LE DONNE NELLE ASSICURAZIONI E NEL SETTORE DEL CREDITO

 

Quest’anno l’8 marzo cade in un momento particolarmente delicato per il nostro Paese, alle prese con il contenimento del contagio da COVID-19 (Coronavirus) che sta interessando, con diversi livelli di intensità, molte aree del territorio nazionale.

Non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia sui diritti delle donne, diritti che troppo spesso, di fronte a situazioni di particolare debolezza economica complessiva, rischiano di passare in secondo piano.

Non è un caso se, anche il recente rapporto dell’ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha registrato in Italia, per il 2017 e il 2018 riguardo gli obiettivi previsti dall’Agenda ONU 2030, un significativo peggioramento, in particolare proprio per quanto riguarda l’uguaglianza di genere, percepita dall’opinione pubblica come secondaria e meno urgente da conseguire (cosa che purtroppo non stupisce visto l’atteggiamento che anche i media hanno nei confronti delle donne).

Esaminando i dati Istat 2018 relativi alle differenze di genere, economiche e sociali in Italia, emerge una situazione che può essere così riassunta:

  • Il livello di occupazione delle donne in Italia è troppo basso, se però si tiene conto del lavoro di cura non retribuito, le donne lavorano complessivamente più degli uomini, perché i tempi di cura della famiglia sono molto disegualmente divisi. La crisi oramai decennale ha fatto perdere lavoro più agli uomini che alle donne, ma per le donne è sicuramente peggiorata la qualità del lavoro (tempo parziale involontario, maggiore difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita, aumento dei casi di sottoccupazione rispetto al livello di istruzione).

L’emergenza di questo ultimo periodo, che ha portato alla chiusura delle scuole nel territorio piemontese da quasi tre settimane, ha fatto esplodere come sia dia per scontato che, anche in casi di emergenza, il lavoro di cura dei figli debba ricadere sempre e solo sulle donne.

  • I livelli retributivi delle donne sono significativamente più bassi rispetto a quelli degli uomini per diverse cause: da una maggiore utilizzazione dei tempi parziali, al più difficoltoso raggiungimento di qualifiche e posizioni economiche elevate;

  • negli ultimi anni la presenza delle donne in situazione di povertà relativa è venuta complessivamente diminuendo anche se tale diminuzione è avvenuta soprattutto nelle fasce di età più avanzate, mentre si registrano preoccupanti aumenti di povertà tra le donne più giovani;

  • i livelli delle prestazioni previdenziali ed assistenziali per le donne sono significativamente più bassi che per gli uomini, a causa dei minori livelli occupazionali e della minore retribuzione (e minor progressione di carriera), andando a sommare tutte le disuguaglianze vissute nel lavoro;

  • al momento della maternità, le donne si trovano ancora a dover scegliere tra figli e lavoro: secondo i dati recentemente pubblicati dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, relativi alle dimissioni in conseguenza dell’arrivo di un figlio in famiglia nel 2011 il numero di dimissioni femminile era pari a 17.175 casi contro 506 effettuati dai maschi. Anche in Piemonte si riflettono gli stessi andamenti riscontrati a livello nazionale.

  • Nonostante quanto riportato fino ad ora, le donne raggiungono mediamente livelli di istruzione più elevati rispetto agli uomini ed abbandonano meno lo studio, oltre che a detenere una quota di consumi culturali maggiore.

I dati sono piuttosto eloquenti e sono la testimonianza di quel fenomeno che la sociologa Chiara Saraceno ha definito come “familismo ambiguo” ovvero il fenomeno per cui nonostante la centralità della famiglia nella società italiana, gli strumenti normativi volti a favorirne la formazione e lo sviluppo pieno ed equilibrato siano piuttosto scarsi.

Le donne devono essere invece messe in condizione di non dover più rinunciare a dare il proprio contributo ideale e materiale e tutte le istituzioni devono convincersi che la rinuncia al pieno contributo delle donne è un impoverimento generale per tutti: secondo una ricerca della Banca d’Italia, se riuscissimo a portare al 60% la presenza delle donne nel mercato del lavoro, il PIL del Paese aumenterebbe del 7%, portando l’Italia ad essere meno vulnerabile nel caso di altre crisi economiche.

E nel nostro settore, come stanno le cose?

Ci sono ambienti lavorativi in cui il cosiddetto “gender gap” che caratterizza il mondo del lavoro italiano ed europeo, non dovrebbe esistere per la dichiarata maggiore capacità di valorizzare il talento delle persone a prescindere dal genere.

