquente e ridicolo il modo in cui sui media tale evento è stato riportato: “Tra le altre, sono invitate all’incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del PD Rosy Bindi, il segretario confederale della CGIL Susanna Camusso, il direttore de “L’Unità” Concita De Gregorio, il direttore de “L’Espresso” Daniela Hamaui, il direttore del “Secolo d’Italia” Flavia Perina, il segretario generale della UGL Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera e il presidente della FNSI Lucia Visca”.

Cosa significa tale uso pubblico della lingua che spesso produce confusione e, come abbiamo visto, talora rasenta il ridicolo? In che misura si inserisce in una più generale prevalenza di atteggiamenti sessisti che caratterizzano la scena pubblica del nostro Paese? Si può fare qualcosa per opporsi?

Il problema fondamentale del sessismo linguistico è l’occultamento della donna, dalla sua invisibilità e della valutazione a senso unico di ciò che è maschile, poiché l’unico modello socio culturale riconosciuto è quello del maschio, ovvero del maschio eterosessuale.

Come può essere maschilista l’utilizzo della lingua? Per esempio usando il genere maschile plurale per parlare anche di soggetti femminili (esempio: i diritti dell’uomo, gli uomini della preistoria, la storia dell’uomo, come ricordavamo all’inizio del nostro testo), oppure nell’utilizzo di termini istituzionali e di potere declinati solo al maschile e non al femminile (il deputato, il ministro, il sindaco, l’avvocato, il magistrato, etc). In Italia la difficoltà di designare con sostantivi femminili le donne, soprattutto quando ricoprono ruoli o svolgono professioni di prestigio, è evidente. Eppure la nostra lingua ci offre tutti gli strumenti del caso! Il fatto che fino alla metà del secolo scorso molte professioni fossero pressoché precluse alle donne può spiegare il motivo delle declinazioni maschili delle professioni. Meno si spiega, invece, come mai ancora oggi gran parte delle donne preferisca la designazione maschile (nell’attuale governo sono 5 le donne ministre su 18, nessuna delle quali utilizza il termine “ministra” ma preferiscono essere chiamate “ministro”).

È poi presente un’asimmetria semantica, un prestigio ed autorevolezza accordato ad un termine maschile ma non al corrispettivo femminile (esempio “maestro” indica un’autorità in un determinato campo, o una guida spirituale, “maestra” definisce l’insegnante di scuola elementare; “il governante” indica chi governa ed è alla guida di un Paese, “la governante” indica una collaboratrice domestica; “segretario” si riferisce a persone che ricoprono ruoli di potere legati alla vita pubblica – segretario di partito, di un sindacato, di un’associazione, delle Nazioni Unite -, “segretaria” descrive un ruolo subordinato e non dirigenziale e fa riferimento ad attività impiegatizia, amministrativa, etc).

La scarsa cultura per una lingua di genere è poi evidente su un’altra particolarità: per quale motivo (soprattutto in politica) mentre l’uomo viene designato con il solo cognome (Salvini, Di Maio, Renzi), la donna vede spesso precedere il suo nome dall’articolo “la” (la Boldrini, la Bonino, la Carfagna)?

Se imparo una parola, imparo anche l’idea che sta dietro ad essa: la grammatica italiana ci dà tutti gli strumenti per nominare il femminile, se noi occultiamo la parola femminile, ne occultiamo anche l’idea.

La lingua non solo manifesta, ma condiziona il nostro modo di pensare: essa incorpora una visione del mondo e ce la impone. Siamo noi ad essere parlati dalla nostra lingua, anziché essere noi a parlarla. L’uso del maschile generico è davvero tale o nasconde le donne dietro un uso del linguaggio che è retaggio di una cultura maschilista? Su questo argomento è stato fatto un interessante esperimento: è stato fatto leggere un articolo giornalistico in cui si descrive una nuova tecnica neurochirurgica sperimentata da due medici, una donna ed un uomo. Nell’articolo in questione l’unico indizio che permette l’identificazione sessuale dei due medici è il nome personale, in tutto il resto dell’articolo viene utilizzato il maschile plurale generico. Il nome dei due medici è stato cancellato e l’articolo è stato fatto leggere a 20 donne e 20 uomini. Dopo la lettura è stato chiesto al campione di lettori di identificare il sesso dei due medici: il 95% del campione (sia uomini che donne) ha risposto che entrambi i medici erano uomini; dopo aver mostrato alcune foto (5 foto di medici maschi e 5 di femmine) la percentuale è cambiata: in questo caso il 40% delle donne ed il 20% degli uomini ha risposto che tra i due medici poteva esserci una donna!

