MONTE PEGNI TORINO: NONOSTANTE IL DISINTERESSE AZIENDALE, I COLLEGHI NON SONO NE’ SOLI, NE’ RASSEGNATI

Lunedì 18 novembre abbiamo appreso da un comunicato stampa di Banca Sistema che Intesa Sanpaolo aveva concluso un accordo di cessione del Ramo di Impresa del Credito su Pegno. Al di là della surreale modalità attraverso la quale colleghi e sindacato sono venuti a conoscenza della vicenda, la FISAC di questo territorio ha immediatamente iniziato a raccogliere e mettere in ordine le informazioni necessarie ad avviare la gestione di questo processo. Nello specifico abbiamo:
– censito le posizioni professionali presenti al Monte Pegni di Torino, iniziando anche a raccogliere le specificità individuali;
– raccolto le informazioni numeriche sull’insieme dei Monte Pegni presenti in azienda;
– preso contatto con le organizzazioni sindacali delle aziende che avevano ceduto il settore Pegni nell’ambito dell’anno scorso (Credito Valtellinese e Unicredit) per verificare in quali condizioni si fosse svolta la cessione e come fosse stata gestita sindacalmente;
– studiato la storia operativa e la composizione azionaria di Banca Sistema, nonché abbiamo iniziato a informarci sulle condizioni contrattuali applicate in quella azienda;
– coinvolto i nostri consulenti legali per avviare gli approfondimenti del caso;
– raccolto informazioni sui tempi entro cui l’operazione sarò perfezionata.
La settimana scorsa abbiamo iniziato ad incontrare i colleghi del Monte Pegni, per condividere con chi di loro fosse interessato le informazioni raccolte e soprattutto definire una linea comune che – partendo dalle loro preoccupazioni ed esigenze concrete – possa essere alla base delle richieste che saranno avanzate nella trattativa unitaria che sarà svolta ai sensi delle procedure previste dal CCNL. Tra i temi emersi con maggior forza ci sono: le Garanzie occupazionali, la Previdenza Integrativa, l’Assistenza sanitaria, le Condizioni agevolate, la Mobilità, lo Sviluppo professionale, il Sistema di Conciliazione Vita – Lavoro. Nei prossimi giorni continueremo ad incontrare i colleghi, per affinare i temi i discussione e aggiornare le informazioni via via disponibili. La nostra RSA del Monte Pegni – collega in servizio in quella realtà che quindi condivide in prima persona la quotidianità del lavoro e le preoccupazioni per la fase in corso, ma anche sindacalista esperta e con specifiche competenze negoziali – sarà un importante punto di riferimento. Vogliamo infine stigmatizzare il comportamento aziendale tenuto finora nella gestione di questa vicenda.
– La decisione di cedere il settore del Credito su Pegno è una scelta assolutamente non condivisibile: mette fuori dall’azienda una importante fonte di utili, dimostra quale sia il vero interesse (leggasi nessuno) della banca per le fasce di popolazione più in difficoltà, cancella con un semplice atto notarile tutta la propria storia, dimenticandosi da dove ha avuto origine fin dal 1563.
– L’assenza di una comunicazione strutturata e formale ai colleghi da parte di Intesa Sanpaolo sulla decisione di vendere il Credito su Pegno, nel mentre l’acquirente comunicava l’acquisizione attraverso un comunicato stampa denota quantomeno sottovalutazione e approssimazione.
– Il fatto che tuttora – a distanza di due settimane dall’annuncio dell’operazione di cessione – nessun rappresentante aziendale di nessun livello abbia deciso di “metterci la faccia” e incontrare i colleghi del Monte Pegni per fare un punto dimostra sconsolante disinteresse e lontananza. Confidiamo che questa distanza venga colmata al più presto.
Tutta questa vicenda è partita molto male e a quanto pare stenta a raddrizzarsi. Nonostante questo, e nonostante le ovvie preoccupazioni, i colleghi del Monte Pegni sono orgogliosi del loro lavoro e della loro professionalità e sono determinati a organizzarsi e battersi per difendere i propri diritti e le proprie certezze. Noi siamo convintamente e senza tentennamenti o furbizie di bottega al fianco di tutti loro.

