III FORUM FISAC: “Banche e Assicurazioni – Oltre la Crisi: Lavoro, Uguaglianza e Politica, un futuro per il Paese”

imageInizia oggi il III Forum della Fisac Cgil a Roma presso l’auditorium di Via Rieti 13 con un programma dei lavori molto ricco: scarica il Programma completo

  • 20 settembre, ore 11 apertura dei lavori affidata al segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale. Subito dopo, nella prima sessione dedicata a ‘Europa: tra Brexit, questione bancaria e lotta al terrorismo’ in programma alle ore 12, interverranno tra gli altri il Capo Dipartimento Vigilanza Banca d’Italia Carmelo Barbagallo e il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Baretta. Seguirà poi alle ore 14 la seconda sessione su ‘Scenari di settore, pressioni commerciali, innovazione, occupazione e welfare’, mentre alle ore 18 è in calendario la discussione su ‘La tempesta bancaria’ con la partecipazione, tra gli altri, del presidente delle 4 Nuove Banche, Roberto Nicastro.
  • mercoledì 21 settembre, si riprende alle ore 9 con la terza sessione sul tema ‘Il settore assicurativo tra contratto Ania e appalto: contrattazione nei gruppi’. Alle ore 10.30 ci sarà la quarta sessione su ‘Riforma costituzione: sì e no a confronto’ mentre alle ore 12 si terrà la quinta sessione di lavoro su ‘Ruolo di Equitalia e contrasto all’evasione fiscale’, ‘La questione bancaria italiana’ e ‘Rapporto tra sindacato e politica: carta dei diritti, autonomia, unità sindacale e rappresentanza politica del lavoro’. La giornata si chiude con l’ultimo appuntamento in programma alle ore 17, ovvero la tavola rotonda su ‘Sindacato e politica tra presente e futuro’ con la partecipazione, tra gli altri, di Lorenzo Guerini (vice segretario nazionale del Partito Democratico), Gianni Cuperlo (deputato del Partito Democratico), Cesare Damiano (presidente commissione Lavoro della Camera dei Deputati), Massimo Zedda (sindaco di Cagliari) e Sergio Cofferati (parlamentare europeo del Gruppo Socialisti e Democratici).
  • Giovedì 22 settembre terzo e ultimo giorno. Si riprende alle ore 9 con la sesta sessione su ‘Questione bancaria e crisi: proposte per il settore, un progetto per il paese’. Seguirà il ricordo di Sara Di Pietrantonio alla presenza dei genitori e subito dopo un intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Chiuderà la tre giorni la tavola rotonda, sempre sul tema ‘Questione bancaria e crisi’, con gli interventi, tra gli altri, del segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

La giornata dei diritti

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Dopo la raccolta firme  di questa primavera a sostegno dei tre referendum su voucher, appalti e licenziamenti, prosegue la raccolta per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla “Carta dei Diritti Universali del Lavoro”.

Oggi la Fisac insieme alla CGIL è stata impegnata nella raccolta firme a Torino.

E’ possibile firmare per la Carta dei Diritti nei banchetti, nei gazebo ed in tutte le sedi della CGIL

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Vicenda Veneto Banca- Popolare di Vicenza (Fondo Atlante) e preoccupazione torinese (ma non solo!) per Banca Intermobiliare

bimIn fondo riportiamo le parole di Megale sul caso Veneto Banca-Banca Popolare di Vicenza (entrambe sotto la proprietà del Fondo Atlante) sull’ipotesi di accorpamento. 

Come Segreteria Fisac del Piemonte aggiungiamo che nella vicenda Veneto Banca non si può continuare a trascurare la situazione di stallo in cui versa Bim – Banca Intermobiliare – attualmente partecipata al 71% da Vb! La Bim e’ la “boutique della finanza torinese”, ma l’incertezza in cui versa da più di 3 anni tra ipotesi di cessione mai concretizzate e ipotesi di volontà di rilancio, non rischia di dissolvere questa importante realtà torinese? E il suo patrimonio???
Per noi il patrimonio da tutelare sono le persone: 300 colleghi a Torino e altrettanti nel resto d’Italia! 600 dipendenti che attendono risposte da troppo tempo!