La più importante istituzione che dovrebbe portare avanti una sorta di “liberazione” dagli stereotipi sessisti nell’utilizzo della lingua dovrebbe essere la scuola e lo strumento chiave da cui partire dovrebbero essere i libri di testo. Purtroppo questo non avviene come viene dimostrato da diverse ricerche in questo campo.

L’ipotesi da cui si muovono questi studi è che i libri di testo debbano offrire una immagine realistica della società e suggerire a bambine e bambini una varietà di modelli, di situazioni da cui attingere per costruire un’immagine coerente di sé e del mondo esterno in modo da predisporsi al cambiamento, alla trasformazione dei ruoli, alla mobilità sociale.

Accanto ad alcuni lodevoli sforzi, è invece prevalente una tendenza all’immobilismo e alla mancanza di realismo nella rappresentazione del mondo del lavoro, nel linguaggio e soprattutto nell’attribuzione dei ruoli e delle mansioni che vede le donne relegate nelle posizioni tradizionali secondo cliché desueti.

Un quadro molto chiaro lo si ricava da un’indagine realizzata da Irene Biemmi (ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze) sui testi per la quarta elementare delle maggiori case editrici italiane. Secondo i risultati di questa ricerca il genere femminile è sotto rappresentato: ogni 16 protagonisti uomini ci sono 10 donne. Le donne poi vengono caratterizzate da aggettivi come: pettegole, invidiose, smorfiose, affettuose, apprensive, premurose, pazienti, tenere, vergognose, servizievoli, comprensive, docili. Tra gli aggettivi riferiti esclusivamente al genere maschile si trovano: sicuro, coraggioso, serio, orgoglioso,  onesto, ambizioso, minaccioso, pensieroso, fiero, duro, generoso, egoista, iroso, saggio, audace, libero. Tra i protagonisti maschili il 70% lavora (contro il 56% delle donne) e ha 50 diverse professioni (tra cui re, cavaliere, marinaio, medico, scienziato, mago, ingegnere, direttore d’orchestra). Tra i personaggi femminili le professioni sono 15 di carattere prevalentemente domestico e quasi del tutto slegate dalla realtà (la maestra è la professione più frequente, ma ci sono anche strega, principessa, fata, casalinga).

La scuola in Italia continua così a tramandare modelli rigidi e fuori tempo, sulla base delle quali le bambine ed i bambini formeranno le loro rispettive identità di genere e le loro relazioni.

Come ha affermato Giuliana Giusti, docente di glottologia e linguistica a Ca’ Foscari a Venezia, “dato che il linguaggio è un codice  inconscio che permea la nostra percezione della realtà dai primi giorni di vita, possiamo immaginare la potenza devastante che potrebbe avere un lessico dove le funzioni alte sono al maschile e le corrispondenti funzioni basse al femminile nella costruzione dell’identità di genere in Italia, un’identità già minata da ogni tipo di linguaggio non verbale”.

Se noi donne per prime cominciassimo a riconoscerci con un’identità femminile nel mondo del lavoro e nella definizione delle professioni, avremmo già compiuto un passo in avanti per scardinare, anche attraverso il linguaggio, l’atavica subalternità dei ruoli, perché la lingua non è neutra ed il suo uso non è innocente.

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

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Coordinamento Donne Fisac Piemonte

Martedì 13 novembre si e’ riunito il Coordinamento Donne della Fisac Piemonte che aveva all’ordine del giorno l’elezione della nuova Coordinatrice.

Le compagne hanno eletto come Coordinatrice Gloria Pecoraro, alla quale tutte noi auguriamo Buon Lavoro!!! 