Torino, 2 dicembre 2019

     RSA FISAC/CGIL                  
MONTE PEGNI TORINO         
    INTESA SANPAOLO          
        AREA TORINO                                   

 COORDINATORI FISAC/CGIL
          AREA TORINO 
       INTESA SANPAOLO

  SEGRETERIA FISAC/CGIL
      TORINO E PIEMONTE   

 

MONTE PEGNI

1969-2019

1969: autunno caldo. Alla Fiat Mirafiori di Torino iniziano le agitazioni operaie che segneranno la storia della lotta operaia e che culmineranno nella conquista dello Statuto dei lavoratori. Questo grande movimento sociale avrà termine il 14 ottobre del 1980 quando la cosiddetta marcia dei quarantamila porterà alla resa del sindacato e alla chiusura di una stagione di grandi speranze collettive e di lotte sociali.
 A 50 anni dall’autunno caldo cosa rimane di quelle lotte alle nuove generazioni di lavoratori? Una memoria da coltivare e da trasmettere che come un passaggio di testimone consegni alle nuove generazioni prospettive di lotta per i propri diritti ridotti sempre di più all’osso. 
Questo documentario vuole raccontare e condividere la memoria di quelle persone che credettero e si impegnarono nell’ideale di una società migliore in cui la classe operaia potesse trovare il suo giusto riconoscimento sociale e politico; persone che ai tempi tra loro si chiamavano semplicemente compagni.
 
Durante la serata sarà presentato il progetto e proiettata una “demo” del documentario ancora in fase di lavorazione
 
Centro Studi Sereno Regis – Via Garibaldi 13, Torino
4 dicembre 2019 – ore 21
Ingresso libero

BIM: dopo un percorso duro e in salita, riteniamo di aver siglato un’ipotesi di accordo che in un contesto aziendale critico, con premesse di ricadute occupazionali devastanti, può veramente definirsi un ottimo risultato. Adesso la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori

IPOTESI DI ACCORDO RAGGIUNTA

Care colleghe, cari colleghi,

dopo un’estenuante trattativa di circa due mesi nella serata del 27 novembre si è addivenuti alla firma di un’ipotesi di accordo in un contesto di estrema difficoltà. Come già più volte ribadito nei precedenti comunicati, le scriventi OO.SS. hanno sempre espresso la propria contrarietà ad un Piano Strategico basato prevalentemente sulla riduzione degli organici. Con senso di responsabilità abbiamo lavorato per la sostenibilità dei principi di equità e solidarietà sociale attraverso azioni coerenti volte a ottenere per tutti i colleghi le tutele previste dal nostro CCNL e dagli altri strumenti normativi di settore, strumenti che l’azienda dichiarava di non voler utilizzare se non dopo una pesante riduzione del personale tramite uscite volontarie “incentivate” con cifre inferiori agli standard di categoria. Da questo nostro impegno a garantire che venisse rispettato quanto prescritto dal nostro Contratto Nazionale e dal principio di volontarietà di utilizzo degli strumenti di settore è stata definita questa ipotesi di accordo che verrà sottoposta al vaglio dell’Assemblea dei Lavoratori perché diventi efficace.