 

“VENETO BANCA E POP VICENZA: MEGALE – NO AL POLO VENETO, DUE DIFFICOLTA’ INSIEME NON FANNO UN VALORE AGGIUNTO A proposito di un eventuale fusione tra Banca Popolare Vicentina e Veneto Banca, pur vedendo entrambe il ruolo dominante del Fondo Atlante, ribadisco per l’ennesima volta che non c’è nessun polo Veneto da realizzare. Il nostro No ad una eventuale ipotesi di fusione tra le due realtà è netto oggi, cosi come lo era quando a proporlo fu il Presidente della Regione Zaia ,in quanto, la somma di due Banche in difficoltà non produce nessun valore aggiunto e nessuna opportunità ma solo danni. Infatti rischia di provocare un impatto negativo e non gestibile non solo nel rapporto col territorio ma anche sull’occupazione sia per quanto riguarda le filiali che per le sedi centrali. Il lavoro dei bancari va rispettato e tutelato poiché si opera al servizio dei clienti e del Paese. Nessuno può permettersi l’errore, come ha fatto il Premier a Cernobbio, di lanciare formalmente la riduzione del numero dei banchieri, salvo, poi tradurlo in un dimezzamento dell’occupazione del nostro settore opportunamente smentita dallo stesso Palazzo Chigi, dopo la secca e netta risposta unitaria del sindacato nella quale eravamo pronti allo sciopero. Per noi, il vero obiettivo deve essere un’azione per il rilancio industriale delle singole banche e il rafforzamento di un rapporto e di un rilancio del territorio con la difesa del valore sociale dell’occupazione. Per questo serve un’azione che scorpori immediatamente le sofferenze di ogni singola realtà creando le condizioni per un processo di aggregazione, questo si, ma fatto con banche più solide. Per questo è molto importante il lavoro che la categoria nazionalmente e regionalmente ha sviluppato sin qui anche se questo è il tempo in cui ogni Amministratore delegato dovrebbe rendere chiari i Progetti Industriali e le prospettive su cui intende operare. Valuteremo nelle prossime settimane l’utilità di un eventuale tavolo di confronto in ABI.

Roma, 7 settembre 2016

Il Responsabile Ufficio Comunicazione Cristiano Hoffmann”

Fondo FBA: CERTIFICAZIONE DELLE QUALIFICHE

Siamo a segnalare un’ importante pubblicazione presente sul sito di FBA che riguarda il tema “la certificazione delle competenze”, un progetto avviato da Fba e al quale stanno cominciando ad aderire le Aziende con l’obiettivo di far certificare in modo trasparente da un ente terzo (nel nostro settore Fba) la professionalità dei colleghi nei vari ruoli previsti dalla mappatura delle qualifiche professionali.

fba- manuale certificazione qualifiche

per scaricare il Manuale clicca qui

La certificazione delle competenze è la misurazione del possesso delle competenze che vengono richieste per lo svolgimento di un determinato lavoro, dove per competenze si intendono la comprovata capacità di utilizzare un insieme strutturato di conoscenze e di abilità.

Le parole chiave sono:

  • CONOSCENZA

  • ABILITA’

  • COMPETENZA

    A questo fine, non hanno importanza il livello di studi raggiunto, i titoli o i percorsi formativi effettuati durante la carriera lavorativa: ha importanza quello che il lavoratore sa fare, le conoscenze che ha acquisito, anche attraverso l’esperienza.

    Al momento Fba è in grado di certificare 32 profili professionali creditizi.

    La certificazione avviene con un esame alla presenza degli esaminatori di Fba, ha una validità di 3 anni per i profili tradizionali, 5 anni per i profili altamente specialistici, poi occorre rifare l’esame.

    I colleghi possono aderire al progetto della certificazione con richiesta totalmente individuale oppure aderendo ai progetti messi in campo dalle Aziende. In ogni caso l’esito della prova d’esame viene comunicato soltanto al lavoratore. Le aziende ricevono da Fba un report statistico relativo al superamento delle prove per profilo professionale, non nominativo.

    Per maggiori dettagli siamo a disposizione per fornire tutti gli approfondimenti.