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Buon 8 marzo a tutte! DONNA, lo sai che dal 1° GENNAIO al 28 FEBBRAIO DI OGNI ANNO LAVORI GRATIS?

 
Il 28 febbraio è la Giornata Europea per l’eliminazione del divario salariale tra uomini e donne. I dati statistici ci dicono che ancora oggi le donne, a parità di lavoro prestato, guadagnano molto meno dei loro colleghi uomini: una differenza che, su base annua, equivale a due mesi di lavoro non retribuito.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna vi inviamo una nostra riflessione,  parte di un lavoro sul tema che il Coordinamento Donne della Fisac Piemonte sta portando avanti e che, una volta ultimato, verrà pubblicato sul sito. 

Scarica qui il nostro approfondimento!

 

Buona lettura!

Coordinamento Donne Fisac Piemonte

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Sono in distribuzione i Calendari 8 marzo 2018!

Il diritto di contare

Le donne e la scienza, tra stereotipo e discriminazione

Nell’ottobre 2016 il matematico saggista Piergiorgio Odifreddi, riferendosi allo scarso numero di premi Nobel scientifici vinti dalle donne, così scriveva su Repubblica: “Una progressione discendente, che sembra indicare come l’attitudine femminile sia direttamente proporzionale alla concretezza e indirettamente proporzionale all’astrazione.”, dimenticando con candida leggerezza come il secolare fardello di discriminazioni e pregiudizi abbia tenuto le donne lontane dagli studi scientifici. Lo stereotipo che le donne per natura non siano portate all’astrazione del pensiero scientifico è ben duro a morire; ancora oggi le bambine sono meno incentivate verso gli studi tecnico-scientifici proprio a causa degli stereotipi di genere. Il grande matematico Carl Friedrich Gauss ne era già consapevole quando, nel 1807, così scriveva alla sua collega Sophie Germain: “Quando una persona appartiene al sesso che per colpa dei nostri costumi e pregiudizi si trova ad affrontare infiniti più ostacoli e difficoltà di un uomo, ma ciononostante supera questi ostacoli e riesce a comprendere in profondità le più oscure parti di questi spinosi problemi astratti, deve senza dubbio avere il coraggio più nobile, il talento più straordinario, una genialità superiore.” Abbiamo voluto dedicare il calendario 8 marzo 2018 a donne di scienza del passato e del presente, famose e meno famose, troppo spesso discriminate e talvolta derubate dei risultati del proprio lavoro. Speriamo che i volti e le storie di queste scienziate raggiungano tutti i luoghi di lavoro, ed in particolare tutte le nostre iscritte. Nella costruzione di una società più civile è necessario educare tutti e tutte a combattere gli stereotipi di genere, causa di discriminazioni, disparità e spreco di talenti. 

Esecutivo Nazionale Donne Fisac CGIL

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25 NOVEMBRE 2017 GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: RIPRENDIAMOCI LA LIBERTA’

Anche quest’anno i dati sulla violenza contro le donne sono impressionanti:

in Italia sono state uccise 84 donne dall’inizio dell’anno, l’epilogo tragico molto spesso è stato preannunciato da numerosi atti di violenza; circa il 20% di questi femminicidi sono stati preceduti dal divieto di avvicinamento da parte delle Autorità contro quelli che si sono dimostrati essere aguzzini.

Sempre nel nostro Paese, nel corso della propria vita, circa 4 milioni e 500 mila donne sono state vittime di violenza sessuale.

Cosa accomuna le storie di tutte queste donne?

Oltre all’appartenenza al genere femminile, spesso non hanno null’altro in comune: alcune sono giovani, altre giovanissime, altre anziane.

Sono bionde, more, rosse, grasse, magre, povere, ricchissime, laureate, semi analfabete.

I loro persecutori, i loro assassini, sono tutti uomini e quasi sempre non sono uomini qualsiasi: sono mariti, fidanzati, ex partner,  padri,  figli.

Vi invitiamo alla visione del video che il Coordinamento Donne della Fisac Cgil Piemonte ha realizzato su questi temi.