Andiamo ad elencare di seguito i punti salienti contenuti nell’ipotesi di accordo che verranno comunque esaminati in dettaglio durante l’Assemblea dei Lavoratori che si terrà lunedì 2 dicembre:

a) Prepensionamenti: I colleghi che matureranno i requisiti pensionistici tra il 1°.01.2020 e il 31.12.2022 avranno la possibilità di accedere al Fondo di solidarietà (prepensionamenti) con garanzie su eventuali modifiche della legge pensionistica. Per tutta la durata di permanenza nel fondo verranno garantite l’assistenza sanitaria, le condizioni bancarie e creditizie agevolate tempo per tempo vigenti e il contributo della Banca al fondo pensione. La Banca e Symphonia si riservano, comunque, la facoltà di non accettare – senza limite numerico – domande di accesso ai prepensionamenti se provenienti da personale che gestisca fasce di clientela e/o portafogli di clienti con mansioni di relationship manager e/o private banker.

b) Accesso al fondo emergenziale: i colleghi che non hanno i requisiti per i prepensionamenti di cui al punto a), e che non aderiscono alla successiva opzione c), potranno accedere, su base volontaria, al fondo emergenziale con una risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro. L’accesso al fondo emergenziale consente un sostegno al reddito per 24 mesi ed eventualmente un sostegno al reddito per ulteriori 12 mesi finanziato dal FOC se verranno utilizzati i servizi di outplacement forniti, su richiesta, dall’Azienda. Coloro che aderiranno a questa opzione riceveranno un incentivo pari a 18 mensilità lorde (in aggiunta alle ordinarie spettanze di fine rapporto, ivi comprese le ferie maturate e non godute e TFR) quale corrispettivo della non opposizione al licenziamento. Di seguito si riportano i massimali mensili previsti dall’articolo 12, comma 3, del D.I. n. 83486/2014, per l’assegno emergenziale, aggiornati per l’anno 2019, nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi. L’importo indicato in prima fascia, calcolato sull’80% della retribuzione lorda mensile, è indicato al lordo e al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge n. 41/1986, che attualmente è pari al 5,84%.

Massimali assegno emergenziale:

Retribuzione tabellare annua lorda (euro) % retribuzione tabellare lorda mensile Importo al lordo della riduzione 5,84 (art. 26, L. n. 41/1986) (euro) Importo al netto della riduzione 5,84 (art. 26, L. n. 41/1986) (euro)
Inferiore a 41.621,22 80% 2.431,19 2.289,21
Compresa tra 41.621,22– 54.763,95 70% 2.738,72 2.738,72
Superiore a 54.763,95 60% 3.833,17 3.833,17

c) Piano di incentivazione: i colleghi che non hanno i requisiti per i prepensionamenti di cui al punto a) e che non aderiscono alla opzione b) potranno, su base volontaria, optare per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con piano di incentivazione che prevede quanto segue: un incentivo pari a 18 mensilità lorde (in aggiunta alle ordinarie spettanze di fine rapporto, ivi comprese le ferie maturate e non godute e TFR) alle quali verrà aggiunto il valore del contributo individuale che la Banca avrebbe dovuto versare in caso di adesione al fondo emergenziale. Il corrispettivo totale varierà da un minimo di 22 mensilità lorde ad un massimo di 24 mensilità lorde.

Si precisa che le mensilità lorde saranno calcolate avendo riguardo alla retribuzione base mensile ottenuta dalla seguente operazione matematica “retribuzione annua lorda riconosciuta al dipendente diviso 12”.
Le adesioni dei colleghi ai punti a), b) e c) dovranno pervenire alla banca entro e non oltre il 16/12/2019 ore 23:59 all’indirizzo email gestionepersonale@bancaintermobiliare.com attraverso la compilazione di moduli che verranno forniti dall’azienda il prima possibile.
La banca e Symphonia avranno la facoltà di:
– non accettare domande di accesso agli strumenti di cui ai punti b) e c) nel numero massimo complessivo di 10 unità, se provenienti da personale con competenze chiave o specialistiche e senza limite numerico, se provenienti da personale con mansioni di relationship manager e/o private banker;
– accettare, con facoltà di differire le uscite dei dipendenti fino al 31.08.2020, domande di accesso agli strumenti di cui ai punti b) e c) nel numero massimo complessivo di 10 unità se provenienti da personale con competenze chiave o specialistiche.