FisacGruppoUBI – comunicato stampa: UBI BANCA SPA, IERI L’INFORMATIVA SINDACALE. FISAC CGIL: “PREOCCUPATI PER L’IMPATTO SUI LAVORATORI”

 

logo fisac

UBI BANCA SPA, IERI L’INFORMATIVA SINDACALE

FISAC CGIL: “PREOCCUPATI PER L’IMPATTO SUI LAVORATORI”

Il piano industriale 2019/2020, già presentato da UBI Banca ai mercati e alle parti sociali nelle scorse settimane, inizia a produrre i suoi effetti con l’informativa sindacale ricevuta ieri dalla FISAC-CGIL per l’avvio della procedura che gestirà le ricadute sui lavoratori. Già nei prossimi giorni è previsto il primo incontro, anche se la trattativa vera e propria si svolgerà a partire da settembre.

Il piano varato dalla neocostituita Società per Azioni “rivoluziona” il Gruppo Ubi attraverso il superamento del sistema federato (ultimo rimasto in Italia), con la fusione per incorporazione delle attuali sette banche-rete in una unica banca-rete. Di conseguenza è previsto un “piano sportelli” che prevede la chiusura di 280 unità operative, di cui 130 nell’ambito dell’operazione di fusione. Inoltre viene comunicata una pesante revisione della struttura organizzativa anche negli uffici “direzionali” e nella società di servizi insieme all’evoluzione del modello distributivo orientato al “cashless” e al multimediale.

Sul lato occupazionale è invece previsto un ricambio generazionale con 2.750 uscite e 1.100 ingressi di nuove risorse.

“E’ un piano ambizioso – dichiara Mauro Pedroni, coordinatore della FISAC-CGIL del Gruppo UBI – che deve, a nostro giudizio, coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo in un percorso di radicale rinnovamento della struttura e nel modo di fare banca ma, nel contempo, deve considerare con attenzione le condizioni di lavoro e la qualità di vita di tutti i dipendenti. Condizioni di vita e di lavoro che nel corso di questi ultimi anni sono andate via via peggiorando e che devono trovare nel confronto sindacale sul nuovo piano industriale le adeguate risposte.”

“Il piano è stato presentato in un contesto nazionale ed europeo di forte preoccupazione e di notevole tensione politica ed economica” continua Pedroni “e abbiamo qualche perplessità sul raggiungimento degli obiettivi di ricavi previsti: come sempre in questi casi le uniche certezze derivano dai tagli pesanti al personale che andranno gestiti in trattativa mentre chiederemo certezze per i 1.100 nuovi assunti previsti.”

Al termine del Piano Industriale i lavoratori del Gruppo si ridurranno a circa 16.000 unità dalle 17.700 attuali.

Il Gruppo oggi è presente in 80 provincie con circa 1.500 sportelli che occupano, in media, 6 dipendenti contro i 2 dei minisportelli.

“Dovremo affrontare anche problemi di presenza nei territori: infatti mentre nella nuova struttura il nord sarà ampiamente presidiato, l’area Centro Sud sconterà problemi di presenza commerciale e di tenuta occupazionale. Vista la complessità del progetto sarà indispensabile il coinvolgimento e l’adesione di tutti gli attori in gioco al nuovo progetto e l’obiettivo finale non dovrà essere solamente la soddisfazione degli interessi degli azionisti. Per parte nostra ci impegneremo a lavorare perché le tutele e i diritti che scaturiranno dalla contrattazione integrativa siano considerati investimenti e non semplici costi. Non accetteremo naturalmente deroghe al Contratto Collettivo Nazionale che danneggerebbero l’intera categoria. Ci aspettano mesi di grande impegno” conclude Pedroni “ e a nostro giudizio è indispensabile una collaborazione tra tutte le sigle sindacali e un rapporto stretto con tutti i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo attraverso le assemblee che partiranno a settembre”.

Fisac CGIL Gruppo UBI

fisac.gruppo.ubi@gmail.com

www.fisacgruppoubi.it

Principio di proporzionalità – licenziamenti disciplinari

carta dei diritti

Riportiamo un’importantissima sentenza della Cassazione, che ribadisce come il Giudice possa e debba pronunciarsi sulla proporzionalità tra infrazione commessa dal lavoratore e sanzione irrogata dal datore di lavoro.

Tutta la legislazione sul lavoro di questi ultimi anni, per ultimo il Jobs Act, ha teso a ribadire il contrario, relegando il Giudice del Lavoro ad una funzione quasi notarile. 