Il mondo assicurativo e finanziario si caratterizza infatti per un livello di istruzione più alto e per una forte presenza femminile (in alcuni casi la percentuale delle dipendenti è addirittura superiore ai dipendenti).

I dati ci raccontano invece un’altra storia: il genere non è un fattore discriminante per l’accesso all’impiego nel settore bancario ed assicurativo, ma lo è per le opportunità di carriera.

Le donne sono massicciamente presenti in ruoli “amministrativi” (segreteria, risorse umane, back office); le si prediligono anche nei contatti con la clientela, ma all’aumentare della capacità economica e del prestigio del cliente, le imprese preferiscono una gestione maschile. Le posizioni apicali sono quasi esclusivamente prerogativa degli uomini: la percentuale di donne diminuisce in modo esponenziale man mano che si sale nella scala gerarchica. Infatti, se analizziamo i dati, il numero di donne che rivestono un ruolo di responsabilità all’interno di un gruppo bancario raggiunge l’11%, crollando vertiginosamente.

Inoltre le figure manageriali femminili sono solo lo 0,5%. Nelle assicurazioni la situazione è pressoché analoga: si conta il 18% di donne come personale dirigente contro l’81% di uomini.

Non sono mancate negli anni gli interventi normativi a livello europeo e italiano: ad esempio la direttiva 2014/95/UE, al fine di favorire la board diversity (ossia sull’equilibrio di genere nella composizione degli organi sociali delle società quotate), fissando dei target ed indicando delle azioni mirate a garantire una varietà di genere più equilibrata.

Sia ABI che ANIA hanno promosso delle iniziative a favore della parità di genere nelle banche e nelle assicurazioni. La carta ABI “Donne in Banca” si pone l’obiettivo di favorire un ambiente di lavoro inclusivo aperto alle pari opportunità anche per quanto riguarda i ruoli e le parità di trattamento economico, ma solo 12 Istituti di Credito hanno aderito al documento; la commissione Mista Pari Opportunità dell’ANIA ha sostenuto vari progetti per le pari opportunità a partire dalla formazione in azienda promuovendo l’incontro tra le diversità, non solo di genere.

Ma, nei consigli di amministrazione di gruppi bancari e assicurativi le donne sono presenti in misura esigua o addirittura assenti, nonostante la legge Golfo-Mosca del 2011 preveda, nel riparto degli amministratori, che ogni genere non possa essere rappresentato in misura inferiore ad un terzo degli amministratori eletti.

L’Europa non è la sola fedele al detto “it’s an old boys’ club” (ossia “è un vecchio club per ragazzi”)!

Le donne di Wall Street guadagnano fino al 60% in meno rispetto ai colleghi uomini, mentre le donne italiane impiegate in attività finanziarie hanno una ricchezza netta inferiore del 35%. Questo incide sul quotidiano, sui consumi e di conseguenza sull’accesso al credito.

I dati dimostrano che il pregiudizio legato alla donna in relazione ai mercati finanziari e assicurativi è ancora molto forte.

Il cliché imputa alla donna il fatto di essere più prudente, meno aggressiva e meno disposta a rischiare, e di conseguenza meno performante e carismatica rispetto all’ uomo.

Per provocazione: cosa sarebbe successo se al posto dei Lehman’s Brothers ci fossero state le Lehman’s Sisters? Gli effetti sull’economia sarebbero stati gli stessi?

Ma le donne sono davvero meno preparate in ambito assicurativo e finanziario rispetto agli uomini?

I dati dimostrano che solo il 12% delle donne italiane intraprende un percorso formativo in ambito STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts and Mathematics), titoli più richiesti per i profili di alto livello all’interno delle imprese bancarie e assicuratrici. La media dei voti rispetto agli uomini è più alta di circa due punti percentuali.

Nonostante ciò, la ricerca ENBIFA-ANIA dimostra che nel 2018 in ambito assicurativo sono stati assunti il 15% di uomini laureati in STEAM contro il solo 10% di donne con il medesimo percorso di studio.

Anche la formazione professionale all’interno delle imprese assicuratrici ha coinvolto un numero superiore di uomini per l’alta formazione, mentre la formazione femminile evidenzia un divario generazionale: hanno infatti partecipato maggiormente le lavoratrici appartenenti alla Generazione X (nate tra 1966 e il 1980) e alla Generazione Z (nate prima del 1996).