L’azienda e le OO.SS. hanno fissato per il giorno 18/12/2019 un incontro di verifica sulle adesioni pervenute. Tale fase di verifica sarà fondamentale per capire la necessità di riaprire le trattative ai sensi della legge 223/1991.

d) Mobilità territoriale: è previsto il trasferimento del personale presso la sede di Milano delle seguenti direzioni: Internal Audit, Risk Management, Compliance e AML, Pianificazione e CDG, Commerciale, Risorse Umane, Marketing, Affari Societari, Legale, di tutta Symphonia e del 30% della Direzione Mercati Finanziari.

Per mitigare l’impatto sociale derivante dai trasferimenti previsti dall’azienda e che come sindacati non possiamo impedire, abbiamo ottenuto come condizioni migliorative nella cornice dell’accordo che:

1. Non possono essere trasferiti, senza consenso:
i. Colleghe in stato di gravidanza;
ii. genitori con figli di età inferiore ai due anni;
iii. genitori con figli in condizioni di disabilità;
iv. colleghi in condizioni di grave disabilità e colleghi che fruiscono delle garanzie previste dall’art. 33 della legge 104/1992;
v. colleghi rientranti nelle categorie di cui all’art. 1 legge 68/1999.

2. Accoglimento domande di rientro per genitori con figli tra i 2 ed i 4 anni trascorsi 6 mesi dal trasferimento compatibilmente con le esigenze organizzative.
3. Copertura delle spese di abbonamento per l’alta velocità e per la metro in caso di trasferimento tra le sedi di Torino e Milano.
4. Riconoscimento di un importo lordo una tantum per i disagi di pendolarismo pari a 1.500€ per due anni in caso di trasferimento tra le sedi di Torino e Milano. Abbiamo previsto un incontro entro il 30/06/2020 per individuare eventuali ulteriori strumenti per mitigare i disagi relativi alla mobilità territoriale, aprendo una negoziazione su:
– trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time anche mediante il ricorso alla parte ordinaria del fondo di solidarietà;
– forme di smart-working.

e) Formazione/Riconversione: Le parti hanno convenuto la necessità di sostenere la riqualificazione e la riconversione professionale delle risorse attraverso programmi formativi che rispondano ai fabbisogni rilevati, anche utilizzando le diverse forme di finanziamento disponibili.

f) Riorganizzazione e chiusura filiali: la banca dichiara che, allo scopo di raggiungere gli obbiettivi delineati nel Piano Strategico, entro il 31/12/2019, le filiali di Bologna e di Pavia saranno accorpate rispettivamente sulle filiali di Modena e Milano.

g) Numero di esuberi ridotto a 130 colleghi.

La situazione aziendale è andata via via peggiorando nel corso degli anni, sino ad oggi. Ricordiamo che nella prima parte dell’anno si è aperta una procedura conclusasi senza alcun accordo. Nel frattempo, l’emorragia di masse e di RM ha peggiorato ulteriormente il quadro globale portando all’apertura di una nuova procedura dall’impatto occupazionale devastante

Ribadiamo l’importanza di partecipare all’assemblea per esprimere il proprio parere su un argomento così importante per la vita di tutti i colleghi: siamo convinti che l’ipotesi di accordo raggiunta sia la migliore possibile in questo contesto aziendale fortemente critico.

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

Torino, 28 novembre 2019

COMUNICATO CONGIUNTO 27 novembre

ORE 4:00 Trattativa sospesa

Care colleghe, cari colleghi,

dopo una trattativa durata 18 ore, alle ore 04:00 del mattino le posizioni delle parti sono ancora lontane sia sugli aspetti economici che sull’impianto normativo.

Contrariamente a quanto auspicavamo, dopo l’estenuante lavoro svolto in queste ultime settimane, non si è ancora giunti alla definizione di un accordo.

La procedura è stata sospesa. Le parti si riservano di effettuare in tempi stretti le opportune valutazioni.