 

 

 

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Coordinamento Donne Fisac Piemonte – NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE! Anche nei testi delle canzoni!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica il volantino!

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8 marzo 2017 e appalti nel nostro settore! Una buona ragione per sostenere i referendum Cgil

Quest’anno vogliamo cogliere l’occasione, attraverso il nostro lavoro, di legare riflessioni e ragionamenti in ottica di superamento delle discriminazioni di genere dedicando la giornata internazionale della donna ad una categoria di lavoratrici presenti all’interno del nostro settore, la cui voce è poco ascoltata e della cui tutela si occupa uno dei quesiti referendari presentati dalla CGIL, quello sulla responsabilità negli APPALTI: si tratta delle lavoratrici degli appalti delle pulizie nelle agenzie bancarie.

Buona lettura

Coordinamento Donne Fisac Cgil Piemonte

 

puoi scaricare il volantino 8 marzo 2017 cliccando qui

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Iniziative Cgil per l’8 marzo

Quest’anno le iniziative della Camera del Lavoro di Torino e della Cgil Piemonte per la Giornata Internazionale della Donna sono tante, con un primo appuntamento già per domani, 7 marzo.

La Cgil Torino ha organizzato, infatti, un’iniziativa (7 marzo ore 15.30 in Via Pedrotti) che ha l’obiettivo di coinvolgere anche il mondo maschile nelle riflessioni sulle discriminazioni di genere.

Parteciperà come relatrice Gloria Pecoraro – Segreteria Regionale Fisac – portando come contributo il lavoro che abbiamo realizzato in occasione dello scorso 25 novembre sul tema della violenza di genere: la realizzazione dell’intervista all’associazione “Cerchio degli uomini”.

Per scaricare la locandina clicca qui – 7 marzo 2017

 

Nella giornata dell’8 marzo, invece, è stata organizzata un’iniziativa che lega la giornata Internazionale della Donna ad uno dei temi affrontati dai nostri referendum, quello sugli APPALTI:
– al mattino (dalle ore 10 alle ore 12,00 in piazza Palazzo di Città) si svolgerà l’assemblea sindacale delle lavoratrici e lavoratori degli appalti del Comune di Torino e della Città Metropolitana con l’obiettivo di sensibilizzare la giunta e tutti gli assessorati del Comune.

Segue al pomeriggio il corteo della Rete Nonunadimeno Torino, corteo che partirà alle ore 16,00 in piazza XVIII Dicembre (Porta Susa) e al quale vi invitiamo a partecipare!

 

 

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“Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole”. [John Lennon]

non-una-di-meno

Quest’anno il contributo del Coordinamento della Fisac Piemonte per la ricorrenza del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, è una bella intervista ad un’Associazione di Uomini presente sul nostro territorio, CERCHIO DEGLI UOMINI.

Questa associazione maschile si rivolge agli uomini che si accorgono di avere reazione fisiche o verbali violente, di essere soggetti ad ira, prevalentemente nei confronti delle donne della loro vita.

Pensiamo che coinvolgere gli uomini sia il modo migliore per affrontare il problema da un punto di vista più completo e più consapevole!

 Di seguito trovate il lavoro che abbiamo predisposto:

INTERVISTA Cerchio degli Uomini_25 novembre_no-alla-violenza-sulle-donne

Buona lettura!

Il coordinamento Donne Fisac del Piemonte

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Approfondimento sullo Smart Working – Esecutivo Donne Nazionale

logoIl 7 ottobre u.s. si è tenuto a Roma il Coordinamento Donne Nazionale Fisac.

Mettiamo a disposizione di tutti la corposa relazione dell’Esecutivo Donne che si articola su varie tematiche.

Vi segnaliamo nella seconda sezione del documento un bellissimo lavoro di approfondimento sullo Smart Working che ne delinea le caratteristiche, i tratti comuni degli accordi sottoscritti, le criticità che lo strumento potrebbe porre e l’evoluzione normativa (disegno di legge in corso di discussione in Parlamento, legge approvata in Francia)

 Per scaricare il documento clicca qui    relazione07-10-2016-smart-working

 

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