MANSIONI E DEMANSIONAMENTO – Danni

Con la sentenza n. 1327/2015, la Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di demansionamento, il risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di comportamento illegittimo del datore di lavoro, ma deve essere provato dal lavoratore.
In particolare, occorre la specifica allegazione nel ricorso introduttivo, dell’esistenza di un pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile), che alteri le abitudini e gli assetti relazionali del lavoratore, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno.
Inoltre, non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, ma spetta al lavoratore l’onere di fornire la prova del danno e del nesso di causalità con l’inadempimento datoriale.
Sent. Cassazione Sez. Lavoro n. 1327 del 26/01/2015.

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