Vi terremo informati.

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

COMUNICATO UNITARIO

BIM: NON FINISCE QUI

Care colleghe, cari colleghi,
in data odierna siamo entrati nella fase cruciale della trattativa, nella quale siamo riusciti a delineare un percorso condiviso con l’Azienda pur permanendo distanze da colmare.
Considerata la complessa articolazione dell’impianto che si sta definendo e le ricadute in termini occupazionali, è stato deciso di non chiudere la procedura, ma di continuare a ragionare sugli strumenti previsti dal settore.
Il prossimo incontro è previsto per il giorno 21 novembre per consentire nel frattempo un quanto mai necessario intervento diretto da parte dei Segretari Nazionali.
Valuteremo come proseguire il percorso senza escludere nessuna iniziativa.

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

COMUNICATO CONGIUNTO

BIM: Ricominciamo ?

LA TRATTATIVA CONTINUA

Care colleghe, cari colleghi, a differenza del precedente incontro, dove si è generata una fase di stallo, abbiamo oggi riscontrato un’apertura da parte dell’Azienda che consente la ripresa delle trattative, arrivando a definire una cornice di merito che favorisce il dialogo sociale pur in presenza di una situazione aziendale sempre più complessa.
La trattativa continuerà venerdì 15 novembre.
Le OO.SS. aziendali e territoriali, strettamente in contatto con le Segreterie Nazionali, concentreranno tutti gli sforzi nel tentativo di ottenere il migliore accordo possibile a tutela dei colleghi.

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

COMUNICATO CONGIUNTO

BIM: Dopo le parziali aperture nell’incontro di lunedì scorso, in quello odierno l’azienda ci omaggia dell’ennesima sceneggiata ingranando la retromarcia!

Dopo le parziali aperture da parte aziendale nel corso dell’ultimo incontro, oggi abbiamo assistito ad un vero e proprio dietro front.
L’Azienda ci aveva chiesto il tempo necessario ad una riflessione, convocandoci in data odierna ed impegnandosi a presentare una sua controproposta, cosa che di fatto non è avvenuta.
Riteniamo questo comportamento ingiustificato in considerazione dei tempi ristretti (scadenza procedura 16 novembre) e della mancata concessione di una proroga, da noi richiesta, per addivenire ad un accordo condiviso. Abbiamo ribadito all’Azienda che le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno si impegnano nonostante le incertezze meritano maggior rispetto!
A differenza di quanto avvenuto oggi, ci attendiamo per il prossimo incontro, calendarizzato per il giorno 13 novembre, una proposta scritta, concreta e circostanziata da dati e numeri su cui potere lavorare in maniera costruttiva.
In considerazione dell’inspiegabile stallo della trattativa stiamo valutando con le Segreterie Nazionali ogni iniziativa utile e necessaria in caso di un esito non soddisfacente nei prossimi due incontri (data ultimo incontro, calendarizzato dall’Azienda, 15 novembre).

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

COMUNICATO CONGIUNTO

BIM: pur soddisfatti del primo risultato di oggi, siamo consapevoli che il percorso è ancora tutto in salita. L’impegno della Fisac sarà, come sempre, inesauribile!

LA TRATTATIVA ENTRA NEL VIVO?

Care colleghe e cari colleghi,
in data odierna si è svolto il quarto incontro con l’Azienda nell’ambito della procedura ex artt. 17, 20 e 21 del CCNL.
Siamo riusciti, con fermezza e coerenza, a scardinare la posizione aziendale di non utilizzare gli strumenti previsti dal CCNL, e di ricorrere solamente alle dimissioni incentivate a discapito della tutela della totalità dei lavoratori del Gruppo BIM.
Il Sindacato ha avanzato le sue proposte, che si articolano nei seguenti punti:

– Prepensionamenti attraverso il fondo esuberi;
– Accesso alle risorse del fondo ordinario, negli anni accantonate e mai utilizzate dall’Azienda (ad esempio, le giornate di solidarietà a cui altri gruppi bancari hanno già fatto ricorso);
– Incentivazione del Part-time con individuazione di criteri di accoglimento delle domande;
– Trasferimenti: abbiamo richiesto delle garanzie di natura economica e sociale per quanto attiene il tema della mobilità;
– Utilizzo della parte emergenziale del fondo.

