venerdì 24 aprile 2009

I Giovani partigiani e le loro speranze
"Ai tanti giovani antifascisti e partigiani, che persero la vita, che combatterono, che furono la classe dirigente dell'Italia del dopoguerra dedichiamo questo giorno, perché è così che si celebra nella maniera più degna il sogno di un mondo migliore che li sorresse e li guidò, che fece dell'Italia di allora un paese e una Nazione che orgogliosamente poté dire di aver partecipato alla sua liberazione da parte dell’esercito angloamericano. Dei giovani vogliamo parlare per ricordare la Resistenza e il 25 aprile, perché non si dica che è ormai cosa vecchia quel grande movimento e quella lotta e che è troppo lontana perché i giovani dell’Italia di oggi possano ignorarla o sentirne il ricordo sbiadito...." "Alle polemiche sulle idee di quei giovani, sul loro essere comunisti o cattolici rispondiamo con la lettera di uno dei tanti condannati a morte della resistenza,..." "È un giovane delle Brigate Garibaldi, quelle che il qualunquismo dell’oggi definisce formazioni comuniste, medaglia d’oro al valore militare, fucilato dietro le mura di un cimitero, all'alba di un freddo giorno di novembre del 1944..." Click qui per leggere integralmente l'editoriale dal sito della Fisac Nazionale e la lettera.

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