Ricordiamo infatti che anche coloro che non rientrano tra le previsioni del Jobs Act, si trovano tuttavia in regime di tutela dei licenziamenti piuttosto attenuata. Nel caso del licenziamento disciplinare, la reintegra è prevista solo in caso il fatto non sussista o il CCNL preveda (per l’infrazione commessa) sanzioni più lievi del licenziamento. Non una parola viene spesa a proposito della proporzionalità della pena.

Ma la proporzionalità della pena è un principio giuridico irrinunciabile, per fortuna la Magistratura se lo ricorda e in Sentenze come questa (che riguarda un lavoratore assunto prima dell’entrata in vigore del Jobs Act – al quale dunque si applica l’art 18 dello Statuto dei Lavoratori, seppur modificato dalla legge Fornero 92/2012) continua correttamente ad applicare il principio.

Va ribadito come il Legislatore abbia introdotto con il Jobs Act una vera e propria forzatura: la reintegra in caso di licenziamento illegittimo è prevista soltanto qualora sia direttamente dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, esclusa ogni valutazione circa l’eventuale sproporzione del licenziamento rispetto alla contestazione mossa al lavoratore.

Tradotto: significa che con il Jobs Act, per tutti i lavoratori assunti dopo il 7/3/2015, il principio giuridico della proporzionalità viene meno, pertanto una sentenza come questa non potrà più essere nelle facoltà della Magistratura!

Anche per questo portiamo avanti

la proposta di legge della

Carta dei Diritti Universali del Lavoro!!!


Per chi non avesse tempo/voglia di affrontare l’ardua lettura della sentenza, ne riportiamo un brano saliente:

“Il giudice di secondo grado investito del gravame con cui si chieda l’invalidazione d’un licenziamento disciplinare deve verificare che l’infrazione contestata, ove in punto di fatto accertata o pacifica, sia astrattamente sussumibile sotto la specie della giusta causa o del giustificato motivo di recesso e, in caso di esito positivo di tale deliberazione, deve poi, anche d’ufficio, apprezzare in concreto (e non semplicemente in astratto) la gravità dell’addebito, essendo pur sempre necessario che esso rivesta il carattere di grave negazione dell’elemento essenziale della fiducia e che la condotta del dipendente sia idonea a ledere irrimediabilmente la fiducia circa la futura correttezza dell’adempimento della prestazione dedotta in contratto, in quando sintomatica di un certo atteggiarsi del lavoratore rispetto all’adempimento dei suoi obblighi”.

Segreteria Fisac Cgil Torino e Piemonte – Mercato del lavoro

Giugno 2016

 

Aggiornamento deleghe – Segreteria Regionale Piemonte

logoMettiamo a disposizione l’aggiornamento delle deleghe di Segreteria decise nella riunione di ieri, 24 maggio, a seguito dell’uscita dalla Segreteria di Corrado Galeasso e dell’ingresso di Marco Del Brocco.

Potete visualizzare la nuova composizione della Segreteria e le deleghe attribuite a ciascun Segretario cliccando sul link

http://www.fisacpiemonte.net/wordpress/chi-siamo/segreteria/

Elezione Rls in Banca del Piemonte

Nelle date 13, 16 e 17 maggio si sono svolte le votazioni per l’elezione degli Rls in Banca del Piemonte.    rls1

Lo spoglio è avvenuto nel pomeriggio di ieri con un esito sorprendente per la nostra Organizzazione!

Siamo molto soddisfatti dell’esito del voto:

Giorgio Martorana Fisac 193 voti
Luciano David Uilca 103 voti
Beppe Drogo First 88 voti

Ringraziamo Giorgio per la recente decisione di entrare a far parte della famiglia Fisac Cgil e gli auguriamo fin da subito buon lavoro!

Ne abbiamo tanto da fare!

 

REGOLAMENTAZIONE DELLE UNIONI CIVILI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO E DISCIPLINA DELLE CONVIVENZE

Scheda tecnica di approfondimento a cura di Patrizio Onori, Segretario Generale Fisac del Comprensorio di Asti, nonchè Responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti della Cgil di Asti.

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Per scaricare la scheda tecnica clicca qui!