Riteniamo che la proposta aziendale in merito agli incentivi alle dimissioni volontarie sia ancora molto distante da quel che riteniamo dignitoso per i lavoratori.
Tratteremo con l’Azienda per garantire il miglior accordo possibile in questa situazione di crisi fino all’ultimo giorno disponibile e anche oltre. Per le OO.SS. la tutela dei colleghi è stata e sarà sempre la priorità.

Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

LEGGI IL COMUNICATO

BIM: Altra fumata nera all’ultimo incontro: le posizioni aziendali sono diametralmente opposte alle nostre!

Care colleghe e cari colleghi,

E’ chiaro a tutti che l’obiettivo dell’Azienda è quello di eliminare 140 posti di lavoro, ragionando solo su dimissioni volontarie incentivate, senza neanche fare ricorso, ad esempio, all’uso del fondo di solidarietà che prevede l’assegno di accompagnamento alla pensione e agli altri strumenti di contenimento dei costi da noi già messi sul tavolo durante la precedente procedura.
La “forza” del nostro CCNL e degli strumenti ad esso correlato è quella di avere un impianto normativo efficiente che prevede tutte le tutele e gli ammortizzatori per gestire le questioni occupazionali in situazioni straordinarie.
A fronte di nostra precisa richiesta riguardo alle modalità tecniche ed economiche e ai tempi dei trasferimenti degli uffici di sede da Torino a Milano, l’Azienda ha manifestato al momento la non volontà di affrontare l’argomento subordinandolo ad una seconda fase. Per noi è invece prioritario tutelare i colleghi coinvolti nei trasferimenti entrando nel merito della valutazione di elementi per noi fondamentali quali carichi di famiglia, disabilità, situazioni personali particolari, part time, ecc.
L’Azienda ha inoltre manifestato chiusura di fronte alla nostra richiesta di dettagli sulla situazione esuberi nelle filiali.
Con il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinti continuiamo ad adoperarci per trovare tutte le soluzioni possibili al fine di salvaguardare i posti di lavoro. Proprio in quest’ottica abbiamo ribadito all’Azienda che per noi è assolutamente prioritario l’utilizzo di tutti gli strumenti previsti dal CCNL del Credito in caso di tensioni occupazionali:

– prepensionamenti attraverso il fondo esuberi;
– risorse accantonate nella parte ordinaria del fondo da utilizzare con giornate di solidarietà;
– ricorso allo smart-working ed utilizzo volontario del part-time;
– ottimizzazione dei residui ferie e della banca delle ore.

E’ da anni che critichiamo le scellerate decisioni aziendali che hanno portato la Banca in questa situazione, ma pur non potendo entrare nel merito delle scelte strategiche, e quindi anche di come vengono “utilizzati” i soldi, riteniamo scandaloso che non vengano impiegati per conservare i posti di lavoro, per valorizzare il capitale umano e creare le condizioni per un vero rilancio dell’Azienda. Ed è proprio rimarcando le pessime gestioni manageriali che abbiamo formulato all’Azienda la necessità di intraprendere un’azione di responsabilità.
Davanti alla posizione aziendale, riteniamo necessario effettuare gli opportuni passaggi presso le Segreterie Nazionali in previsione del prossimo incontro del 4 novembre.
Rappresentanti Sindacali Aziendali del Gruppo Bim Fabi e Fisac/Cgil
Le strutture territoriali FABI, FIRST/CISL, FISAC/CGIL, UILCA, UNISIN

Torino, 23 ottobre 2019

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