Diritto del lavoro 2015, aggiornamento.

Riportiamo un aggiornamento sullo stato del complessivo riassetto del diritto del lavoro avviato dall’attuale governo presieduto da Matteo Renzi, con la legge n. 183/2014 più nota con l’appellativo di “jobs act 2”.
Ricordiamo che dopo la citata legge delega sono entrati in vigore i primi due decreti attuativi, il decreto legislativo n. 22/2015 (ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e ricollocazione dei lavoratori disoccupati) ed il decreto legislativo n. 23/2015 (contratto di lavoro a tutele crescenti e relative norme sui licenziamenti), entrambi pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo 2015.
Il 20 febbraio 2015 il Governo aveva altresì approvato e trasmesso alle Camere per un parere non vincolante gli schemi del terzo decreto legislativo (testo organico delle tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni) e del quarto decreto legislativo (tutela della maternità e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro) attuativi della legge delega n. 183/2014.
Nella seduta dell’11 giugno 2015, il Governo ha ora approvato nel testo definitivo il terzo e quarto decreto attuativo sopra citati; gli stessi saranno prossimamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Sempre nella seduta dell’11 giugno 2015 il Governo ha altresì approvato in via preliminare i seguenti quattro decreti attuativi, che saranno trasmessi alle Camere per un parere non vincolante.

Progetto del quinto decreto attuativo (disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale).
In particolare, il decreto prevede l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Progetto del sesto decreto attuativo (disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro).
Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise nei seguenti quattro gruppi:
• disposizioni comuni alle integrazioni salariali ordinarie (CIGO) e straordinarie (CIGS);
• disposizioni in materia di CIGO;
• disposizioni in materia di CIGS;
• disposizioni in materia di fondi di solidarietà.

Progetto del settimo decreto attuativo (disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive).
In particolare, il decreto prevede l’istituzione di una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione e da Italia Lavoro e ISFOL.

Progetto dell’ottavo decreto attuativo (disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità).
Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise in tre gruppi fondamentali: il primo concerne la semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese; il secondo i rapporti di lavoro; il terzo le pari opportunità, come di seguito esposto in sintesi.
1) Semplificazioni di procedure e adempimenti:
1-a) razionalizzazione e semplificazione dell’inserimento mirato delle persone con disabilità;
1-b) razionalizzazione e semplificazione in materia di costituzione e gestione del rapporto di lavoro;
1-c) razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
1-d) revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale;
2) Disposizioni in materia di rapporto di lavoro:
2-a) revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore;
2-b) possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, che svolgono mansioni di pari livello e categoria, i riposi e le ferie maturati, con esclusione dei giorni di riposo e di ferie minimi garantiti dalla legge, al fine di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure costanti da parte dei genitori;
2-c) introduzione con decreto ministeriale, per i lavoratori del settore privato, di ipotesi di esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in caso di malattia, così come avviene per i lavoratori del settore pubblico;
2-d) introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito istituzionale.
3) Disposizioni in materia di pari opportunità.

E’ da osservare come nella congerie di norme contenute nell’ottavo progetto di decreto è stata inserita la modifica delle norme sul controllo a distanza dei lavoratori, presentata come un’esigenza di semplificazione e non come uno strumento di controllo e di possibili azioni disciplinari.

E’ da osservare infine come la delega in materia di salario minimo – materia che può essere oggetto di interpretazioni antitetiche, a favore piuttosto che a danno dei lavoratori – non sia prevista in alcuno dei decreti ad oggi approvati o in corso di approvazione.

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