Superare gli stereotipi e abbattere fermamente il pregiudizio verso la donna lavoratrice in ambito finanziario e assicurativo non è solo un dovere, ma una responsabilità partendo anche dal linguaggio.

Il sessismo linguistico è infatti un linguaggio discriminatorio che si verifica quando in una comunicazione è presente un trattamento non egualitario sulla base del genere.

Comunicare in modo corretto rispettando l’identità di genere significa rispettare l’articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”)

Implica quindi la possibilità di riconoscere ed esercitare il diritto alla “cittadinanza linguistica” ottenendo così una comunicazione chiara, efficace e priva di ambiguità.

Quante volte sentiamo nel linguaggio comune chiamare “direttore” chi ha la responsabilità di un punto operativo, anche se la carica è ricoperta da una donna?

Oppure, telefonando ad uno studio legale ci viene detto che ci verrà passato l’avvocato che in realtà è una avvocata?

Ma soprattutto, perché la difficoltà, o peggio il rifiuto nel declinare al femminile le professioni avviene solo ed esclusivamente per quelle figure di “prestigio” che storicamente erano di esclusivo appannaggio maschile? Dire operaia, commessa, infermiera, impiegata, maestra, (etc.) non desta alcuna remora!

Non è esagerato pensare al maschile generico come a uno degli strati del “soffitto di cristallo” che riducono l’accesso delle donne al lavoro e ai vertici della società, che schiacciano le loro scelte all’interno delle aspettative definite dagli stereotipi di genere e che concorrono al mantenimento delle disparità tra donne e uomini. Utilizzare il maschile è quindi un modo per denigrare e sminuire il ruolo, la carica, il riconoscimento della donna. Dobbiamo quindi lottare perché la nostra professionalità sia riconosciuta e rispettata anche a livello linguistico.

I contratti assicurativi e bancari sono ancora ad impronta machista: è nostro dovere quindi richiedere che anche nella loro formulazione scritta si rispetti l’uguaglianza tra i generi.

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza. Rita Levi Montalcini

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL PIEMONTE

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RETE TERRITORIO FISAC

RETE TERRITORIO FISAC

COS’E’?

è il nostro gruppo di sindacalisti attivi su tutto il territorio piemontese a disposizione per i colleghi e le colleghe di tutte le banche ed assicurazioni!

 

QUAL E’ LA SUA FUNZIONE?

quella di creare sinergie e collegamenti tra le strutture sindacali territoriali (la Segreteria Regionale e le Segreterie dei Comprensori) e le strutture sindacali aziendali con la finalità di essere sempre presenti e il più vicino possibile ai nostri colleghi.

QUALI OBIETTIVI SI PONE?

  • creare una rete di persone
  • creare una rete trasversale di competenze 
  • favorire la nostra diffusione e riconoscibilità sul territorio
  • coinvolgere nuovi colleghi/e
  • diffondere i nostri servizi e le nostre convenzioni

 

La Coordinatrice di RETE TERRITORIO FISAC è

Anna Fiorella

Rsa di Torino di Banca del Piemonte

 

 

 

 

 

 

  Del gruppo fanno parte:

  • Claudia Stoppato (Intesasanpaolo)
  • Lorenza Minelli (Unicredit)
  • Mauro Verra (Ubi Banca)
  • Federica Morino (Intesasanpaolo)
  • Paolo Passaro (Banca Sella)
  • Ezio Bottaro  (Banco BPM)           
  • Marco Gambaudo (Banco BPM)    
  • Salvatore Taormina (IntesaSanPaolo)
  • Viviana Bertolodo (Unicredit)
  • Alessandro Cubello (MPS)
  • Cristina Mascia (Banca Sella)
  • Michela Acocella (Pas – Gruppo Unipolsai)

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AGGIORNAMENTO EMERGENZA CORONAVIRUS: SOSPENSIONE ASSEMBLEE

In conseguenza degli ultimi aggiornamenti rispetto alla diffusione del Covid-19 i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali di settore nel recepire le ordinanze territoriali regionali emanate di concerto con l ‘unità di crisi del Ministero della Salute estendono la sospensione delle Assemblee per la votazione dell’ipotesi in rinnovo del Ccnl ABI anche alle regioni Emilia Romagna e Piemonte.

I Segretari Generali

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Solidarietà per Marcello Segre

Le Segreterie Provinciali e Regionali di Fabi, Fisac Cgil, First Cisl, Uilca e
Unisin esprimono solidarietà a Marcello Segre e grande
preoccupazione per l’ondata di odio e razzismo che in tutto il Paese
non accenna ad arrestarsi.
Marcello, da sempre impegnato nel sociale e nell’attività sindacale, è
stato vittima di un gesto terribile: sulla sua porta di casa ha trovato una
stella di David e la scritta antisemita.
Siamo tutti vicini a Marcello, uno di noi, al quale esprimiamo la
massima solidarietà.
Ringraziamo per l’operato delle forze dell’ordine e confidiamo che si
trovino al più presto i responsabili sia di questo episodio che degli
episodi avvenuti nelle ultime settimane.
A Torino il sindacato unitariamente si è mobilitato dopo questi
accadimenti: un presidio il 28 gennaio in Piazza Gran Madre ed il
presidio di sabato scorso in Piazza Carignano.

Torino, 11 febbraio 2020

FABI – FIRST / CISL – FISAC / CGIL – UILCA – UNISIN

Leggi il comunicato

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CONGRESSO FISAC BNL

A cura di salvatore Taormina

Si sono riuniti a Tivoli (Roma) dal 28 al 30 gennaio i Delegati al Congresso nazionale Fisac della Bnl provenienti da tutta Italia. Per il Piemonte sono intervenuti Gianni Bertona (che è stato riconfermato come membro del Direttivo Nazionale) e Piero Tatoli. Per la Segreteria Nazionale sono  stati riconfermati Alfonso Airaghi (Segretario Nazionale) e i Segretari  Esposito Gianfranco e Sciumbata Salvatore mentre al posto di Carla Zevini e Untolini Bocci Daniela (da oggi in pensione) che ringraziamo per il prezioso lavoro svolto fino a oggi sono stati eletti Frezza Angela e Marchini Laura a cui facciamo gli auguri di buon lavoro. Al .C.A.E. (il Comitato Europeo) è invece stato eletto Carra Stefano, anche a lui i nostri migliori auguri.

 

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RIMINI 14-16 gennaio: ELETTO IL NUOVO COORDINAMENTO DONNE FISAC NAZIONALE E IL NUOVO ESECUTIVO

 

 

 

Care compagne e cari compagni,

 È stato eletto ieri il nuovo Coordinamento Donne Nazionale Fisac!

Il 4 Dicembre avevamo tenuto la nostra Assemblea Regionale  delle Delegate nella quale ci siamo confrontate sulle questioni di genere da valorizzare e portare come contributo ai lavori di Rimini e nella quale abbiamo eletto le nostre delegate.

La delegazione del Piemonte a Rimini ha visto la partecipazione di numerose compagne, tra Delegate e invitate.

Nel nuovo Coordinamento Donne Nazionale sono state elette per la nostra Regione:

Cinzia Borgia
Gloria Pecoraro
Anna Andreoni
Daniela Emiliani
Simona Ricci
Marta Cimino
Stefania Frigerio
Angela Mariano
Maria Falcitelli
 
 
 
 
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Assemblea Generale Fisac Piemonte su rinnovo del Ccnl Abi

 

Si è svolta oggi, 10 gennaio, l’Assemblea Generale della Fisac Piemonte per l’illustrazione e la discussione dell’ipotesi di accordo del rinnovo del Contratto Nazionale dei Bancari siglato a Roma il 19 dicembre scorso dalle Segreterie Nazionali del Credito e dall’Abi. 

Ai nostri lavori era presente Claudio Cornelli, Segretario Nazionale Fisac.

La giornata è stata utile per confrontarci sui contenuti dell’ipotesi di accordo e per prepararci al percorso assembleare che si aprirà nelle prossime settimane.

Organizzeremo le assemblee in modo capillare in tutte le aziende bancarie della Regione per confrontarci con tutte le colleghe e i colleghi! Ci teniamo ad illustrare loro i contenuti di questo rinnovo così corposi dal punto di vista economico e così ampi dal punto di vista normativo.

Ci vediamo in assemblea!

 

video 2

video 3

 

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Firmata l’ipotesi d’intesa per il rinnovo dell CCNL ABI

Milano, 19 dic – «Nell’ambito della sottoscrizione in rinnovo del contratto nazionale del credito, sindacato e Abi hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che nel recepire il percorso giurisprudenziale di merito e legittimità rispetto agli effetti del jobs act, invita Governo e Parlamento a un intervento di legiferazione in riforma rispetto al diritto alla reintegra». Lo annuncia il segretario generale della Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni. Si tratta, aggiunge, di «un primo e importante passo per il ripristino dell’articolo 18 a tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori».

Intervista a Giuliano Calcagni

Il Punto del Segretario Generale

Presentazione CCNL ABI 2019

CCNL ipotesi di accordo

 

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Auguri di Buon Natale e di Buone Feste!

Dicembre 2019

                           Care iscritte, cari iscritti,

nell’esprimere i miei più sinceri auguri di Buone Feste a voi e alle vostre famiglie, desidero accompagnare questi auguri da qualche riflessione su questo anno che per la nostra organizzazione e il nostro settore è stato ricco di soddisfazioni, ma anche molto intenso e complesso.

La nostra Segreteria Regionale, eletta a gennaio, ha dovuto fin da subito affrontare l’accelerazione della fase di riorganizzazione e trasformazione che coinvolge i nostri comparti: le banche, le assicurazioni, le agenzie di assicurazione, il settore della riscossione tributi, le banche di credito cooperativo. Comparti che, ciascuno con le proprie peculiarità, sono investiti in modo mai come oggi rapido, dai processi di digitalizzazione e innovazione, che portano a doversi occupare delle ricadute sul territorio regionale dei processi che riguardano i grandi gruppi e ad occuparsi in prima persona dei processi di riorganizzazione delle aziende di dimensione medio/piccole, che hanno la loro sede a Torino e in Piemonte.

Tutti noi (io, Francesco Mesiano, Francesco D’Agostino, Anna Andreoni, Silvio Carignano, Marco Del Brocco, Simona Ricci e Massimo Scocca) ci siamo occupati di numerose trattative riguardanti il territorio (Gruppo Sella, Banca del Piemonte, Banca Intermobiliare, Santander, Finpiemonte, CR Bra – Saluzzo – Savigliano, Bcc locali, Anpal, Gruppo Reale, altre compagnie assicuratrici locali e appalto assicurativo) che hanno portato alla sottoscrizione di importanti accordi.

Abbiamo gestito la situazione drammatica della Banca Intermobiliare, banca torinese fortemente in crisi, in cui con grande fatica e migliorando enormemente la situazione prospettata dall’azienda, abbiamo sottoscritto un accordo per affrontare le pesantissime ricadute occupazionali previste dal piano di risanamento che prevede l’apertura del fondo emergenziale.

Ovviamente, poi, ci sono le questioni che riguardano i grandi Gruppi, per i quali il raccordo con le strutture dei Coordinamenti Aziendali e con le Segreterie Nazionali è pressochè continuo.

Due situazioni pesanti si aprono in queste ultime settimane dell’anno con il Piano Industriale di Unicredit da 8.000 esuberi e con la cessione del Monte Pegni di Intesasanpaolo, che coinvolgerà lo storico Pegno di Via Monte di Pietà di Torino.

Il tutto accompagnato dalla fase del rinnovo contrattuale del CCNL ABI. Come sapete, il nostro contratto è scaduto il 31 dicembre 2018 e, dopo la presentazione della piattaforma unitaria, si è avviato il confronto con Abi che in questi giorni è diventato un confronto serrato con trattativa non stop, che speriamo possa portare alla conclusione del rinnovo.

Anche il contratto nazionale Ania (assicurativi) scadrà a fine anno, pertanto apriremo il 2020 con l’iter di rinnovo di questo contratto.

Che dire? L’impegno sindacale è sempre più complesso ed articolato ma, grazie al supporto di tutti voi, riusciremo a svolgere al meglio il nostro ruolo, sempre nell’ottica del confronto e del coinvolgimento attivo di tutte le colleghe ed i colleghi, magari anche con un ruolo in prima persona nel sindacato!

E il Natale si avvicina! Come da tradizione consolidata negli anni, la Fisac Cgil anche quest’anno ha deciso di devolvere una somma come contributo per iniziative di sostegno e di solidarietà a favore di alcune associazioni, anziché destinarla all’acquisto di piccoli omaggi natalizi: riteniamo di compiere così un gesto che può essere di grande aiuto.

 Quest’anno abbiamo deciso di sostenere tre associazioni:

– il CIAI (Centro Italiano aiuti all’infanzia)       

– l’Auser di Pinerolo                             

– l’associazione Artemixia, che si è occupata del progetto Rosso Indelebile contro la violenza sulle donne in occasione del 25 novembre.

                                       

 

 

Buone Feste a Voi e alle Vostre famiglie da me e

da tutta la Segreteria Regionale del Piemonte!

Cinzia Borgia

Segretaria Generale

Fisac Cgil Torino e Piemonte

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